Per anni gli interventi per il nuovo Circolo Sestese, e in particolare la nuova Marna, sono stati (sono tutt’ora) uno dei bersagli preferiti dalla sinistra sestese, che attorno a questo progetto ha costruito una narrazione fatta di polemiche, slogan e ricostruzioni spesso molto lontane dalla realtà. Oggi quello stesso progetto è arrivato al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, nella mostra “Vitalità dell’architettura italiana 1946–2026”, dedicata a ottant’anni di architettura italiana e inaugurata alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
È un motivo di orgoglio, perché quell’opera l’abbiamo voluta, progettata e realizzata, scegliendo consapevolmente un’architettura contemporanea e riconoscibile. Tra gli otto studi invitati dal MAXXI c’è quello di Giulia de Appolonia e proprio gli interventi nell’area del Circolo Sestese sono stati scelti come “opera-manifesto” del suo lavoro.
Un progetto che comprende anche la nuova sede del CSCK – Circolo Sestese Canoa Kayak, una delle punte di diamante delle infrastrutture sportive sestesi. Fa quindi sorridere leggere proprio in questi giorni che «sono almeno 20 anni, da quando è stata realizzata la piscina, che a Sesto non si investe sulle strutture sportive». Ma ormai lo abbiamo imparato: la memoria della sinistra sestese diventa selettiva quando la realtà disturba la narrazione.
Ma il paradosso più clamoroso è un altro: mentre al MAXXI quest’opera viene esposta all’interno di una mostra sull’architettura italiana, a Sesto la nuova sala civica, terminata e pronta per essere utilizzata, rimane chiusa, ancora bloccata da pregiudizi e convenienze politiche.
D’altra parte, capiamo che dopo averla combattuta così a lungo, averla derisa e trasformata per anni nel simbolo di tutto ciò che non andava, aprirne oggi le porte significherebbe forse riconoscere che tante polemiche erano quantomeno fuori misura, e questo, politicamente, può essere più difficile che continuare a tenerla chiusa.
I soliti detrattori della nuova Marna continueranno probabilmente a ripetere il loro ritornello della “scatola di plastica”, perché quando un giudizio nasce dal pregiudizio difficilmente sono i fatti a farlo cambiare. Nel frattempo, però, quell’opera è arrivata al MAXXI di Roma e la distanza tra Sesto e Roma, qualche volta, sembra davvero misurarsi più in pregiudizi che in chilometri.
Chissà cosa penserebbe il Presidente Mattarella se sapesse che una delle opere raccontate nella mostra da lui inaugurata a Sesto Calende è ancora chiusa e non può essere vissuta dai cittadini per i quali è stata costruita.
Probabilmente non sarebbe semplicissimo spiegarglielo.
Forza Italia Sesto Calende
sesto calende marna maxxi – MALPENSA24
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