Un polo multiculturale nell’ex Whirlpool di Comerio: nel 2027 un master universitario

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La hall d'ingresso dell'ex Whirlpool di Comerio

COMERIO – Il progetto Opera Village avanza e porta un nuovo futuro in linea con il passato del luogo che lo ospita. La Fondazione Sacconaghi-Borghi Ets fa il punto sulle iniziative che daranno nuova vita all’ex Whirlpool di Comerio. Che ospiterà non solo una Rsa, ma anche quello che vuole essere il primo polo multiculturale del territorio varesino.

Hub aperto

La fondazione è presieduta da Fabio Tedeschi, nipote di Giovanni Borghi, che intende portare avanti un progetto innovativo proprio nello spirito ereditato dal nonno, imprenditore con una grande attenzione verso il sociale e il benessere dei lavoratori. Con la stessa visione Opera Village vuole aprirsi alla cittadinanza trasformando gli spazi che un tempo ospitavano gli uffici di Whirlpool in un hub aperto a molteplici discipline: umanistiche, artistiche, tecnologiche, sociali, aggregative, formative e sportive. 

La mission

«Un progetto che vuole essere un ritorno alle origini – dichiara Tedeschi – riprendendo la vocazione verso il sociale che fu propria tanto di Enea Sacconaghi quanto di mio nonno Giovanni. La nostra visione si traduce in una “mission” che ricalca le loro volontà: offrire assistenza a persone anziane e non autosufficienti avendo particolare attenzione alla loro dignità nel modo più umano possibile. Un totale cambio di paradigma, tradotto attraverso la realizzazione di un’accoglienza che permetta di trascorrere gli ultimi anni come una parte serena dell’arco dell’esistenza e non più come luogo di emarginazione».

Il progetto

Il progetto Opera Village è ideato da Angelo Maineri, vicepresidente della fondazione. Il complesso si sta trasformando in una fucina attiva che accoglie diverse iniziative: start up di innovazioni tecnologiche con robotica e intelligenza artificiale; atelier d’arte con fotografia, design, musicisti e registi; aree di co-working e sale meeting; archivi storici e una ricca biblioteca che diventerà prossimamente fruibile e consultabile anche attraverso il prestito interbibliotecario a pubblico e ricercatori. «Il progetto globale è piuttosto articolato e nasce come la visione di un villaggio operoso attorno alla nuova Rsa che diviene anziché ghetto, una sorta di cuore pulsante in osmosi con l’esterno – spiega Maineri – tra le molte iniziative già programmate di esposizioni, conferenze e giornate a tema, abbiamo avviato un’importante collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e l’Università dell’Insubria di Varese che già coinvolge docenti universitari, ricercatori e studenti nelle loro diverse discipline storiche».

Seminario e poi master

Una collaborazione che si concretizzerà come primo passo in un seminario dal titolo “Digital Humanities” previsto per venerdì 2 ottobre. La giornata di studi si svolgerà dalle 10 alle 17.30 e vedrà tra i relatori docenti universitari e rappresentanti del mondo culturale varesino. Ma per il futuro si punta a diventare sede fissa di un percorso accademico. «L’obiettivo è di arrivare nel 2027 a istituire in Opera Village un Master Universitario di secondo livello in Archivistica e Biblioteconomia», sottolinea Maineri.

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