VARESE – «Dopo sei anni di annunci, progettazioni e rinvii, arriva la conferma che il terzo lotto dell’ospedale Del Ponte dovrà ancora aspettare. Siamo arrivati alla fine dell’ennesimo giro di promesse senza nulla di fatto: l’ennesimo fiasco di Regione Lombardia». Così il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti interviene in merito al mancato rifinanziamento del terzo lotto dell’ospedale Del Ponte.
La reazione di Astuti
«È vero che i costi sono aumentati, ma proprio questo dimostra quanto sia grave aver lasciato passare tutti questi anni senza riuscire a far partire l’opera – sottolinea Astuti – nel 2020 c’erano le risorse e c’era un progetto. Oggi, anche alla luce di nuove emergenze e priorità, ci viene detto che quelle risorse non sono più sufficienti e che bisogna riprogettare il completamento del presidio. Il tempo perso ha un costo e oggi quel costo ricade sull’opera e sui cittadini. La climatizzazione di Cittiglio, Luino e degli altri presidi, peraltro, non è un’emergenza dell’ultimo minuto e la chiediamo da anni. Se si fosse programmato per tempo, oggi non ci troveremmo a dover rincorrere le emergenze, spostando di volta in volta le priorità e rinviando opere strategiche».
A giugno l’interrogazione
«E chi ha perso tempo è stata innanzitutto Regione Lombardia che non è stata in grado di garantire una programmazione efficace e strategica – attacca Astuti – lo scorso giugno avevo presentato un’interrogazione proprio per chiedere alla giunta lombarda a che punto fosse la progettazione dell’intervento, se le risorse fossero ancora disponibili e quali fossero le tempistiche per l’avvio dei lavori. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Nel frattempo, a luglio, la maggioranza ha bocciato il nostro emendamento che chiedeva appunto le risorse necessarie per completare l’opera». Il consigliere dem continua: «E oggi scopriamo che sarà addirittura necessario ripensare il progetto e rimandare il finanziamento di un’opera indispensabile per completare e rendere pienamente funzionale questo polo materno-infantile».
La mensa nel container
«Parliamo di una struttura – continua Astuti – che necessita di interventi di adeguamento strutturale e tecnologico ormai improrogabili e dove rimangono da affrontare ancora diverse questioni, a partire dalle condizioni del Padiglione Leonardo, dalla climatizzazione e dagli spazi destinati alle degenze e agli ambulatori, fino alla mensa dei dipendenti, che continua a essere ospitata in un container. Dopo dieci anni dagli stanziamenti iniziali e sei anni dall’ultimo progetto finanziato, siamo ancora qui: senza un progetto chiaro, senza risorse certe e di fronte all’ennesimo rinvio. La dimostrazione lampante del fallimento della programmazione di chi governa la nostra regione».
Del Ponte, Astuti chiede 10 milioni per sbloccare il terzo lotto fermo da sei anni
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