Prevenzione del tumore al seno con Lilt e AlterEgo, a Menzago screening gratuiti

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Sabrina Carabelli, Ambra Andrea Crosta, Marino Dell’Acqua, Stefano Romano, Ivanoe Pellerin, Yvonne Beccegato e Andrea Fermata

SUMIRAGO – «L’anno scorso era stata scelta Caidate, questa volta torniamo con l’unità mobile Lilt in un’altra frazione, a Menzago, per proporre, in occasione dell’Ottobre Rosa, uno screening senologico gratuito aperto alla cittadinanza nella giornata di sabato 17, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.30».
Come ha ricordato oggi, martedì 13 ottobre, Stefano Romano, conduttore dell’incontro e iscritto dell’associazione socioculturale AlterEgo promotrice dell’iniziativa, «è obbligatorio effettuare la prenotazione al numero 392 6590235, aperto fino a venerdì dalle 14.30 alle 17.30. La visita sarà riservata alle donne con meno di 45 anni o più di 74 anni».
A Villa Molino, a illustrare i particolari dell’appuntamento “La vita adesso”, erano presenti Ambra Andrea Crosta e Sabrina Carabelli, presidente e vicepresidente di AlterEgo, Yvonne Beccegato, sindaco di Sumirago, Ivanoe Pellerin e Marino Dell’Acqua, presidente e vicepresidente Lilt, e Andrea Fermata, presidente di Zona C della Terza Circoscrizione per il Distretto 108, a rappresentare i Lions Club Gerenzano Basso Varesotto e Gerenzano In Ministerio Salutis che hanno sostenuto il progetto.

La gestione della cronicità

Pellerin, oltre ad approfondire i temi della prevenzione primaria e secondaria, ha parlato anche dei passi avanti compiuti dal sistema sanitario territoriale: «Dopo il periodo drammatico del Covid c’è stato un rafforzamento, con iniziative come case e ospedali di comunità, che permettono un maggiore avvicinamento ma molto rimane ancora da fare. Più riusciremo a portare persone fragili ai servizi e più riusciremo a gestire la cronicità. Gli ospedali sono infatti pronti per affrontare la situazione di emergenza, ma non a gestire la grande quantità di persone croniche, che per l’ottanta per cento vanno trattate all’esterno. È un grosso lavoro, ma sono fiducioso. Molto aiuto arriverà dalla prevenzione per riuscire nell’opera in questo senso».
L’unità mobile Lilt, possibile grazie a una donazione anonima, «è stata per noi una grande occasione: abbiamo potuto portarla in luoghi scarsamente suscettibili di attenzione per questi aspetti, come le periferie di Varese, Busto Arsizio o anche con da infrastrutture più difficili, come Luino. È fondamentale la diffusione di una cultura dell’informazione, per vincere ansie e difficoltà di recarsi al controllo».

Un percorso personalizzato per ogni paziente

Dell’Acqua si è soffermato sugli aspetti psicologici – «c’è un servizio Lilt per chi si affida a noi, che accompagna sia la persona che i familiari, mentre nel caso della presa in carico per Senologia ci sono appositi coach, con vantaggi per la prognosi finale» – e ha ricordato che «chi riceve la diagnosi da un medico di medicina generale deve rivolgersi rapidamente a strutture e centri come la Breast Unit. Rispetto a trent’anni fa, nel caso del tumore al seno, si sono visti i maggiori effetti organizzativi, con la creazione di un percorso personalizzato per ogni paziente. Siamo fortunati a trovarci in una zona con tantissimi ospedali, e di qualità. Ma, allo stesso tempo, qui ci sono anche molti fattori ambientali ostativi per la salute».

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Papa Leone e la Camminata Rosa

«Le associazioni sono il cuore pulsante di una comunità»: così il ringraziamento di Beccegato a Lilt, Lions e ad AlterEgo «per il suo lavoro costante e capillare». Così come già Romano in apertura, ha dedicato un pensiero a Papa Leone XIV: «Comunicando ciò che sta facendo, cioè sottoporsi a un’operazione per un nodulo al polmone, ha dato un messaggio di speranza: la prevenzione, e quindi lo screening, è fondamentale e ce lo ha dimostrato.
Nove anni fa, dopo che mi fu diagnosticato un tumore al seno, diedi vita alla Camminata Rosa a Sumirago: fummo tra i primi a utilizzare questa metodologia di divulgazione. Un messaggio che, anche grazie a Valbossa IN Rosa, ha poi avuto un’importante espansione in tempi brevi: queste iniziative devono continuare.
Voglio fare anche i miei complimenti alla sanità pubblica, sempre bistrattata e criticata; ma io non sono mai stata abbandonata e tutt’ora vengo seguita passo passo. Non funziona al cento per cento e c’è ancora tanto da fare, però parliamo di quel che funziona: spero che aiuti ad attrarre la cittadinanza, in modo che questo avvenga con la prevenzione».

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La t-shirt “Mai con il sen(n)o di poi”

Crosta ha richiamato l’attenzione anche sulla necessità di «focalizzarsi sulle nuove generazioni», specialmente ora che «il range di età si è allargato tanto, e magari si tratta di una fascia che non è contemplata da quelle previste per gli screening: pertanto non viene raggiunta». L’auspicio è anche di introdurre dei corsi mirati nelle scuole, per far assumere ai giovani una maggiore consapevolezza in questo senso.
Come ha raccontato Carabelli, ex operata al seno, «dopo che il dottore mi disse che cosa avevo è stato, emotivamente, un percorso sulle montagne russe. Voglio continuare per il terzo anno con questa iniziativa». È seguita la presentazione della t-shirt a offerta libera “Mai con il sen(n)o di poi” da lei realizzata per l’occasione e donata a Beccegato. Con una precisazione: «Più che prevenzione, mi piace chiamarla sorveglianza. Se sorvegli è bellissimo sentirsi dire, dopo la visita: “Tranquilla, tutto è a posto”».

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