LEGNANO – Non è affatto piaciuta al gruppo consiliare Toia Sindaco la nomina di Mario Almici, capogruppo di Fdi, nel Comitato di indirizzo della Fondazione Palio di Legnano, come deciso oggi, martedì 27 ottobre, dal sindaco Radice.
Nel frattempo, con l’approvazione del bilancio, che si è chiuso in positivo, sono decadute le cariche del cda della Fondazione. Dopo la conferma del presidente Luca Roveda per mano del sindaco di Legnano, sono state rinnovate le altre cariche, ad eccezione di Massimiliano Roveda che esce dal cda: al suo posto il Collegio dei Capitani e delle Contrade ha nominato Valerio Asti. Confermati Alberto Romanò per la Famiglia Legnanese, oltre a Giuseppe Scarpa e Francesca Mineo, rinnovati dal Comitato di indirizzo.
Di seguito, la posizione espressa da Carolina Toia sulla mancata nomina del fratello e consigliere comunale Francesco Toia al posto di Almici.
Opposizioni consultate per niente
La nomina di Mario Almici nella Fondazione Palio non ci sorprende. Era una scelta ampiamente prevedibile che oggi conferma tutte le perplessità che avevamo espresso. Dopo aver interpellato i capigruppo di minoranza, richiesto nominativi e curricula e persino impartito lezioni di unità politica all’opposizione, il sindaco Radice ha infine nominato il candidato indicato da Fratelli d’Italia, ignorando la diversa indicazione espressa dagli altri quattro gruppi di opposizione (Lista Toia, Forza Italia, Lega e Osservatorio civico). A questo punto, viene spontaneo domandarsi a che cosa sia servita tutta questa rappresentazione.
Se il sindaco aveva già maturato una propria preferenza, avrebbe potuto esercitare direttamente le proprie prerogative, risparmiando a tutti una consultazione della quale, alla luce dell’esito, risulta difficile comprendere l’effettiva utilità. Ma il punto politico è ben più rilevante e merita di essere chiarito, soprattutto nei confronti dei cittadini di Legnano e della stessa Fondazione Palio. Mario Almici non è il rappresentante indicato dai quattro gruppi di opposizione che avevano espresso il proprio sostegno a Francesco Toia. È il rappresentante scelto dal sindaco Lorenzo Radice. Una distinzione tutt’altro che formale, che riteniamo doveroso sottolineare affinché non vi siano equivoci sulla reale rappresentatività politica di questa nomina.
Così sono due le figure scelte dal sindaco
La Fondazione Palio avrebbe dovuto vedere la presenza di un rappresentante della maggioranza e di uno delle minoranze, proprio per garantire pluralismo ed equilibrio istituzionale. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a una situazione quantomeno paradossale: il sindaco ha nominato il rappresentante della maggioranza e ha scelto anche quello formalmente destinato alle minoranze, contro la volontà espressa da quattro gruppi di opposizione: Lista Toia, Lega, Forza Italia e Osservatorio civico. Il risultato, sul piano politico, è che la maggioranza può contare su due figure riconducibili alle scelte del sindaco, mentre quattro gruppi di opposizione non vedono rappresentata la propria indicazione. È bene che i cittadini lo sappiano. Ed è altrettanto importante che ne sia pienamente consapevole la Fondazione Palio. Nessuno potrà infatti sostenere che questa nomina esprima una volontà condivisa delle minoranze consiliari. Perché così non è.
Fdi sempre più contigua alla maggioranza
Quanto a Fratelli d’Italia, la vicenda apre una riflessione politica inevitabile. Formalmente all’opposizione, ma nei fatti sempre più vicino alla maggioranza quando si tratta di nomine. È legittimo domandarsi se Fratelli d’Italia intenda continuare a esercitare il proprio ruolo di opposizione oppure se abbia intrapreso un percorso di avvicinamento politico all’amministrazione Radice. Perché, al di là delle dichiarazioni e delle appartenenze formali, sono le scelte concrete a definire le posizioni politiche. E questa scelta, a nostro avviso, consegna una fotografia piuttosto eloquente: Fratelli d’Italia rimane all’opposizione sulla carta, ma entra nell’orbita della maggioranza dalla porta della Fondazione Palio.
Il sindaco, che nelle proprie comunicazioni si era tanto soffermato sulle divisioni del centrodestra, dovrebbe forse interrogarsi meno sulle dinamiche interne delle opposizioni e maggiormente sulle implicazioni istituzionali delle proprie decisioni. Preferiamo un’opposizione divisa ma libera a un’opposizione apparentemente unita, nella quale qualcuno trova più facilmente un’intesa con il sindaco di centrosinistra che con gli altri gruppi di minoranza. Ciò che non possiamo accettare è che le divisioni delle opposizioni vengano utilizzate per giustificare una scelta che appartiene esclusivamente al sindaco e di cui egli dovrà assumersi integralmente la responsabilità politica e istituzionale, anche all’interno della Fondazione Palio.
Precedente infelice
Resta, a mio avviso, un precedente istituzionale assai poco felice: una consultazione che avrebbe dovuto valorizzare il ruolo delle minoranze si è conclusa con una nomina che non rispecchia la volontà espressa da quattro dei gruppi interpellati. In definitiva, Radice doveva nominare un rappresentante della maggioranza e uno delle opposizioni. È riuscito, politicamente, a scegliersi entrambi.
La nostra posizione non riguarda la persona né le sue capacità, ma esclusivamente il metodo seguito e il significato politico della decisione assunta. È una distinzione che considero fondamentale e che mi auguro venga compresa da tutti. Resta un fatto: le opposizioni non sono rappresentate da Mario Almici, e quindi non sono rappresentate all’interno della Fondazione.
Carolina Toia – Capogruppo Toia Sindaco
Almici nel Comitato di indirizzo della Fondazione Palio di Legnano: «Onorato»
