BUSTO ARSIZIO – Gli allagamenti in via Monti, proprio di fronte alla stazione delle Ferrovie Nord. Ma anche lo stato dell’illuminazione pubblica, con particolare riferimento alle zone periferiche di Busto Arsizio, dove «interi tratti risultano insufficientemente illuminati o con lampade non funzionanti». Questi i temi che il centrosinistra ha presentato alla scrivania del sindaco Emanuele Antonelli, argomenti declinati in due interrogazioni – firmate da Paolo Pedotti, Cinzia Berutti, Maurizio Maggioni, Valentina Verga, Santo Cascio – da discutere al prossimo consiglio comunale utile.
Gli allagamenti in via Monti
Via Monti, un tratto in cui «si verificano ricorrenti allagamenti in occasione di precipitazioni intense», recita il documento. E che interessano «carreggiata, marciapiedi e attraversamenti pedonali, creando disagi alla circolazione, difficoltà di accesso alla stazione e potenziali situazioni di rischio per pedoni e automobilisti». L’amministrazione, ricorda il centrosinistra, «ha recentemente realizzato interventi di rifacimento di riqualificazione dell’area». Operazioni che, però, «non hanno risolto le criticità idrauliche segnalate dai residenti e dagli utenti del nodo ferroviario».
Da qui, la richiesta di chiarimenti su «quali verifiche tecniche siano state effettuate» e «se siano stati riscontrati problemi relativi alla rete di drenaggio, ai tombini, alle pendenze stradali». Ma anche per sapere «quali interventi di mitigazione o risoluzione l’amministrazione intenda adottare e con quali tempistiche». E ancora, l’obiettivo è capire «se l’amministrazione abbia avviato interlocuzioni con i tecnici competenti o con il gestore della rete ferroviaria per valutare specifici interventi coordinati» e «se sia possibile fornire una stima dei costi degli eventuali interventi necessari e indicare se siano già stati individuati capitoli di bilancio o fonti di finanziamento».
L’illuminazione pubblica
Poi, il documento sull’illuminazione pubblica. Che si concentra su «un servizio essenziale per la sicurezza urbana, la mobilità serale e la qualità della vita dei residenti». Si legge: «Lo scorso dicembre il sindaco (Emanuele Antonelli, ndr) ha annunciato che nel mese di gennaio si sarebbero effettuati test di aumento dell’intensità luminosa dei lampioni Led installati da A2A». E che «un eventuale aumento dell’intensità luminosa comporterebbe un costo aggiuntivo tra 150mila e 200mila euro all’anno». Ma anche che «i lavori di restyling previsti dal project financing – ricordano, citando il sindaco – sono stati ultimati, con A2A che ha in carico “l’onere della manutenzione, avendo finora sostituito 7–8mila pali su circa 11mila presenti sul territorio». Proseguono: «È stato reso noto che il contenzioso con A2A si è concluso con una decisione del Tar favorevole al Comune, che ha riconosciuto 210mila euro di penali». E nonostante i controlli effettuati, «è stato riconosciuto pubblicamente che la percezione di insufficiente illuminazione rimane diffusa».
Motivi che hanno spinto i residenti a segnalare la necessità di «interventi di ripristino su pali danneggiati, lampade non funzionanti e tratti completamente al buio». Ecco perché il Pd vuole avere chiarezze su «quali vie e aree periferiche sono state interessate dai test» e «qual è lo stato aggiornato della sostituzione dei pali e dei corpi illuminanti». Ma anche «quali interventi di ripristino sono stati effettuati negli ultimi sei mesi e quali ulteriori interventi sono programmati» e «come verranno utilizzati i 210mila euro di penali riconosciuti dal Tar e se tali risorse saranno destinate a migliorare il servizio di illuminazione pubblica, in particolare nelle aree più critiche».
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