Italia e Svizzera insieme per ridurre i rifiuti e promuovere l’economia circolare

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La presentazione del progetto "Riduciti" a Villa Recalcati

VARESERidurre la produzione di rifiuti urbani, promuovere stili di vita sostenibili e favorire il riuso in un’ottica di economia circolare: sono questi gli obiettivi di “Riduciti”, progetto di cooperazione transfrontaliera tra Italia e Svizzera coordinato dalla Provincia di Varese e da Caritas Ticino, finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Svizzera. Gli obiettivi del progetto e le prime attività messe in campo sono state illustrate oggi, martedì 8 settembre a Villa Recalcati. Ad aprire i lavori il consigliere provinciale Stefano Bellaria (qui sotto il video). 

I protagonisti

Il progetto, avviato l’1 gennaio 2026 e della durata di 30 mesi, coinvolge enti pubblici, università, associazioni e organizzazioni dei due territori con l’obiettivo di costruire una strategia condivisa per la prevenzione dei rifiuti e la diffusione dell’economia circolare nell’area insubrica. Tra i partner figurano Ars Ambiente, Istituto Oikos Ets, Legambiente Lombardia, Cast Ong, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (Supsi) e il Comune di Cadempino. “Riduciti” punta a ridurre concretamente la produzione di rifiuti urbani e lo spreco di risorse grazie alla diffusione di un vero e proprio cambiamento culturale e comportamentale dei cittadini. Una delle modalità è la valorizzazione delle iniziative sostenibili e delle buone pratiche già attive sul territorio, che rappresentano un esempio concreto di alternative per condurre stili di vita sostenibili e mettere in pratica la cultura dell’economia circolare. La prima fase del progetto ha visto la mappatura di queste iniziative, dal quale verrà estratta una mappa completa e a disposizione dei cittadini.

Aumentare la prevenzione

L’impegno del partenariato ha portato alla luce quanto ancora le iniziative di prevenzione siano frammentate e poco coordinate sui due territori. La collaborazione transfrontaliera ha l’obiettivo di individuare sia le barriere normative che quelle culturali, per sviluppare così un approccio coordinato tra i due territori per la prevenzione. Da questa analisi di contesto territoriale “Riduciti” vuole definire una strategia integrata transfrontaliera di prevenzione dei rifiuti ed economia circolare: uno strumento che mette insieme tutti questi elementi e getta le basi per un futuro comune dove la prevenzione è un concetto chiave e familiare nella vita quotidiana dei cittadini. Per avviare a questo obiettivo saranno avviate attività innovative di formazione tramite un academy, rivolte ad amministratori pubblici, tecnici comunali, cittadini, professionisti e scuole. Nel Varesotto l’avvio è previsto per ottobre. Allo stesso modo nel territorio ticinese è in programma l’avvio della academy economia circolare: un percorso formativo gratuito che prenderà il via in autunno e che consentirà ai partecipanti di approfondire le principali filiere circolari, dal tessile all’edilizia, dagli arredi all’elettronica fino alla gestione sostenibile delle risorse alimentari. Parallelamente sarà avviato un concorso rivolto alle scuole del Luganese, che coinvolgerà studenti e docenti nella realizzazione di progetti concreti per la riduzione dei rifiuti e il miglioramento delle pratiche ambientali all’interno degli istituti scolastici. 

Una nuova vita per i rifiuti tessili

Tra le azioni più innovative del progetto figura la sperimentazione sulla filiera tessile coordinata da Caritas Ticino. Ogni anno una parte significativa degli abiti raccolti non può essere riutilizzata e viene destinata allo smaltimento. “Riduciti” vuole trasformare questo problema in un’opportunità attraverso lo sviluppo del pannello isolante Cati-EcoPhonoTherm, realizzato interamente con scarti tessili recuperati. L’iniziativa, sviluppata con il supporto tecnico di Supsi, punta a verificare la fattibilità tecnica, normativa e commerciale del materiale, aprendo la strada a una possibile filiera locale capace di generare benefici ambientali ed economici per il territorio. Il progetto Interreg dispone di un budget complessivo superiore a 1,1 milioni di euro e 360mila franchi svizzeri, destinato a sostenere attività di ricerca, formazione, sensibilizzazione e sperimentazione sul campo. 

Il gestore unico

Il progetto punta sulla prevenzione per innescare un cambio culturale che porti i cittadini a produrre sempre meno rifiuti. In merito il consigliere Bellaria ha ricordato la proposta lanciata tempo fa dal presidente Magrini per un gestore unico dei rifiuti. «La condivido al 100%», sottolinea. Un percorso che non ha però trovato seguito da parte dei Comuni. «Forse il tempo non era maturo – rimarca Bellaria – ma il tema di un unico gestore integrato dei rifiuti con una governance pubblica ma con la collaborazione di esperti privati secondo me è fondamentale».

Ridurre i rifiuti, parte la mappatura delle buone pratiche tra Italia e Svizzera

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