Rissa nel Pd di Somma: il segretario chiede l’espulsione di Aliprandini

Somma lombardo rissa pd
Il gruppo del Pd di Somma e (nel riquadro) il segretario Banaj

SOMMA LOMBARDO – Nella sede provinciale del Partito Democratico è stata inviata una richiesta di espulsione per Stefano Aliprandini, candidato sindaco uscito sconfitto alle ultime elezioni Amministrative e attuale capogruppo in opposizione in consiglio comunale a Somma Lombardo. E’ la conseguenza di un durissimo scontro (non soltanto verbale) avvenuto qualche sera fa durante una riunione di partito. 

Cosa è successo 

A chiedere l’estremo provvedimento alla Commissione di garanzia provinciale del Pd è stato il segretario cittadino Xhuljano Banaj. E’ proprio nei suoi confronti che l’ex vicesindaco ha perso le staffe, dopo mesi di incomprensioni più volte ventilate dalla stampa e sempre smentite. E invece le diverse visioni amministrative quando il centrosinistra era ancora al governo della città, le Primarie imposte dalla segreteria nel tentativo di azzoppare la candidatura di Aliprandini e, infine, la resa dei conti dopo la vittoria di Silvio Pezzotta hanno portato all’epilogo dell’altra sera. Dalle notizie frammentarie uscite da quella riunione, la goccia che avrebbe fatto traboccare sarebbe la scoperta di una chat da cui i “senatori” presenti in aula avrebbero escluso Fabio Daddozio e Ronny Francisco Sea Cedeno. E sono proprio i due giovanissimi consiglieri comunali a essere prontamente intervenuti con la forza per dividere Banaj da Aliprandini ed evitare che la situazione degenerasse ancora oltre quando la lite era ormai giunta al contatto fisico. 

La voce dei protagonisti 

Contattato telefonicamente, il segretario dem si è limitato a parlare di «episodi spiacevoli e molto delicati» per i quali l’organo di controllo interno sarà chiamato a esprimersi. «Non ho mai messo le mani addosso a nessuno in vita mia», dice invece molto più direttamene Aliprandini, aggiungendo che «a quella riunione non dovevo andarci» perché «sono caduto in una provocazione che mi ha fatto perdere il controllo». Molto serenamente, ha dato la disponibilità a lasciare il ruolo di capogruppo rimettendo ogni altra decisione alle persone preposte. «Ne parleremo, ma non ho alcuna intenzione di dimettermi dal consiglio comunale. Deciderà il Pd». 

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