Loro Piana, nuovo centro di maglieria a Ghemme. Urso: «Italia fabbrica del lusso »

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Il taglio del nastro al centro Loro Piana di Ghemme

GHEMME – Prima di arrivare al summit su Silicon Box a Novara, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha fatto tappa nel Novarese per un importante appuntamento con l’alta moda. È stato infatti inaugurato oggi a Ghemme il nuovo centro d’eccellenza di Loro Piana dedicato interamente alla maglieria.

L’inaugurazione del polo e le autorità presenti

Alla cerimonia del nuovo sito produttivo hanno partecipato, insieme al CEO di Loro Piana Frédéric Arnault, alla famiglia Loro Piana e al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, anche i parlamentari Fabrizio Comba e Gaetano Nastri.
Il nuovo centro d’eccellenza a Ghemme rappresenta una struttura all’avanguardia e uno spazio multifunzionale progettato per riunire l’intero ciclo produttivo della celebre maison del gruppo LVMH, confermando la centralità del territorio e della manifattura italiana nel settore dell’alta gamma.

L’alleanza tra Italia e Francia nel settore moda

In occasione del taglio del nastro, il ministro Adolfo Urso ha espresso grande soddisfazione per l’operazione:

«Questo centro consacra e sigilla al meglio l’alleanza produttiva, commerciale e politica tra Italia e Francia nel sistema della moda, aggiungendo un nuovo importante tassello ad una storia di successo, orgoglio del Made in Italy. È un investimento che conferma il ruolo dell’Italia come fabbrica del lusso mondiale, portando avanti la tradizione e il saper fare del nostro Paese».

Urso ha rimarcato come la cooperazione tra Roma e Parigi stia rafforzando l’intera filiera:

«Quella tra Italia e Francia è una collaborazione che si sviluppa tra due sistemi industriali fortemente integrati, come ho avuto modo di evidenziare già lo scorso giugno visitando a Parigi la sede di LVMH insieme alla famiglia Arnault».

Lotta all’ultra fast fashion e sostegni alle imprese

L’asse bilaterale si fonda sulla volontà comune di difendere le filiere strategiche e rafforzare la competitività europea. Tra i primi risultati concreti citati dal ministro figura l’introduzione del dazio doganale fisso di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, norma pensata per la tutela del settore moda e per contrastare la concorrenza sleale dell’ultra fast fashion.
Il titolare del MIMIT ha infine ricordato le risorse messe a disposizione delle aziende dal governo: dai 250 milioni del Piano Moda Italia (che include il credito d’imposta per il design e mini-contratti di sviluppo), fino ai rifinanziamenti della Nuova Sabatini e alle agevolazioni del Piano Transizione 5.0 per gli investimenti e l’innovazione.

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