Caso Carleo, i pm chiedono il carcere per l’ex dirigente di Futuro Nazionale

MILANO – Un giro di bonifici che, secondo la Procura di Milano, sarebbe privo di una reale giustificazione economica. È uno degli elementi al centro dell’inchiesta per presunte frodi sul mercato finanziario da oltre 30 milioni di euro che coinvolge, tra gli altri, Luca Carleo e Ciro Di Meglio, rispettivamente ex direttore generale di società del gruppo Ops e amministratore delegato del gruppo attivo nelle telecomunicazioni e nei media.

Una rete di giornali e media: la rete di Ops

Tra le società finite sotto la lente di ingrandimento c’è anche la Ops retail, già Netweek, società lombarda che possiede una cinquantina di giornali, quattordici emittenti Tv locali, un canale nazionale e siti di informazione attivi in Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana.

Le restrizioni

I pm Nicola Rossato e Guido Schininà hanno chiesto la custodia cautelare in carcere. Per altre due persone sono stati sollecitati gli arresti domiciliari, mentre nei confronti di sei indagati la Procura ha chiesto il divieto di esercitare cariche direttive nelle imprese. Sarà la gip Giulia D’Antoni a pronunciarsi sulle richieste dopo gli interrogatori preventivi, fissati per l’11 settembre.

Il nome di Carleo era finito nelle cronache politiche soltanto pochi giorni fa: era stato nominato responsabile vicario per la Lombardia di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, con delega alla città metropolitana di Milano. Un incarico dal quale si è poi dimesso.

I bonifici sotto la lente

Uno dei filoni dell’indagine riguarda Orion Capital, società che compare più volte nella ricostruzione degli inquirenti. Carleo e Di Meglio, secondo quanto riportato dai pm negli atti, avrebbero ricevuto dalla società «numerosi bonifici» ritenuti «privi di ragione economica o comunque di reali giustificativi».

Per l’accusa, Orion Capital sarebbe stata riconducibile proprio ai due amministratori di Ops, che sarebbero stati contemporaneamente beneficiari dei trasferimenti di denaro finiti sotto la lente degli investigatori. L’inchiesta ha portato il Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza a eseguire una serie di perquisizioni, anche nei confronti di quello che negli atti viene definito il «duo Di Meglio-Carleo». Le Fiamme gialle hanno inoltre sequestrato quote e azioni di società appartenenti al gruppo Ops.

Il prestito e la società ritenuta fittizia

Nelle carte della Procura trova spazio anche un prestito obbligazionario convertibile in azioni Ops Ecom, relativo al periodo compreso tra ottobre 2025 e marzo 2026. Al mercato era stato comunicato che l’operazione era stata sottoscritta da un unico investitore, Global Capital Investments International. Le indagini avrebbero però portato a uno scenario differente: la società è indicata dagli inquirenti come «fittizia» e, secondo la ricostruzione accusatoria, il reale sottoscrittore del prestito sarebbe stato Orion Capital.

Quest’ultima avrebbe a sua volta ricevuto la provvista necessaria attraverso società che gli investigatori ritengono tutte riconducibili a Di Meglio. Un intreccio di operazioni finanziarie e passaggi di denaro sul quale ora la Procura punta per sostenere le proprie richieste cautelari. Il prossimo passaggio è fissato per l’11 settembre, quando i dieci indagati saranno chiamati agli interrogatori preventivi. Solo successivamente la gip deciderà se accogliere o respingere le misure cautelari richieste dai pm.

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