Monti (Lega) vede per Busto «un sindaco donna». E ci sono tre papabili

Emanuele Monti (a sinistra) con Manuela Maffioli, Paola Reguzzoni e Laura Rogora

BUSTO ARSIZIO – «Sarebbe bello» un sindaco donna a Busto Arsizio. Parola del consigliere regionale della Lega Emanuele Monti, che ha approfittato della sua ospitata all’inaugurazione dell’Ottobre Rosa della LILT varesina in piazza San Giovanni per esprimere il suo «auspicio» in vista della successione al sindaco Emanuele Antonelli, in scadenza di mandato la prossima primavera.

L’assist di Monti

«Forse ci sarà un avvicendamento tra un uomo e una donna. Sarebbe bello, io lo auspico». Queste le parole di Monti dopo che Antonelli aveva garantito continuità a nome di tutti gli esponenti della sua maggioranza presenti rispetto all’impegno dell’amministrazione comunale di Busto Arsizio a sostegno della Lilt, che si appresta ad avviare la complessa sfida della realizzazione della nuova sede in via dei Sassi. Così il consigliere regionale della Lega è entrato a gamba tesa, ma senza fare nomi, nel toto-sindaco del centrodestra per palazzo Gilardoni.

Terza incomoda?

Forse un assist alle due “assessore” leghiste Manuela Maffioli, deputata e delegata alla cultura, e Paola Reguzzoni, delegata all’inclusione sociale, da tempo in prima fila nella griglia di partenza per la corsa alla candidatura del centrodestra. Ma in realtà di donne papabili sotto al tendone della Lilt ce n’erano tre. Oltre alle due della Lega, il partito di Monti, anche una di Fratelli d’Italia, la presidente del consiglio comunale Laura Rogora, il cui nome sta prendendo quota, parallelamente alle rivendicazioni del circolo di Busto Arsizio dei “Fratelli” sul fatto di non accontentarsi di esprimere il candidato sindaco di Gallarate e di non rinunciare a dare continuità ad Antonelli, oggi una delle fasce tricolori più importanti di FdI.

Lo stallo sui candidati

Tra le due “litiganti” leghiste Maffioli e Reguzzoni potrà davvero toccare alla “sorella” ex forzista Rogora? È ancora presto per dirlo, anche se il sasso lanciato dal varesino Emanuele Monti non ha mancato di far discutere in piazza San Giovanni. Di certo, almeno per ora, lo stallo sulla candidatura del centrodestra dipende in buona parte anche dall’analoga situazione di incertezza che riguarda Varese, il capoluogo che è la più delicata delle tre sfide nelle grandi città alle amministrative del 2027 in provincia di Varese. E dove lo stesso Monti è tra i nomi che circolano.

Busto Arsizio 2027, primo sindaco donna: se non ora, quando? Le papabili

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