VARESE – Un ospite era atteso, l’altro è stato una sorpresa che nemmeno gli organizzatori del gazebo si aspettavano. Al banchetto di Futuro Nazionale organizzato questa mattina, sabato 25 luglio, in piazza del Podestà a Varese, è arrivato un nome molto noto a Varese e non solo: Beppe Sannino. Che sta con il generale.
Il mister entra in squadra
L’allenatore del Varese negli anni della serie B, protagonista della storica cavalcata fino ai playoff (e poi in panchina anche in serie A e all’estero) si è messo in coda questa mattina al gazebo insieme alla moglie e agli altri militanti per iscriversi al movimento fondato da Roberto Vannacci. Il mister entra dunque in squadra.
Il racconto di Bariani
Un fuori programma che si è affiancato all’intervento – quello invece previsto – di Matteo Bariani, militare in congedo che dal 2020 documenta pubblicamente con video sui social la situazione delle aree boschive del Varesotto diventate negli ultimi anni zone di spaccio. Luoghi in cui ha anche accompagnato troupe televisive nazionali per inchieste sul problema della droga nei boschi. «Anche se sono in congedo sono un militare, quindi comunque ho fatto un giuramento. E vengo da una famiglia di militari: mi sembra giusto continuare in questa strada». Queste le ragioni alla base delle sue attività, che comporta molti rischi e conseguenze: per questo motivo in pubblico utilizza il passamontagna. «Nel quotidiano non essere riconosciuto aiuta. Ma le organizzazioni che combatto sanno chi sono – dice – infatti mi vengono anche a sparare sotto casa: l’ultimo episodio neanche tempo fa con tanto di kalashnikov». Bariani si muove soprattutto in Valganna e Valcuvia, ma anche nel resto dei boschi del territorio. «Principalmente raccolgo prove dettagliate, avendo anche delle qualifiche specifiche per quanto riguarda l’ambiente montano. Raccolgo prove e testimonianze dalla gente che è sfiduciata. Oppure faccio azioni di disturbo».
Il presidio del territorio
L’arrivo dei Carabinieri Cacciatori negli ultimi anni è stato importante, ma per Bariani serve ancora più presenza. «Uno dei problemi per cui lo spaccio non si leva dalle zone è perché non c’è il presidio del territorio. Si possono fare le migliori operazioni con i migliori risultati, ma poi se nessuno vigila che non torni la criminalità non cambia niente». Infine sulla sua presenza al gazebo di Futuro Nazionale. «Oggi è una giornata conoscitiva, loro mi sembrano persone volenterose e già stiamo parlando di diverse cose. Hanno intenzione di fare seriamente sul territorio e uno di miei compiti è quello di parlare con tutti i politici, proprio per sollecitare gli interventi. La politica deve prendere la voce della gente, c’è tanto malessere e malcontento. Poi si vedrà in futuro». E Bariani sta lavorando anche ad un’associazione che si occupi di contrasto al disagio giovanile in sinergia con le istituzioni.
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