Malpensa, code fino a 4 ore ai passaporti. Pianti e nervosismo tra i passeggeri

Malpensa code passaporti video

MALPENSA – Code fino a quattro ore ai controlli passaporti nei principali aeroporti italiani ed europei. Anche Malpensa è sotto pressione a causa delle nuove procedure biometriche. Una situazione insostenibile, ampiamente prevista dall’industria di settore che già lo scorso luglio aveva rivolto un nuovo appello alle autorità comunitarie per la sospensione del sistema di controllo alle frontiere EES.

Pianti e nervosismo 

I video pubblicati in rete dai passeggeri in transito dall’aeroporto intitolato a Silvio Berlusconi mostrano code chilometriche che partono dai banchi della dogana e attraversano i lunghissimi corridoi del Terminal 1 fino ad arrivare alla piazza centrale dei Duty Free. Attese insostenibili che finiscono anche per generare incomprensioni e nervosismo, come testimoniato da una viaggiatrice cinese su Instagram con un reel, risalente a due giorni fa, che ha già superato il milione di visualizzazioni. Nella descrizione, racconta di una ragazza che piangeva, di un uomo spintonato e di un addetto alla sicurezza che urlava. Guarda il video: 

Code imbarazzanti 

«Come se già non bastavano le lunghe attese agli arrivi per le carenze di organici polizia», denuncia l’associazione Aeroporti Lombardi, «ai controlli passaporti dal 6 settembre l’attivazione massiva del nuovo Entry Exit System europeo crea il caos, rallentando ancora di più i flussi». Negli orari di massima affluenza hanno quantificato attese pari a oltre 4 ore per i passeggeri Extra Schengen in arrivo e fino a 75 minuti per i passeggeri con passaporto Extra Schengen in partenza. «E’ imbarazzante, ma video simili si vedono in mezza Europa».
Anche Ryanair – prima compagna europea per numero di passeggeri trasportati – pochi giorni fa era tornata a criticare la gestione del nuovo sistema europeo di controllo delle frontiere chiedendo all’UE di prorogare almeno fino ad aprile 2027 la deroga al sistema di ingresso e uscita.  La compagnia ha chiesto a Bruxelles di estendere la deroga che consentiva agli Stati membri di sospendere temporaneamente l’EES nei momenti di maggiore congestione. La misura è scaduta il 6 settembre e, secondo Ryanair, la sua eliminazione rischia di peggiorare ulteriormente la situazione negli aeroporti durante i periodi di maggiore traffico. Il vettore riferisce che durante l’estate i ritardi ai controlli di frontiera hanno raggiunto anche le due o tre ore in città come Cracovia, Lisbona, Milano e Roma. Tra i problemi segnalati ci sono chioschi non funzionanti, carenza di personale e procedure ancora troppo lente. Criticità che, secondo Ryanair, dimostrerebbero come il sistema non sia ancora pronto per essere applicato senza strumenti di emergenza.

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