BUSTO ARSIZIO – Il futuro biancoblù appeso… a un Consiglio di Amministrazione!
Prima c’era un gruppo già consolidato, riconducibile alla Varesina della famiglia Di Caro, pronto a convolare a nozze, ma abbandonato ad un passo dall’altare dopo mesi di fidanzamento, o presunto tale, con tanto di invito a Palazzo Gilardoni.
Ora c’è un gruppo già collaudato, riconducibile a Giovanni Giovanditti, che aspetta solo il via libera ufficiale per improntare la nuova stagione. Si partirà dalla scelta dell’allenatore (la pista più concreta portava al nome di Christian Serpini, sondato a più riprese nonostante il corteggiamento della Ternana); poi toccherà alla ratifica dell’organigramma societario, all’allestimento della rosa e all’organizzazione del ritiro di Sondalo di fine luglio. E tanto altro ancora.
Nel mezzo c’è – e non è certo cosa di poco conto – la presidentessa dimissionaria Patrizia Testa che ad oggi rimane l’azionista di maggioranza del club di via Ca’ Bianca col suo 51%. E resta ovviamente la Finnat di Luca Bassi (rappresentata dall’avvocato Rosanna Zema: sarà lei la futura presidente?) che, pur avendo esercitato il diritto di prelazione per rilevare l’intero pacchetto azionario, per il momento detiene ancora (e solo) il 49%.
Il CdA: c’è (finalmente) la data
Era il 25 marzo quando Patrizia Testa annunciava le sue dimissioni, forse per dare una scossa alla squadra (se così si può definire), forse per invitare Bassi a fare un passo avanti nell’acquisizione del club. Da allora sono passati quasi 100 giorni nell’attesa della convocazione di un Consiglio di Amministrazione che potesse, in qualche modo, sancire il nuovo corso della Pro Patria. Ora c’è finalmente una data per il CdA: la prima utile dovrebbe essere mercoledì 1 luglio.
Ma di una cosa si può star certi: per un motivo o per l’altro si è perso tanto, troppo, tempo. Un ritardo che, comunque vada a finire l’intricato rebus societario biancoblù, finirà inevitabilmente per pesare anche sulla stagione della Pro Patria 2026/2027, per la cui iscrizione in serie D la domanda andrà presentata dal 4 al 10 luglio
Il paradosso Bassi
E in tutta questa ingarbugliata matassa, c’è persino un paradosso, tipicamente bustocco. “Da quando è entrato il 49%, incredibile ma vero sono iniziati i problemi della Pro Patria”.
Un paradosso – dicevamo – perché l’ingresso di Luca Bassi, manager di livello internazionale corso al capezzale della squadra della sua città, finora non ha prodotto gli effetti sperati: in un anno e mezzo, tanti soldi investiti, tanti progetti accennati (serie B e stadio), ma due retrocessioni incassate e una società non ancora rilevata, nonostante i tanti contatti d’alto livello con imprenditori, manager e holding (Estrella Football Group).
Come finirà?
La storia insegna che la Pro Patria, pur essendo destinata a soffrire, di riffa o di raffa è sempre riuscita a sfangarla. E verosimilmente se la caverà anche stavolta, anche se le incognite – a poche ore dal gong – non mancano. Da un terzo incomodo che, piaccia o non piaccia, è sulla scena; ad un possibile coniglio dal cilindro, che qualcuno spera possa ancora trovare Bassi; fino ad un ripensamento dell’ultima ora della stessa Testa, che avrebbe del clamoroso visto le dichiarate intenzioni della first lady bustocca di farsi da parte dopo 11 anni dispendiosi passati al timone biancoblù.
Iscrizione e ripescaggio
E in questo quadro che sembra – incognite a parte – già ben delineato, pur nella consapevolezza che la nuova società (già al lavoro) dovrà correre per recuperare il tempo perduto e per procedere con gli incartamenti per l’iscrizione al campionato (tassativamente entro il 10 luglio), ci saranno a breve dei passaggi obbligati. Fra questi, in settimana la Pro Patria verrà a conoscenza di un’altra attesa verità: l‘esito dei controlli della Covisoc chiarirà infatti se le residue speranze biancoblù di ripescaggio in Serie C saranno definitivamente spazzate via, come ad oggi sembra; oppure se, per la società bustocca, si aprirà uno spiraglio quasi impensabile, legato alle traversie di un club – così si dice nell’ambiente – che, pur avendo presentato regolare domanda, non avrebbe però soddisfatto un requisito.
Chi vivrà, insomma, vedrà. Di sicuro ne vedremo delle belle…
