Case Peep, costi alle stelle. A Gallarate mozione unitaria (tranne il solito Gnocchi)

Gallarate case peep Roma

GALLARATE – Il consiglio comunale di Gallarate punta anche su Roma per risolvere la questione relativa ai valori di affrancazione degli immobili Peep con convenzione sottoscritta prima del 1992. Con la mozione firmata dai capigruppo consiliari  Michele Aspesi, Michele Bisaccia, Andrea Calderara, Calogero Ceraldi, Cesare Coppe, Luigi Galluppi, Giovanni Pignataro e Luca Sorrentino, l’assise civica impegna il sindaco Andrea Cassani a sollecitare Camera dei deputati, Senato e partiti per un intervento in materia.

Prima il parere dell’esperto

«Mi auguro che dovrete pagare molto meno di quanto richiesto dal Comune», ha detto il sindaco Andrea Cassani, rivolto ai cittadini presenti a Palazzo Broletto. «Con costi più bassi potreste far sì che queste case diventino pienamente vostre, e sarei contento se poteste riuscire a sanare la situazione». Il “pressing” su Roma, però, «non sostituirà il parere pro veritate – ha sottolineato il primo cittadino -, come amministrazione siamo disponibili a lavorare insieme alle opposizioni per scegliere uno o più avvocati che posano fornirci una risposta quanto più presto possibili».

Unanimità (o quasi) di intenti

L’esplosione dei costi di svincolo e affrancazione delle Case Peep è riuscita a costruire un’inedita comunità di intenti fra le forze politiche gallaratesi, da anni ai ferri corti, mettendo d’accordo maggioranza e minoranza.  «La mozione è il secondo canale che il Comune vuole attivare per cercare di riportare i valori entro termini ragionevoli. La prima cosa da fare è avere il parere di un esperto, ma non possiamo sapere cosa dirà il professionista», ha puntualizzato Pignataro. «Qualora questo parere confermasse i valori stimati dal Comune, a quel punto solo l’intervento del legislatore potrà cambiare le cose».
Rimane fuori dal coro la voce di Massimo Gnocchi (Ocg), secondo cui: «Dobbiamo cercare una soluzione in consiglio comunale, e non a Roma. Dev’essere il consiglio a dare dare una linea di indirizzo politica».

La situazione

Dopo numerosi azioni normative e giurisprudenziali, i valori hanno raggiunto quote insostenibili per gli assegnatari, arrivando, in alcuni casi, a pareggiare persino il valore di mercato degli stessi. Un’esplosione dei costi che sta generando difficoltà anche al Comune, dato che – alle attuali condizioni – sono pressoché nulli i cittadini disposti a svincolare.
Il tema era già stato oggetto della Commissione Pianificazione Territoriale di mercoledì 16 settembre, in cui – pur sostenendo l’assoluta attualità delle convenzioni e la correttezza dei criteri di calcolo – il Comune si era reso disponibile a ricorrere a un esperto per ottenere un parere pro veritate. Con la mozione approvata ieri – lunedì 28 settembre -, il consiglio comunale è pronto ad avviare una seconda linea per tentare di risolvere la situazione. Già negli scorsi mesi, il senatore Massimiliano Romeo aveva fatto ben sperare i cittadini gallaratesi, facendosi primo firmatario del disegno di legge che modifica l’articolo 31 della legge 448 del 1998. Da allora, però, nulla si è mosso e, ad oggi, il dl non risulta ancora calendarizzato.

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