Punk a Travedona, riflettori sulla musica dei Ramones con Luca Frazzi e i Tough

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TRAVEDONA MONATE – Dopo il successo della prima serata con i Beach Boys, il grande rock torna al Teatro Sant’Amanzio di Travedona dove giovedì 29 ottobre alle 21 saranno di scena i Ramones. È la seconda serata della rassegna musicale “Poker d’assi” in cui si celebrano i compleanni di quattro dischi capolavoro della storia del rock. «Quest’anno – hanno spiegato gli organizzatori – è il cinquantesimo anniversario dell’omonimo primo album della band newyorchese. Sul palco salirà Luca Frazzi, critico musicale che ha intervistato Joey Ramone durante il tour italiano della band alla fine degli anni Ottanta e i Tough, tostissima cover band dei padrini del punk».

L’Italia del 1976, un fenomeno di nicchia e il salto di qualità

Frazzi, autore di parecchi libri sul punk e la new wave, è conduttore radiofonico e autore di “Mamma dammi la benza”, documentario televisivo del 2005 sulle radici del punk italiano. L’Italia del 1976 non era certo l’Inghilterra e viveva un forte clima di restaurazione, figlio degli sconvolgimenti sociali e le tensioni politiche di quegli anni: Peppino di Capri vinceva il Festival di Sanremo, l’anno dopo sarebbe esplosa la “febbre del sabato sera” e i giovani si dividevano tra impegnati (che ascoltavano Guccini, De Gregori e De André) e innamorati (che si nutrivano di Baglioni e dei cantanti neoromantici).
Il punk, insomma, era roba per pochi, un fenomeno di nicchia. Con i Ramones però si fa il salto di qualità. Dice Frazzi: «Il loro punk non è quello nichilista dei Sex Pistols. È una boccata d’ossigeno per chi non chiede altro che velocità e frastuono, per chi ne ha piene le palle della retorica dei cantautori con barba e chitarra e chiede al rock né più, né meno che una scossa».
Si può tranquillamente affermare che «con il primo disco dei Ramones nasce il punk (il primo album dei Sex Pistols arriverà solo un anno dopo) così come lo intendiamo oggi: pezzi brevi (l’lp “Ramones” dura in totale meno di mezz’ora) e velocissimi, chitarre distorte altezza inguinale, look da teddy boys coi jeans strappati, infarcito da lamette e spilloni da balia. Ingresso 12 euro, si raccomanda adeguato dress code. Gabba Gabba Hey!».

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