BUSTO ARSIZIO – La “fotografia” del disagio giovanile in un sondaggio del Tavolo Minori istituito dall’assessorato all’inclusione sociale. Quasi 1100 i ragazzi tra 11 e 21 anni che hanno risposto al questionario anonimo di Lampi Blu: è emerso un sottogruppo tra il 10 e il 25% esposto a “fattori di rischio multipli e spesso concomitanti”. «Sottoporremo gli esiti alle famiglie ma anche all’assessore alla solidarietà sociale di Regione Lombardia» rivela Paola Reguzzoni, assessore all’inclusione sociale.
I dati
L’iniziativa aveva preso le mosse da una serie di episodi di violenza in centro città che avevano fatto esplodere il caso del disagio fra i giovanissimi. La mappatura messa a punto dall’avvocato Davide Mantovan per Lampi Blu è un punto di partenza per inquadrare fenomeni come violenza, cyberbullismo, autolesionismo, consumo di alcol e droga, e individuare gli indicatori-spia tra i ragazzi. Uno di quelli che salta all’occhio è l’orario di rientro alla notte: i ragazzi che stanno in giro fin oltre le 2 di notte mostrano tassi di fumo e consumo di stupefacenti e alcol molto più alti. «Il dato sul rientro di notte non si può far finta di ignorare – sostiene Paola Reguzzoni – alle famiglie chiediamo di prendere consapevolezza, serve un incipit educativo e di regole che la famiglia ha l’obbligo sociale di dare ai propri figli». E poi c’è il tema della violenza in famiglia, che si incrocia in modo molto forte (più del 50% dei casi) con la tristezza e l’autolesionismo tra i ragazzi. Anche il cyberbullismo è causa quasi diretta di autolesionismo: in due casi su tre chi subisce spesso cyberbullismo compie spesso atti di autolesionismo.
La presentazione
Si è svolto ieri, 17 settembre, nella Sala Consiglio del Comune di Busto Arsizio, la riunione del Tavolo Minori – Prevenzione giovani, durante il quale sono stati presentati i risultati del “Sondaggio giovani: abitudini e disagi”, realizzato da Lampi Blu e dallo Studio Mantovan. Un’indagine che, da febbraio a giugno 2026, ha dato voce a quasi 1.100 ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 21 anni, con oltre il 69% dei partecipanti nella fascia 11-14 anni. Il questionario ha affrontato temi importanti e delicati: dal profilo e dal background dei ragazzi ai disagi relazionali e personali, dalle relazioni e dalla socialità fino alla conoscenza delle funzioni e dei servizi di supporto.
L’ascolto
«È fondamentale conoscere ciò che i nostri ragazzi stanno vivendo – sottolinea l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni – e fare in modo che questi risultati arrivino anche alle famiglie, affinché possano acquisire maggiore consapevolezza delle tematiche e delle difficoltà che i giovani affrontano quotidianamente». Proprio per questo, l’assessore Reguzzoni ha già avviato un confronto con l’assessorato regionale guidato da Elena Lucchini, con l’obiettivo di condividere i dati e valutare la possibilità di estendere questo tipo di indagine anche ad altre realtà territoriali. «Busto può essere un modello». Erano presenti in sala i rappresentanti delle associazioni coinvolge nel tavolo minori ma anche il consigliere Vincenzo Marra (Lega).
Le azioni
Ma l’ascolto, per l’assessore, deve tradursi anche in azioni concrete. A breve infatti sarà messo a disposizione un consulente a supporto delle realtà del Terzo Settore per agevolare la partecipazione ai bandi, mentre con l’arrivo della Settimana dell’Infanzia e dell’Adolescenza prenderanno il via nuovi interventi dedicati a preadolescenza e adolescenza, in collaborazione con Lilliput e Il Piccolo Principe. «Un lavoro di rete che coinvolge istituzioni, associazioni e professionisti, con un obiettivo comune: ascoltare i giovani, comprenderne i bisogni e costruire insieme risposte sempre più vicine alle loro realtà».
Busto, la mappatura del disagio giovanile: la prevenzione parte da un questionario
