Novara, Gigantino ricorre al Tar contro la revoca delle deleghe

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Mauro Gigantino e Michele Ragno ieri ad un gazebo di Futuro Nazionale in centro città

NOVARA – La battaglia si sposta nelle aule di giustizia. Mauro Gigantino impugnerà davanti al Tar il decreto con cui il presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, gli ha revocato tutte le deleghe da consigliere delegato.

È la novità contenuta nella nota diffusa nel tardo pomeriggio di ieri da Michele Ragno, capogruppo di Alleanza Novarese – Futuro Nazionale in Consiglio comunale, che torna ad attaccare duramente il centrodestra novarese e parla di «doppia morale» nella gestione delle istituzioni.

La revoca delle deleghe ad Ambiente, Rifiuti, Energia, Cave, Politiche giovanili e Rapporti con le istituzioni sanitarie era stata annunciata a metà luglio, all’indomani della definitiva rottura politica tra il gruppo di Gigantino e Fratelli d’Italia.

Il presidente Caccia – che poi ha ufficializzato la decisione nell’ultima seduta del consiglio provinciale a Palazzo Natta –  aveva motivato il provvedimento con il venir meno del rapporto fiduciario, mentre il centrodestra provinciale aveva rivendicato la scelta come una conseguenza dell’uscita di Gigantino dalla coalizione.

«Sarà il Tar a pronunciarsi»

Secondo Ragno, però, la decisione sarebbe stata una ritorsione politica.

«Il presidente Caccia ha revocato le deleghe al consigliere Gigantino non per ragioni amministrative, né per contestazioni sul suo operato, ma esclusivamente perché in Consiglio comunale ha assunto una posizione critica verso la maggioranza di centrodestra», scrive il capogruppo, aggiungendo che «saranno il Tar e, se necessario, il Consiglio di Stato a pronunciarsi sulla correttezza di tale comportamento».

L’annuncio del ricorso rappresenta il primo passaggio concreto sul piano giudiziario dopo la “cacciata” di Gigantino dall’esecutivo provinciale.

L’affondo sul caso De Grandis

Nella stessa nota Ragno mette a confronto la vicenda di Gigantino con quella del vicesindaco di Novara Ivan De Grandis, da mesi al centro dello scontro politico.

Secondo il capogruppo di Alleanza Novarese – Futuro Nazionale, mentre Gigantino è stato rimosso per motivazioni esclusivamente politiche, De Grandis sarebbe rimasto saldamente al suo posto nonostante le polemiche e il ridimensionamento delle deleghe assessorili.

Da qui l’accusa di applicare «due pesi e due misure» e di gestire le istituzioni secondo logiche di appartenenza più che di merito.

«La politica non sia un club privato»

Il documento si conclude con un attacco all’attuale classe dirigente del centrodestra novarese, accusata di aver trasformato la politica in un «club privato», nel quale conterebbero più la fedeltà personale e gli equilibri interni che il confronto democratico.

Ragno auspica infine «una seria riflessione» che riporti al centro «la cultura del merito, del dialogo e della responsabilità verso la comunità», superando quella che definisce la logica degli «intoccabili».

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