BIANDRONNO – «Cassinetta di Biandronno ha già perso 410 lavoratori e altri 2.000 sono a rischio. Non possiamo accettare che uno storico polo dell’elettrodomestico italiano si svuoti a vantaggio di uno stabilimento dello stesso gruppo in Romania, cresciuto anche grazie a risorse pubbliche europee». Lo dichiara Mario Mantovani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr e vicepresidente della Commissione Affari Giuridici del Parlamento europeo, che ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sul caso Beko Europe.
L’intervento
L’interrogazione è stata sottoscritta anche dal co-presidente di Ecr Nicola Procaccini, dal capo delegazione Italiano Carlo Fidanza, e dagli eurodeputati Berlato, Ciccioli, Ciriani, Donazzan, Fiocchi, Gambino, Gemma, Inselvini, Magoni, Polato, Squarta e Torselli. «A Găești – dice Mantovani – si producono gli stessi frigoriferi di Cassinetta, a costi più bassi, e il timore che le produzioni vengano spostate è concreto. Quegli stabilimenti hanno ricevuto un prestito della Bei e milioni di aiuti di stato: è giusto sapere se i soldi europei stanno finanziando posti di lavoro persi in Italia».
Regole Ue e delocalizzazioni
«Le regole Ue – prosegue – vietano già che fondi di coesione e aiuti regionali finanzino delocalizzazioni tra Stati membri. Ma per Bei e InvestEu questo divieto non vale. È una falla da chiudere: lo stesso principio deve valere per tutti. Difendere la manifattura italiana significa difendere famiglie e territori. L’Europa deve essere pronta a fare la sua parte al fianco dei lavoratori e del territorio, anche con gli strumenti a disposizione come il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione. Chi ha costruito la storia industriale del Varesotto non può pagare scelte prese altrove».
Beko, tra lacrime e sfiducia i dipendenti di Cassinetta non ci credono più
beko mantovani delocalizzazione cassinetta – MALPENSA24
