Con la terza magia in volata Tim Merlier conquista, a Chalon-sur-Saone, la dodicesima tappa del Tour de France. Il belga, dopo avere sfruttato ancora una volta l’intellgenza tattica del suo compagno Stuyven, precede Kooij, Phlipsen e Girmay. Invariata la generale con Pogacar che precede Vingegaard (a 3’36”), Evenepoel (a 4’06”), Ayuso (a 4’22”), Seixas a (a 4’35”) e Lipowitz (a 4’44”).
La caduta di Fernando
Quella che potrebbe essere stata l’ultima volata in questo Tour perché, se è vero che poi ci sarebbe Parigi, bisogna ricordare domenica 25, che nella capitale francese bisognerà salire tre volte a Montmartre prima del traguardo sui Campi Elisi, è è stata caratterizzata da una caduta. Attorno alla decima posizione, a innescarla è Fernando Gaviria che tocca Van Mechelen. A finire a terra anche il norvegese Waerenskjold, conquistatore della tappa di ieri. Stasera bisognerà fare la conta dei feriti, ma arduo pensare che domani ripartano tutti.
Finale bellissimo
Oggi gli ultimi 40 chilometri sono stati bellissimi, del resto la qualità dei corridori è elevatissima. In grande evidenza la Lidl. Enormi Simmons e Pedersen, ma tutta la squadra tranne Ayuso e il suo gregario Verona hanno dato tutto e di più. Poi ai -6 è l’Astana che prende l’iniziativa per il tedesco Kanter, ma è troppo presto. Lo sprint viene impostato dal’Alpecin che passa al triangolo rosso con quattro uomini in testa al gruppo. Ma Philipsen non ha le gambe dei giorni migliori, infatti non ha ancora vinto, e Van der Poel lo lascia ai 280 metri, troppo presto. Due errori che sono fatali.
La tappa di domani
Domani (13a tappa) la montagna tornerà protagonista al Tour de France con una frazione di 205,8 chilometri (e 2.400. metri di dislivello) da Dole a Belfort. Dopo una prima parte molto scorrevole, il percorso si indurisce negli ultimi cinquanta-sessanta chilometri con il Col des Croix (5,1 km al 4,8%, gpm di 3a categoria) e soprattutto con il Ballon d’Alsace (l’ultima volta, nel 2023, passò in testa Giulio Ciccone), ascesa di prima categoria lunga 8,9 chilometri con una pendenza media del 6,9%. Lo scollinamento, posto a 30 chilometri dal traguardo, potrebbe rappresentare il trampolino di lancio decisivo per gli attaccanti, prima della lunga discesa verso Belfort. Sulla carta il copione sembra scritto per una fuga di qualità. Attaccanti come Marco Frigo, Richard Carapaz e Ben O’Connor hanno le caratteristiche giuste per anticipare il gruppo e giocarsi il successo. Poi, come sempre, dipenderà cosa avrà in testa Tadej Pogačar.
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