Via anche l’ultima delega: Trombino non è più assessore ad Albizzate

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Zorzo (a sin.) e l'ex assessore Trombino

ALBIZZATE – Da tre anni ormai viveva da separata in casa. Ma ora le strade si sono definitivamente separate. Con un decreto sindacale, firmato ieri 31 luglio dal primo cittadino Mirko Zorzo, Cinzia Trombino non è più assessore ad Albizzate.

Continuo declassamento

Il terzo rimpasto di giunta ad Albizzate in tre anni coinvolge ancora lei. Dopo averle tolto, a settembre 2023, la Pubblica istruzione e le Frazioni, con un secondo decreto sindacale il sindaco, a dicembre 2025, le aveva strappato anche la delega alle Attività produttive (consegnata al vicesindaco Eliana Brusa). Ieri l’ha sollevata dall’incarico anche nell’ultimo compito che le era rimasto, la Tutela Animale.
«Effettuata una valutazione politica generale ed una sostanziale verifica sull’esperienza e sull’andamento dell’attività amministrativa sino ad oggi – si legge sugli atti ufficiali firmati da Zorzosi ritiene di rimodulare la composizione della Giunta comunale e di riassegnare le deleghe assessorili, per dare un nuovo impulso all’azione politico-amministrativa e per assicurare il raggiungimento degli obiettivi politici».
La revoca «con effetto immediato» di Trombino va letta anche nei rapporti sempre più tesi tra l’attuale maggioranza, retta dall’asse Lega-Forza Italia, con Fratelli d’Italia, da un lustro ormai voce critica del centrodestra albizzatese. Questa mossa rischia di compromettere definitivamente i tentativi di riavvicinamento in vista del prossimo anno, quando Albizzate sarà chiamata al voto per il rinnovo del Consiglio comunale.

Le parole di Trombino

Trombino non è più assessore, ma resta in Consiglio comunale. Appresa la notizia, ha affidato ai social il suo pensiero:

Dopo 10 anni con questa maggioranza sento la necessità di scrivere quello che è il mio percorso in amministrazione.
Eravamo una bella squadra.
E lo eravamo davvero, finché il lavoro aveva più spazio degli ego.
Non è un rimpianto, è una constatazione lucida. Quello che siamo stati resta, ma è giusto riconoscere anche ciò che a volte ci ha allontanati. Le strade cambiano, le persone cambiano, e forse anche le priorità.
Non sono mai stata la persona che dice “Tutt a pòst” quando così non era, non mi è mai piaciuto fare finta di niente per tirare avanti.
Se sono andata avanti, nonostante i problemi, i dispetti, l’essere stata isolata e messa all’angolo e nonostante le pressioni quando ho fatto valere il mio spirito libero, è perché avevo preso un impegno formidabile con il mio paese. Un impegno per chi per due mandati mi ha dato la sua preziosa fiducia.
Sono andata avanti perché abbiamo costruito un programma nel quale credevo e nel quale continuo a credere: idee bellissime per migliorare il luogo in cui viviamo, per renderlo non solo un posto dove si “abita”, ma una casa in cui si “vive”.
La verità è semplice: eravamo una bella squadra, finché lo siamo stati davvero.
Con l’ultimo decreto del Sindaco non ricoprirò più il ruolo di assessore e dopo tutti questi anni passati insieme, per una forma di rispetto verso il lavoro fatto e verso la persona, avrei preferito anche solo una semplice chiamata anziché una gelida mail.
Ma le strade a volte aprono altri sentieri. Li intraprendo senza paura e con la stessa resilienza di sempre. La voglia di continuare a lavorare per il bene comune ogni giorno non mi faranno fare un passo di lato. Nemmeno questa volta!

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