Nomine Spes a Somma, il centrosinistra si spacca. Azione: «Noi non ci vendiamo»

SOMMA LOMBARDO – Monta subito la polemica sulle nomine di Spes a Somma Lombardo. È Edoardo Piantanida Chiesa (Somma Futura) ad accendere la miccia, criticando il ritorno di Mauro Pettinicchio in qualità di amministratore delegato: «Fino a pochi mesi fa ricopriva l’incarico sotto l’amministrazione di centrosinistra e, oggi, con la massima disinvoltura, si ripropone nello stesso ruolo con il centrodestra appena insediato», dice l’ex assessore e attuale consigliere di minoranza. Linea che però non condivide il Pd, primo gruppo d’opposizione in città. Anzi, i dem la considerano una scelta di «valore», che viene giudicata «per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti, non sulla base di letture esclusivamente politiche».
E qui che si immette Azione. Viene smentito qualsiasi legame fra il partito – a cui è vicino Pettinicchio – e la discussa nomina: «Non è una compensazione per una poltrona da occupare per il nostro gruppo», precisano. «Non ci vendiamo per una ciotola di riso».

Spes, la stoccata

Un lungo sfogo, quello di Piantanida Chiesa: «La politica locale ci regala spesso colpi di scena, ma l’ultima vicenda legata alle nomine del consiglio d’amministrazione di Spes merita una riflessione seria, che va oltre i semplici schieramenti». Quindi, il commento sul ritorno di Pettinicchio: «​Non è una questione di tessere di partito o di ideologia, ma di metodo gestionale e di visione della città. Destra e sinistra non sono la stessa cosa: esprimono priorità diverse, approcci differenti alla cosa pubblica e squadre di persone distinte. Saltare da una parte all’altra a seconda di come soffia il vento elettorale è un segnale quantomeno strano e, per certi versi, anacronistico». E ancora: «C’è una differenza sostanziale tra la continuità amministrativa e la convenienza politica. Quando noi eravamo al governo, decidemmo di confermare un amministratore delegato espresso dalla Lega perché era già in carica e volevamo garantire il proseguimento del lavoro nell’interesse dei cittadini. Una scelta di responsabilità istituzionale. Qui, invece, siamo di fronte a una scelta definita e di parte. Il forte attivismo politico registrato durante il ballottaggio e il repentino cambio di casacca oggi non sembrano più una coincidenza, ma piuttosto il “pegno da pagare” o il prezzo di un accordo…due indizi fanno una prova?».

Ce n’è anche per Spes Sport

Non risparmia nemmeno le scelte sul fronte Spes Sport, la cui guida è stata affidata a Luigi Mancini (Udc). Dove dice di ritrovare «la stessa mancanza di visione e, in questo caso, di attenzione alle capacità professionali». Prosegue: «Parliamo di una realtà che gestisce un ambito delicato, complesso e molto particolare come quello della piscina comunale. In passato questo ruolo è sempre stato affidato a figure di comprovata esperienza: professionisti del settore e persino un ex sindaco con un profilo fortemente titolato in ambito sportivo. La scelta attuale dell’amministrazione ci lascia quantomeno perplessi, evidenziando una scarsa considerazione delle reali competenze necessarie a guidare servizi così specifici». E chiude così: «I cittadini meritano trasparenza, coerenza e una gestione dei servizi pubblici basata sul merito e sui progetti, non sul mercato delle poltrone. Noi continueremo a vigilare con fermezza su Spes e Spes Sport, affinché rimangano un patrimonio della città e non un ufficio di collocamento politico».

Il centrosinistra si spacca

Il Pd, invece, con una nota ha voluto prendere la direzione opposta. E, anzi, applaude al ritorno di Pettinicchio: «La sua comprovata competenza, l’esperienza maturata e la serietà professionale rappresentano qualità che, a nostro avviso, devono essere il principale criterio di valutazione per incarichi di tale responsabilità». Per questo, dicono, «le persone vanno giudicate per le capacità dimostrate, per il lavoro svolto e per i risultati raggiunti, non sulla base di letture esclusivamente politiche. Da parte nostra non mancherà, come sempre, un confronto serio e costruttivo sull’operato di Spes e Spes Sport, nell’interesse esclusivo della città, dei cittadini e del mondo dello sport».

Azione non ci sta

Piccata, invece, la replica di Azione. In passato ci sono state interlocuzioni per le Amministrative, ma senza che si concretizzasse un vero e proprio progetto che coinvolgesse Pettinicchio in prima persona. Ecco perché, ora, il gruppo guidato da Andrea Vaccariello spiega: «Ci teniamo a precisare che la posizione assegnata non è una compensazione per una poltrona da occupare per il nostro gruppo politico ma è stata fatta una scelta dall’attuale amministrazione per le competenze e le capacità di suddetta persona. Come vogliono farvi credere, non ci vendiamo per una ciotola di riso. Ma continuiamo sempre più convinti nel nostro percorso». Poi, a margine, la nota a rincarare la dose: «Che Pettinicchio (né iscritto, né candidato di Azione) sia vicino al nostro partito, è un fatto. Che Azione abbia scelto – dopo la scorrettezza subita dal centrosinistra – di votare e far votare Silvio Pezzotta, è un ulteriore fatto. Ma è molto chiaro, come si evince dal comunicato del sindaco, che Pettinicchio sia stato scelto quale amministratore delegato di Spes per le sue capacità e competenze manageriali, ampiamente dimostrate nel curriculum vitae e nella precedente esperienza maturata in azienda speciale. La sola “colpa” di Azione è di avere tra le sue fila manager e professionisti competenti».

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