Pro Patria, colpo… Bassi: il 51% va a Travagin. Corsa contro il tempo per l’iscrizione in D

BUSTO ARSIZIO – Mai fare i conti senza l’oste!

Colpo di scena sul fronte Pro Patria: che la situazione societaria in casa biancoblù si stesse complicando, dopo il no sull’altare di Luca Bassi alla Varesina della famiglia Di Caro, lo avevano capito tutti. Ma la presenza di un secondo gruppo, riconducibile a Giovanditti & C., aveva fatto pensare che il futuro del club bustocco potesse comunque trovare approdo in un porto sicuro.

La spunta Travagin

E invece, nell’Assemblea dei Soci tenutasi stamani, a rilevare il 51% delle quote detenute dalla presidente Patrizia Testa non sarebbe stata – il condizionale resta d’obbligo in attesa dell’ufficialità – la Finnat Fiduciaria, pur titolare di un diritto di prelazione, bensì l’imprenditore verbanese Giancarlo Travagin, primo soggetto ad aver presentato un’offerta concreta alla first lady bustocca.

Finale senza lieto fine

La decisione maturata spariglia le carte rispetto agli scenari immaginati negli ultimi mesi, anche se i continui rinvii del closing avevano finito per far emergere, soprattutto nelle ultime settimane, più di un dubbio sull’esito finale della trattativa, sebbene il gruppo scelto da Bassi fosse già al lavoro (vedasi l’ufficializzazione e la presentazione del diesse Giovanditti).
Dopo una lunga fase di attesa, legata alla possibilità che la fiduciaria riconducibile a Luca Bassi esercitasse il proprio diritto di prelazione, la situazione è invece implosa, risolvendosi in favore di Travagin, sul cui “curriclum sportivo” pesano le esperienze complesse e turbolente (a livello gestionale) vissute a Cefalù e Catania.

Gli scenari: ipotesi buy out?

Resta ora da capire – oltre al vero motivo per cui un manager come Luca Bassi (rappresentato da un avvocato come Rosanna Zema) da un anno e mezzo non sia di fatto riuscito a rilevare il club di via Ca’ Bianca – quale sarà il futuro del 49% così come del 51%. Al momento non ci sono indicazioni ufficiali sulle prossime mosse, ma è evidente che la partita non possa ancora dirsi conclusa, anche se lo statuto societario biancoblù, stando ai ben informati, risulterebbe particolarmente stringente.
A tal punto che l’ipotesi circolata nelle ultime ore, ovvero che Travagin possa rivendere nell’immediato le proprie quote a Bassi con un corposo buy out, sarebbe tutta da verificare, sebbene la più logica. Così come sarebbe da interpretare quella che la Finnat possa addirittura uscire di scena, lasciando così a Travagin scadenze onerose da rispettare; o che la Testa stessa possa addirittura rientrare nei giochi per garantire l’iscrizione del club.

Iscrizione in D entro il 10 luglio

I prossimi giorni, insomma, saranno decisivi per delineare il nuovo assetto del club biancoblù e comprendere quali saranno gli sviluppi di una vicenda destinata a segnare il futuro della Pro Patria. Una Pro Patria che, entro il 10 luglio, dovrà perfezionare l’iscrizione alla serie D: una pratica che fino a qualche giorno fa sembrava pura formalità, ma che oggi – in attesa delle mosse di Travagin (si parla dell’ex Orlando Urbano come diesse) – resta invece tutta da formalizzare.

Svanisce il sogno ripescaggio

E in questa giornata è arrivata pure la conferma che la Pro Patria dovrà ammainare le (residue) speranze di ripescaggio: stando ai primi controlli della Covisoc tutte le società della terza serie aventi diritto (eccetto la Ternana sostituita dalla riammessa Foggia) avrebbero infatti le carte in regola. Fine del sogno, insomma, sperando che non sia l’ultimo. Il tutto mentre a Palazzo Gilardoni si monitora, con preoccupazione e apprensione, la situazione: nell’anno che porta alle elezioni, Busto non può pensare di presentarsi alle votazioni con il “problema” Pro Patria, o peggio ancora senza Pro Patria. I tifosi si stanno già mobilitando…

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Pro Patria Bassi Travagin – MALPENSA 24
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