GALLARATE – In ordine cronologico, gli ambientalisti di Gallarate si sono battuti nel 2024 a difesa di ricci, ghiri e picchi rossi che nessuno ha mai visto ma che avrebbero vissuto nel boschetto di via Curtatone che ha lasciato il posto al nuovo campus scolastico di Cajello e Cascinetta. Lo scorso anno la loro attenzione si è spostata sul fantomatico rospo di Moriggia nel tentativo di fermare la costruzione del Palazzetto dello Sport. Ora, la nuova battaglia del Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” e della Lipu è a difesa degli «uccelli di molte specie di rado visibili in città, come picchi e allocchi» nel tentativo di bloccare la nuova vocazione aggregativa del parco di viale Milano.
La rinascita del parco
Dal mese di maggio, infatti, il Parco Tortora è stato scelto come sede di iniziative di svago che hanno richiamato centinaia di persone. E’ accaduto con il “Carbonara Festival“, poi con il concerto di musica elettronica del 4 luglio “Beehive Under 30” e si è replicato con il “Gluten Free Festival” durante ben quattro giorni dal 9 al 12 luglio. «E il programma non sembra ancora esaurito», dicono gli ambientalisti. «Emerge chiaramente che, nelle intenzioni dell’Amministrazione che le ha promosse, queste iniziative sarebbero solo una prima sperimentazione per arrivare ad eleggere il Parco Tortora come Area feste cittadina, da destinare in permanenza a concerti, street food, bancarelle, strutture amovibili per la consumazione di cibi e bevande».
No alle feste
Secondo il Comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate” e della Lipu il luogo scelto non è adeguato. «Con i nostri occhi abbiamo constatato come questo bel Parco sia stato snaturato e degradato dall’utilizzo degli ultimi due mesi: spazi erbosi invasi e deturpati da furgoni e bancarelle, musica e illuminazione “sparati” in orario notturno, terreno bruciato dal calpestio e cosparso di mozziconi o di rifiuti rimasti anche dopo massiccie operazioni di pulizia, “potature” improprie funzionali agli eventi, con grossi rami frondosi strappati e abbandonati sul posto», scrivono. «E, dopo la musica e i rumori, come ci hanno sottolineato alcuni residenti, è rimasto l’innaturale silenzio di un parco in cui la mattina non si sono più sentiti gli uccelli che prima lo popolavano con il loro canto».
Le alternative
Per loro, il Tortora e tutti gli altri parchi della città di Gallarate non possono e non devono diventare aree adibite alle feste cittadine. «Essi costituiscono preziosi polmoni verdi e possono diventare importanti custodi di biodiversità naturale anche nelle nostre zone urbane, a condizione che vengano curati, preservati e rispettati dai cittadini e dall’Amministrazione. Esistono già, a Gallarate, spazi alternativi e attrezzati che potrebbero ospitare concerti e feste cittadini (dal Maga alla stessa area del mercato di via Torino, alla sede a suo tempo assegnata a questa funzione presso il Centro commerciale Laghi). Se non fossero sufficienti, è auspicabile che in città si progettino con lungimiranza nuovi spazi, non sottraendoli al nostro patrimonio verde, ma dando nuova vita a luoghi dismessi o in stato di abbandono, accogliendo magari idee e proposte portate dalla cittadinanza e dai giovani. In quel caso, sicuramente, ci guadagneranno la socialità, il divertimento e, insieme, il rispetto per la natura e per l’ambiente, che anche nei centri urbani sono un baluardo della salute nostra e del Pianeta».
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