Rescaldina dice no a nuovo accordo con il centro commerciale per le vie “groviera”

rescaldina viale kennedy

RESCALDINA – Nessun intervento “tappabuchi” in vista per le vie di Rescaldina ridotte a groviera. Chi percorre via Marco Polo o l’ultimo tratto di viale Kennedy (nella foto) lo sa bene: sono piene di crepe, buche, avvallamenti, rattoppi che non reggono. In alcuni tratti di via Polo la circolazione di bici e moto è stata vietata con tanto di cartelli e la carreggiata ristretta, mentre su viale Kennedy sono comparsi limiti di velocità. Di riasfaltarle come necessario, non se ne parla. Il motivo sta nella convenzione firmata nel dicembre 2024 con Misar 2, l’operatore interessato all’ampliamento del centro commerciale intorno a cui gravitano quelle strade. Fra i suoi obblighi c’è anche il loro rifacimento, ma i lavori di ampliamento del centro non sono ancora partiti. E finché non partono, nessuno asfalta.

Nel consiglio comunale del 25 settembre il gruppo di minoranza di CambiaRescaldina ha provato a sbloccare la situazione con una mozione, illustrata da Paolo Magistrali. Il consigliere ha citato una determina della comandante della Polizia locale di fine agosto, che lega il mancato intervento di manutenzione proprio alla convenzione. Intanto, solo per la segnaletica e i restringimenti di via Marco Polo, il Comune ha speso 11.500 euro. Secondo l’opposizione, con dieci anni di convenzione e cinque per realizzare le opere, si rischia di aspettare molto a lungo. Da qui la richiesta alla giunta: rinegoziare i tempi con l’operatore, oppure anticipare i lavori e farseli rimborsare. Ma la proposta, contenuta in una mozione, è stata bocciata con 11 voti contrari, 5 favorevoli e l’astensione del presidente dell’Aula.

Ielo: «Nessun anticipo per la riasfaltatura»

Il sindaco Gilles Ielo ha contestato i conti dell’opposizione, definendoli «del tutto fuorvianti». Le asfaltature, ha spiegato, sono prescrizioni dell’autorizzazione commerciale e vanno fatte prima dell’apertura delle nuove superfici di vendita. Ha però riconosciuto che, anche così, si potrebbe arrivare a 8 anni, «un tempo insostenibile» per lo stato delle strade. Il dialogo con l’operatore, ha assicurato, è continuo. A ottobre riaprirà il primo piano del centro, l’ex ipermercato che diventerà galleria, e per Ielo è il segnale che l’ampliamento si farà. Il Comune conta di far leva su due scadenze del prossimo anno: quella dell’autorizzazione commerciale a giugno e quella del decreto regionale sulla valutazione ambientale a settembre.

Sull’idea di anticipare i lavori, però, la maggioranza ha chiuso ogni spiraglio. Il sindaco ha parlato del rischio di un danno erariale, perché il Comune pagherebbe l’intervento più di quanto costi all’operatore. Il vicesindaco Gianluca Crugnola ha fatto i conti: i circa 600.000 euro previsti in convenzione, Iva esclusa, diventerebbero quasi 1 milione per il Comune. Soldi che andrebbero tolti ad altri interventi. Crugnola ha anche ricordato quanto accaduto con il comparto di via Gramsci, quando per anni il Comune dovette restituire oneri incassati in anticipo.

Bocciata mozione della minoranza

Dal gruppo di opposizione di cui è a capo Luca Perotta è arrivata una lettura meno ottimista del futuro del centro commerciale. Quando aprì, nel 2004, dava lavoro a circa 650 persone; oggi sono poco più di 300, con la concorrenza di Arese e Merlata che si fa sentire. L’operatore, è stato detto, amplierà solo se la riapertura del primo piano funzionerà, e comunque non prima del 2029. Su un punto il sindaco si è detto d’accordo: l’operatore vorrà prima vedere come va il primo piano. Per CambiaRescaldina bastava scrivere in convenzione l’obbligo di asfaltare almeno via Marco Polo entro il 2027. Il danno erariale, per Magistrali, è «uno spauracchio»: in altre parole, non intervenire sarebbe una scelta politica.

Il finale è stato il momento più teso della serata. Dopo aver negato a Magistrali un nuovo intervento, perché aveva già esaurito quelli consentiti dal regolamento, il presidente del Consiglio Massimo Gasparri ha preso la parola definendo la revisione della convenzione «molto difficile» e l’anticipo dei lavori «impossibile dal punto di vista giuridico». La maggioranza ha poi annunciato il suo voto contrario, come poi avvenuto. Via Marco Polo e viale Kennedy, dunque, sono destinate a rrimanere come sono: un groviera.

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