Tour, Merlier Mago a Bordeaux. Pogacar leader tra zuccheri e gel miracolosi

Tour volata Bordeaux Merlier
La volata vincente di Tim Merlier (Sirotti)

Volata perfetta di Tim Merlier che a Bordeaux conquista la settima tappa del Tour de France. Alle sue spalle finiscono Warenskjold, Girmay, Kanter e Philipsen. Non ha fatto la volata Kooij, vincitore due giorni fa a Pau, che chiude al 23° posto.

Grande Stuyven

La volata è preparata dalla Alpecin per Philipsen, ma Van Der Poel lascia il velocista belga troppo presto in testa, più o meno ai 250 metri. Jasper “Disaster”, tra l’altro, non ha le gambe dei giorni migliori e quando vede salire Gaviria sulla destra lo chiude alle transenne. Manovra davvero al limite del regolamento. Come al solito bravissimo Stuyven, che legge alla perfezione i movimenti del gruppo e lascia Merlier ai 400 metri sulla ruota giusta, quella di Girmay. Il “Mago” a quel punto non sbaglia nulla e a centro strada si apre un po’ a sinistra e chiude la partita. Per Merlier è la 72a Vittori in carriera, la quarta al Tour de France su tre partecipazioni.

Polemica Red Bull

Resta invariata la classifica dominata da Tadej Pogacar. Alle sue spalle Vingegaard a 2’42”, Del Toro a 3’27”, Evenepoel a 3’30”, Ayuso a 3’34”, Seixas a 3’55” e Lipowitz a 4’00”. E alle spalle del boss cominciano a nascere le polemiche, soprattutto in casa Red Bull-Bora. Ieri sera, a caldo, Evenepoel si era lamentato del suo compagno Lipowitz. “Al Giro di Catalogna ho tirato 30 km per lui, adesso gli ho chiesto di tirare un chilometri e non l’ha fatto. Ho tutti i motivi per arrabbiarmi”. Peccato che Remco non abbi9a capito che il capitano non è lui, ma il tedesco. A riguardo le parole di Ralph Denk, general manager del team, sono chiare: “A giudicare da quanto abbiamo visto al momento non vedo Vingegaard nettamente superiore a Lipowitz o Seixas”. Evenepoel non è citato. Del resto ieri il belga è stato il primo dei big a staccarsi sul Tourmalet perdendo da Pogacar quasi un minuto e mezzo in 4 chilometri.

In cerca di spiegazioni

A lato della corsa sono in molti, invece, a cercare di capire come possa Pogacar essere – come ha dimostrato ieri sul Tourmalet – così nettamente più forte dei rivali, che pure sono fortissimi. Ci si fanno domande, si cercano spiegazioni. Si fanno anche tante chiacchiere. Qualche studioso sostiene che sia merito dello zucchero. A sostegno di questa tesi si citano due dati noti: alla Vuelta 1996 il consumo medio di un corridore era di 25 grammi di carboidrati all’ora (con oscillazioni da 10 a 43); ora Tadej consuma 130 grammi/ora. Altri, invece, sostengono che a sostegno delle straordinarie performance ci siano miracolosi gel (secondo alcuni non del fornitore ufficiale) a base di lattato. Dubito.

Tadej Pogacar (da Instagram)

Traen ritirato

Oggi intanto non è partito invece Torstein Traen, l’ex maglia gialla. Il norvegese è caduto ieri ed ha riportato la frattura di quattro coste.

La tappa di domani

Sabato 11 luglio è in programma la Périgueux-Bergerac di 180 km e solo 1.150 metri di dislivello. Un’altra grande occasioni per i velocisti.

Pogacar devastante sul Tourmalet, avversari distrutti. Il Tour è già finito

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