Lotta al tumore al seno, Valbossa IN Rosa al Pirellone con trentanove Comuni

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Attilio Fontana e Adalisa Corbetta (al centro) con i sindaci di Valbossa IN Rosa

MILANO – Un evento istituzionale. Di più, un incontro storico. Valbossa IN Rosa, per la sua ottava edizione, è sbarcata al Pirellone. La presentazione ufficiale si è tenuta oggi, martedì 15 settembre, nella Sala Pirelli dello storico grattacielo di Milano che ospita il consiglio regionale. Un momento da ricordare e da inserire con emozione nell’album dei ricordi per l’associazione di promozione sociale IN Valbossa che quest’anno, oltre a Regione Lombardia e Provincia di Varese, ha al proprio fianco il numero record di 39 Comuni (nel 2025 erano stati 34). Tutti in campo per la sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno, tutti insieme in una squadra che cresce anno dopo anno, tutti uniti per divulgare e promuovere il ricco calendario di eventi che sta già caratterizzando queste settimane e che fino a novembre colorerà di rosa un territorio sempre più ampio. Un territorio che continua ad allargarsi e che dimostra, anno dopo anno, come la prevenzione possa diventare un linguaggio comune.

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Valbossa IN Rosa alla Sala Pirelli

Un invito a prendersi cura di sè stessi e degli altri

Ma dietro al colore rosa c’è qualcosa di molto più profondo: un invito a prendersi cura di sè stessi e degli altri, a parlare di prevenzione e a trasformare la sensibilizzazione in gesti concreti. Valbossa IN Rosa è nata nel 2019, in ricordo del sorriso di Cinzia e di Ilaria. Da allora questo ricordo si è trasformato in energia, partecipazione e impegno. L’obiettivo della manifestazione è rimasto chiaro: sensibilizzare sulla prevenzione del tumore al seno e farlo attraverso occasioni capaci di raggiungere persone diverse, in modi diversi. Per questo, ogni autunno, Valbossa IN Rosa non propone un solo evento, ma costruisce una rete di appuntamenti ludici, culturali, informativi, sportivi e dedicati al benessere. Perché la prevenzione non vive soltanto negli ambulatori: vive anche quando una comunità s’incontra, ascolta, s’informa, cammina insieme e sceglie di esserci. La forza del progetto risiede nel partenariato tra Comuni, sbocco naturale di relazioni intrattenute e di collaborazioni avviate che vanno ben oltre la mera contiguità geografica.

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Francesca Caruso (ottava da destra) con i sindaci di Valbossa IN Rosa

Gli interventi

Dopo il saluto del governatore Attilio Fontana e dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, durante la presentazione al Pirellone sono intervenuti Emanuele Monti, presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia, e Adele Patrini, presidente della Fondazione della Sostenibilità sociale, oltre ad Adalisa Corbetta e Marco Leoni, presidente e vicepresidente di IN Valbossa.

Hanno voluto portare il loro saluto Diego Trogher, vicepresidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, e Raffaele Simone, sindaco di Azzate, a nome di tutte le amministrazioni coinvolte. Inoltre Claudia Cagnazzo, socia di IN Valbossa e colonna portante di Valbossa IN Rosa, ha letto il messaggio inviato dalla professoressa Francesca Rovera, direttore della Breast Unit di Varese nonché presidente della Scuola di Medicina dell’Università dell’Insubria.

Il salto di qualità

Mentre Caruso ha sottolineato che fare prevenzione è anche una sfida culturale, Monti, che ha fatto da moderatore – «anchorman» – dell’incontro, ha messo in risalto l’affiatamento della rete – «un gruppo forte e coeso di volontarie e volontari» – alla sua prima al Pirellone. Aggiungendo che «c’è un motore nel motore. Marco Leoni è una persona speciale, che mette il cuore davanti a tutto. Se siamo arrivati dove siamo arrivati è perché il suo impegno è un impegno speciale».
«Ringrazio la Regione Lombardia – così Leoni – che ci ha fatto fare il salto di qualità, è una bellissima vetrina ed è casa nostra. Qui abbiamo potuto far vedere cosa riusciamo a fare: abbiamo fatto politica sul territorio ma bene, bene, bene. E tutto è partito da una castagnata in cui i soldi raccolti erano stati donati a Caos: lì abbiamo scoperto un mondo che non ci aspettavamo. Ora siamo in trentanove ma non è tanto il numero che colpisce, quanto la partecipazione di tutte queste amministrazioni, ognuna dà qualcosa in più e tanti sorrisi. Per noi vedere sorrisi è in sollievo e una soddisfazione nel fare le cose».
«Oggi credo – ha dichiarato Simone – che l’associazione IN Valbossa lanci un messaggio molto chiaro: la solidarietà non può essere singola, ma è responsabilità di tutti. È un territorio quello che si sta muovendo, diventando sempre più importante e mettendo al centro le donne, le famiglie e la sanità pubblica. Ora è necessario un maggiore sostegno da enti come la Provincia e la Regione per andare oltre i 39 Comuni e un mese di prevenzione». «Io abito ad Azzate – queste le parole di Trogher – facciamo parte di comunità diverse ma con lo stesso fine: la prevenzione, una cosa bellissima da fare. Soprattutto quando mi parlano di numeri, di persone salvate. Siamo uniti davanti alla prevenzione oncologica, e oltre i confini dellla Valbossa».

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Da sinistra: Raffaele Simone, Adalisa Corbetta, Emanuele Monti, Adele Patrini e Marco Leoni

Oltre 85mila euro diventati visite senologiche di base

Nelle precedenti edizioni Valbossa IN Rosa ha portato alla raccolta di oltre 85mila euro che sono stati tramutati in centinaia di visite senologiche di base, nel considerevole numero di oltre 350 ecografie donate alle donne dei Comuni patrocinanti, in donazioni ad associazioni di volontariato oncologico, in un contributo all’Istituto Besta di Milano, nel dono di una poltrona tecnologica per la Vabb stereotassica alla Mammografia senologica dell’Ospedale di Circolo di Varese dell’Asst Sette Laghi e di una sonda hockey stick per il reparto di Radiologia dell’Ospedale di Cittiglio. Inoltre è stata di recente accettata e approvata da Asst Sette Laghi la donazione di 13.500 al reparto di Radioterapia dell’Ospedale di Circolo per la creazione di una sala di accoglienza e relax per le donne e gli uomini in attesa dei rispettivi trattamenti.
L’iniziativa – che dalla sua prima edizione coinvolge migliaia di persone grazie alla distribuzione di depliant e locandine, alla forte presenza sui media e sui social, e alla bella caratterizzazione coreografica con luci, striscioni e nastri rosa nei territori di tutti i centri aderenti – rappresenta ormai un brand positivo molto riconosciuto. Ed è supportata da realtà, marchi e aziende come Bcc Busto Garolfo e Buguggiate, Td Group, Thor, Caporali, Enercom e Iper.

Un gigantesco fiocco rosa umano

Nel programma 2026, che si è già aperto nelle ultime settimane, sono compresi momenti di informazione dedicati, come l’incontro su alimentazione e prevenzione del tumore al seno, visite senologiche gratuite, serate di condivisione, l’ormai tradizionale Moto IN Giro Pink, camminate e iniziative sportive, appuntamenti culturali, mostre, musica, danza e occasioni di benessere. Grande sorpresa alla sempre attesa Camminata al Lago IN Rosa di domenica 18 ottobre, quando – visto dall’alto – verrà formato un gigantesco fiocco rosa umano.
«Quel che però preme sottolineare è il filo che unisce tutti gli appuntamenti. Ogni iniziativa, anche la più originale, porta con sé lo stesso messaggio: la prevenzione riguarda tutti noi. E parlarne, renderla accessibile, portarla nelle nostre comunità significa contribuire a far crescere la consapevolezza. Fare rete significa aumentare le amicizie, moltiplicare i sorrisi e vivere meglio: è una frase che sentiamo particolarmente nostra perché descrive quel che accade ogni volta in cui un Comune aderisce, un volontario offre il proprio tempo, un professionista mette a disposizione le proprie competenze, un’associazione collabora o una persona sceglie semplicemente di partecipare.
A tutti loro va il nostro grazie. Alle istituzioni che ci accompagnano, ai Comuni coinvolti, alle associazioni, ai volontari, ai professionisti, agli imprenditori, ai partner ed a tutti coloro che continuano a credere in questo progetto. Valbossa IN Rosa esiste e cresce perché nessuno la costruisce da solo. Il nostro augurio per questa ottava edizione è che sempre più persone scelgano di esserci. Continuiamo allora a colorare di rosa il nostro territorio, ma soprattutto continuiamo a riempirlo di consapevolezza, vicinanza e attenzione. Grazie di cuore a tutti e buona Valbossa IN Rosa 2026!».

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E’ Francesca Rovera il nuovo direttore della Breast Unit di Varese

 

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