MILANO – Una svolta giudiziaria di peso nell’ambito della complessa partita dei cantieri e dei titoli edilizi milanesi. Nelle motivazioni della prima sentenza depositata sui processi dell’urbanistica, relativa alla realizzazione del grattacielo Torre Milano in via Stresa, il Tribunale di Milano ha messo nero su bianco le ragioni dell‘assoluzione con formula piena per tutti e otto gli imputati, tra cui costruttori, progettista, ex dirigenti e funzionari del Comune di Milano. La decisione giunge a seguito del verdetto di assoluzione pronunciato lo scorso 16 giugno con la formula “perché il fatto non costituisce reato” dalle accuse di abuso edilizio e lottizzazione abusiva.
Nessun accordo illecito
Secondo la ricostruzione del giudice, non è stato “certamente” dimostrato quanto sostenuto dall’impostazione accusatoria della procura, ossia che, per ottenere l’assenso all’intervento edilizio e i titoli abitativi alla costruzione del complesso residenziale di oltre ottanta metri, vi sia stato un accordo illecito tra costruttori e funzionari volto a trovare interpretazioni di comodo e scorrette alle norme o a formare atti amministrativi illegittimi. Gli imputati, evidenzia il Tribunale, hanno agito nella convinzione di operare in piena conformità con il piano di governo del territorio (pgt) e con la legge regionale, muovendosi in linea con la giurisprudenza amministrativa e con i pareri dell’avvocatura comunale dell’epoca.
Il nodo interpretativo dopo il 2023
Il punto centrale delle motivazioni risiede nell’assenza dell’elemento soggettivo dei reati contestati, sia sul piano del dolo che su quello della colpa. Il contrasto interpretativo tra la normativa statale e le prassi comunali in materia di ristrutturazione edilizia, demolizione, ricostruzione e calcoli di volumetrici è infatti emerso chiaramente solo a partire dal 2023 con le prime inchieste della magistratura, mentre Torre Milano è stata ultimata e realizzata antecedentemente al 2022. Fino a quella data, conclude il giudice, tutti gli attori coinvolti hanno agito in totale buona fede basandosi sulle regole, sulle prassi e sulle prassi consolidate presenti all’interno degli uffici di Palazzo Marino.
