NOVARA – Non si parla ancora di emergenza drammatica, ma i campanelli d’allarme cominciano a suonare. Dopo oltre un mese di quasi totale assenza di piogge e temperature stabilmente molto sopra le medie stagionali, la gestione delle risorse idriche nel Novarese e nel Verbano-Cusio-Ossola entra in una fase critica.
Il ricordo dell’estate nera del 2022, con i rubinetti a secco e le autobotti in azione, è ancora fresco e spinge gestori e amministratori locali a muoversi d’anticipo.
«Non siamo di fronte a una crisi idrica generalizzata, ma a singoli comuni sotto pressione», sintetizza Daniele Barbone, amministratore delegato di Acqua Novara e Vco, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio.
Una distinzione importante, che riflette una situazione a macchia di leopardo in cui a soffrire maggiormente sono le località che dipendono da fonti di approvvigionamento superficiali, per loro natura estremamente sensibili alle fluttuazioni meteorologiche.
Invorio apre la strada alle ordinanze, altri pronti a seguire
Al momento, l’unico comune della provincia di Novara ad aver firmato un’ordinanza restrittiva è Invorio. Il sindaco Alberto Pelizzoni ha firmato un provvedimento chiaro: vietato riempire le piscine private oltre i tre metri cubi con l’acqua dell’acquedotto; per farlo, i proprietari devono rivolgersi a servizi di autobotti private.
Ma Invorio non è sola nella lista dei sorvegliati speciali. Sotto stretta osservazione da parte dei tecnici di Acqua Novara e Vco ci sono una ventina di località distribuite nel territorio delle due province.
L’incognita dei prossimi dieci giorni
A preoccupare sindaci e tecnici sono due fattori concomitanti: le temperature, che viaggiano costantemente di circa 3 gradi sopra la media del periodo, e l’imminente picco della stagione turistica sui laghi d’Orta e Maggiore, e nelle località montane dell’Ossola che porterà a un fisiologico incremento dei consumi.
I prossimi dieci giorni saranno decisivi. Dalla sede di Acqua Novara e Vco fanno sapere che il monitoraggio è costante e non si esclude un progressivo irrigidimento dello scenario.
Rispetto al 2022, tuttavia, l’azienda si dichiara meglio strutturata: i cantieri e le interconnessioni realizzati negli ultimi anni tra i vari acquedotti comunali consentono oggi di “soccorrere” le reti locali in difficoltà con maggiore flessibilità, riducendo al minimo il ricorso estremo ai rifornimenti con autobotte.
La sfida strutturale: tagliare le perdite del 44%
Al di là del picco estivo, resta aperta la grande sfida strutturale sulla rete idrica novarese e del VCO, dove la dispersione d’acqua si attesta ancora su una percentuale pesante: il 44%. Un’eredità storica dovuta a decenni in cui l’abbondanza di risorsa idrica non spingeva verso investimenti massicci di manutenzione, prima che quindici anni fa nascesse la gestione integrata pubblica.
L’obiettivo dichiarato da Acqua Novara e Vco è una riduzione progressiva delle perdite, con un forte investimento in tecnologia.
Nel frattempo, l’invito che arriva sia dal gestore che dai sindaci è alla massima responsabilità individuale. Se le ordinanze scattano dove la pressione è massima, nei restanti comuni della provincia si punta tutto sulla sensibilizzazione per evitare che l’acqua potabile venga sprecata per scopi non essenziali.
Un piccolo sforzo collettivo per evitare di dover tornare a chiudere i rubinetti di notte.
