CAMERI – Un paese che nasce a trazione agricola, ma che dal dopoguerra si è sviluppato molto da un punto di vista industriale, nel settore metalmeccanico dell’automotive, nel settore dell’industria casearia, nella chimica farmaceutica e anche nel settore aerospaziale grazie alla presenza dello storico aeroporto militare.
L’aeroporto, fonte di lavoro
E’ Cameri, il comune del novarese più esteso per superficie dopo il capoluogo. E che da sempre è identificato soprattutto proprio con l’aeroporto militare, che negli ultimi anni è diventato anche un centro industriale. «Un aeroporto – ha raccontato il sindaco Giuliano Pacileo, ospite di una nuova puntata di “Fascia Tricolore” – che ha avuto da sempre un importante connubio con il paese che è cresciuto insieme all’aeroporto che ha dato tanta occupazione negli anni».
Le esigenze infrastrutturali
Un territorio che – come ha ricordato il sindaco – ha necessità della giusta dotazione di infrastrutture. «Una delle questioni aperte è quella lungo la strada statale 32, che è l’area industriale produttiva principale del nostro territorio, e su quella si stanno sviluppando diverse realtà che hanno avuto una crescita molto importante, in modo particolare penso nel settore industriale caseario, ma non solo. E lì, appunto, ci stiamo confrontando con Anas da diverso tempo, perché su quella posizione deve sorgere una rotatoria che possa mettere in sicurezza quel tratto di strada».
Una giunta civica “ibrida”
Dal punto di vista politico Cameri, 11.000 abitanti, è un caso particolare. Perché per la seconda legislatura consecutiva è amministrata da una maggioranza civica in cui convivono una componente che fa riferimento al Partito Democratico e una che appartiene a Forza Italia. Una esperienza che Pacileo definisce «stimolante perché l’obiettivo che ci siamo dati è stato quello di mettere al centro il paese, mettendoci a disposizione a servizio della nostra comunità».
