Pro Patria: c’è la fumata bianca. Il futuro inizia da mister Mauro Zironelli

BUSTO ARSIZIO – Soffrire sì, morire mai!
Lo sancisce, ancora una volta, la tanto travagliata (quanto affascinate) storia della Pro Patria: dopo settimane a dir poco tormentate, in cui i 107 anni di storia del club bustocco sono stati messi a dura, durissima prova, sul filo di lana è arrivata l’attesa ed agognata fumata bianca, proprio quando tutto sembrava ormai compromesso, con la sospensione delle visite mediche dei giocatori, le annunciate dimissioni dell’avvocato Rosanna Zema e soprattutto l’annullamento del ritiro di Sondalo (che a questo punto, invece, si farà).
Ora dunque la stagione della nuova Pro Patria può finalmente partire, con in panchina mister Mauro Zironelli (nella foto in apertura), riconosciuto a pranzo in un noto ristorante tigrotto del Buon Gesù: sarà lui a dirigere il primo allenamento della stagione dei tigrotti.

Bilaterale Bassi-Testa: la svolta

Proprio quando il destino della Pro Patria sembrava far pensare al peggio, alimentando addirittura lo spettro di una clamorosa messa in liquidazione della società, dal quartier generale di via Ca Bianca è arrivata la provvidenziale svolta, con gli attori principali – Luca Bassi e Patrizia Testa – a trovare la quadra per la fumata bianca, benedetta anche da Palazzo Gilardoni (con il Sindaco Emanuele Antonelli, rivelatosi importantissimo nella mediazione).
A sbloccare l’impasse, dopo che il pacchetto di maggioranza era finito, in modo tanto assurdo quanto ahinoi legittimo, nelle mani di Giancarlo Travagin (forse un giorno capiremo da dove e perché sia emerso, e cosa abbia motivato tutto lo spazio riservatogli…), sarebbe stato il decisivo faccia a faccia – seppur a distanza – fra il manager bustocco londinese e l’ex presidentessa.

Il nuovo assetto societario

Una svolta, dicevamo, destinata a ridisegnare gli equilibri societari (mettendo di fatto la maggioranza nella sfera d’influenza di Bassi). La holding olandese Estrella Football Group (che già in mattinata aveva inserito l’Aurora Pro Patria nel suo network) entrerà inizialmente con una quota del 51% che diverrà presto 49%: ovvero la stessa percentuale che resterà a Finnat Fiduciaria, mentre il restante 2% sarà rilevato dall’imprenditore bustocco di Eurotek Roberto Simonini (nella foto), indicato a questo punto come il futuro presidente del club.
Un 100% che dovrà ricondurre a quell’unità d’intenti necessaria per la ricostruzione della Pro Patria. Perchè – in una vicenda che ha messo i bastoni nella programmazione della nuova stagione – la Pro Patria ha inevitabilmente perso settimane preziose, sia nella messa in atto del progetto sportivo della prima squadra, sia nella rimessa in piedi del settore giovanile, penalizzato dagli eventi nonostante gli incredibili exploit della scorsa stagione: vittoria del campionato Primavera e “scudetto” di categoria con il trofeo “Dante Berretti”.

La prima squadra: via ai botti con Barranco & C.

Fortunatamente chi era pronto a raccogliere il testimone non è rimasto fermo. Il direttore sportivo Giovanni Giovanditti, già presentato ufficialmente alla stampa, insieme al direttore generale in pectore Raffaele Ferrara, da settimane si sono messi al lavoro, gettando le basi del nuovo organico con l’ambizione di riportare la Pro Patria in Serie C.  Erano stati anticipati i nomi del difensore Paolo Cannistrà, del trequartista Michele Forchignone e dell’attaccante argentino Bruno Inacio Barranco (nella foto): tre operazioni che avevano da subito ricevuto il placet del nuovo allenatore biancoblù, il cui nome non è più un mistero: Mauro Zironelli, indimenticato centrocampista – fra le altre – di Vicenza, Venezia e Fiorentina, con una carriera tecnica che ha avuto nella promozione col Mestre e sulla panchina della Juventus U23 i suoi momenti di maggior visibilità. Un tecnico che, convinto della bontà del nuovo progetto biancoblù targato Bassi-Zema-Simonini-Estrella, ha atteso con pazienza dalla sua Thiene l’evolversi della situazione societaria, fiducioso che il semaforo verde sarebbe prima o poi arrivato.
E ora quel momento è finalmente arrivato.

Il silenzio paga

In un momento tanto delicato, con il futuro della Pro Patria appeso realmente a un filo, la società aveva scelto di mantenere la linea del silenzio, per evitare di alterare una trattativa delicatissima. Una scelta condivisa da pochi, e compresa ancora da meno, ma che alla fine ha portato i suoi frutti: ciò che davvero contava – ovvero il salvataggio della società e la sopravvivenza della Pro Patria – è arrivato. Alla fine, verrebbe da dire, quelli della “black list”, tacciati paradossalmente come il problema (il compagno di “confino” Flavio ne sa qualcosa…), hanno finito per essere parte della soluzione: ma oggi recriminazioni e rivincite personali devono lasciare spazio a un’unica priorità: il bene della Pro Patria, che deve essere messo – lo ricordiamo ancora una volta prendendo spunto dalle parole di Giovanditti – davanti a tutto e tutti.

Il sereno dopo la tempesta

La tempesta insomma è alle spalle. Adesso, però, non c’è più tempo da perdere. Servirà recuperare in fretta il terreno lasciato per strada, per annunciare – dopo l’allenatore – l’organico societario, completando quindi la squadra e restituendo entusiasmo a una piazza che ha vissuto giorni (gli ennesimi) di autentica angoscia. Perché la Pro Patria ha dimostrato ancora una volta di saper soffrire. Ma evidentemente – lo insegna proprio la sua storia e lo testimonia anche la reazione di una piazza mostratasi viva – non è fatta per morire.

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Pro Patria fumata bianca Zironelli – MALPENSA 24
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