Volandia, dopo 10 anni ricostruito l’aereo della trasvolata atlantica di Balbo

Volandia replica aereo Balbo

SOMMA LOMBARDO – Ben dieci anni di lavoro per circa 12mila ore di impegno di una straordinaria squadra di volontari che ha messo a disposizione competenze tecniche ed esperienza professionale per rendere patrimonio di tutti, uno dei simboli più importanti della storia dell’aeronautica italiana. La copia museale del Savoia Marchetti S.55X I-BALB – utilizzato nella Trasvolata Atlantica del decennale del 1933, guidata da Italo Balbo con una formazione di 25 velivoli e 100 aviatori, in occasione delle celebrazioni per il centenario della fondazione di Chicago e dell’esposizione universale A Century of Progress – da oggi sarà esposta a Volandia.

Volandia replica aereo Balbo

Un esemplare unico

Un risultato straordinario, ancora più significativo se si pensa che nessun esemplare originale di quella impresa è sopravvissuto. La copia esposta a Volandia nasce infatti dalla volontà di preservare e trasmettere anche alle generazioni future il ricordo. Il progetto si è rivelato eccezionale: avviato da un gruppo di lavoratori seniores della SIAI Marchetti e successivamente sviluppato attraverso il Savoia Marchetti Historical Group (SMHG), realizzato partendo dai disegni originali conservati nell’archivio SIAI, oggi parte del patrimonio della Fondazione Leonardo.

Conservare il ricordo

«Questo progetto è nato dieci anni fa dal desiderio di non lasciare scomparire il ricordo di un velivolo e di un’impresa che hanno segnato la storia dell’aeronautica italiana. Sapevamo – spiega Filippo Meani, coordinatore del Savoia Marchetti Historical Group – che non sarebbe stato semplice: realizzare una copia museale di questa complessità richiedeva competenze diverse, precisione assoluta e la capacità di coinvolgere tante persone. Le circa 12.000 ore di lavoro raccontano solo in parte l’impegno profuso: dietro ogni componente ci sono studio e manualità certosina, unite alla disponibilità di volontari e aziende che hanno creduto nel progetto. Vedere oggi il risultato esposto a Volandia è per tutti una soddisfazione enorme, perché significa aver trasformato un’idea che inizialmente poteva sembrare troppo complessa, in una testimonianza concreta».

«Un’opera ciclopica»

«È stata un’opera ciclopica – sottolinea Marco Reguzzoni, presidente di Volandia –  degna delle più grandi avventure epiche. Sono orgoglioso di Volandia, dei volontari e di tutti coloro che hanno dato il loro piccolo o grande contributo. Riusciamo a narrare una delle più grandi imprese aeronautiche, che ebbe un eco enorme soprattutto oltreoceano, dando al nostro Paese una supremazia tecnologica e un primato nei cieli. È un grande arricchimento della nostra collezione museale, da oggi accessibile a tutti i visitatori. Un grazie particolare a Filippo Meani – che dell’opera è stato il motore – e personalmente a Giuseppe Orsi, che mi ha convinto a credere in un progetto che all’inizio appariva una pazzia. Anche in questa occasione invece sono stati premiati il coraggio, la costanza e la determinazione».

Volandia replica aereo Balbo

I ringraziamenti

Dal Museo, un ringraziamento speciale va anche a tutte le aziende e le associazioni che, con il proprio contributo, hanno reso possibile la realizzazione della copia museale del Savoia Marchetti S.55X I-BALB (in ordine alfabetico) Aerosviluppi, Amici di Volandia, Aviometal, Bonomi Araldo, Bramante Model e Service, CeaColor, Faber di Stilo Massimo, Falegnameria Franchini, GAVS, GB Barberi, Gilegno Grossoni, Gli Archivi Ritrovati, Isotta Fraschini Motori, Leonardo, Merletti Aerospace, Orange Transport, O.V.S. Villella Aerospace, Plyform Composites, Progetto 172, Sikkens. Per la cerimonia, presente anche generale Mauro Lunardi, comandante della Squadra Aerea e 1ª Regione Aerea di Milano.

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