LEGNANO – Infuria la polemica in seno al centrodestra legnanese dopo che il sindaco Radice ha nominato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Mario Almici, nel Comitato di indirizzo della Fondazione Palio, in barba all’indicazione ricevuta dagli altri gruppi di opposizione, che avevano candidato il consigliere della Lista Toia Francesco Toia. Di seguito, la nota pervenuta oggi, mercoledì 28 ottobre, dal Circolo cittadino di Fdi.
Sorpresi dalle dichiarazioni di Carolina Toia
Leggiamo con una certa sorpresa le dichiarazioni di Carolina Toia sulla nomina di Mario Almici nel Comitato di indirizzo della Fondazione Palio. Sorpresa non tanto per la contestazione della scelta, che è naturalmente legittima, quanto per il tentativo maldestro di trasformare una nomina istituzionale nell’ennesima occasione per attaccare Fratelli d’Italia e mettere in discussione la sua appartenenza all’opposizione, con una disinvoltura politica che lascia francamente perplessi.
Partiamo dalle regole, perché prima delle polemiche vengono alcuni fatti, sbadatamente omessi. Lo statuto della Fondazione attribuisce al sindaco la nomina di due componenti del Comitato di indirizzo, uno dei quali espressione della minoranza consiliare, non stabilisce che la scelta debba necessariamente ricadere sul candidato sostenuto dal maggior numero di gruppi. Che inizialmente quattro gruppi abbiano espresso una preferenza diversa è un fatto che riconosciamo, ma la firma del sindaco su un decreto di nomina non cambia l’appartenenza politica del consigliere nominato, né dimostra di per sé oscuri accordi con la maggioranza, che esistono solo nei pensieri di qualcuno. Mario Almici è stato candidato da Fratelli d’Italia, che siede all’opposizione, e ha regolarmente presentato la documentazione richiesta. Al contrario, il curriculum di Francesco Toia non risulta pervenuto entro la scadenza del 17 ottobre. Curioso contestare con tanta veemenza il metodo seguito senza soffermarsi su questo piccolo, ma significativo, particolare.
Anche la Lega si è sfilata dalla polemica
Ma veniamo alla politica, perché questa singolar tenzone è, prima di tutto, politica. Vorremmo ricordare a Carolina Toia che il 29 maggio scorso ha sottoscritto un apparentamento ufficiale proprio con Mario Almici, sostenendone la candidatura a sindaco di Legnano. Allora Almici era una figura affidabile sulla quale far convergere il proprio elettorato per guidare l’intera città. Oggi la sua nomina in un organismo della Fondazione Palio diventerebbe addirittura la prova di un avvicinamento di Fratelli d’Italia alla maggioranza. Ci sfugge la coerenza di questo ragionamento. Una lettura politica che, evidentemente, non convince nemmeno la Lega, che proprio oggi ha rivendicato il sostegno alla candidatura di Almici, espresso soddisfazione per la sua nomina e preso apertamente le distanze dalle interpretazioni della Lista Toia. Nessuna spaccatura nel centrodestra, dunque, se non quella che qualcuno continua a voler raccontare.
Pensino ad accanirsi così contro la giunta
Ma ciò che colpisce maggiormente è questa singolare interpretazione del ruolo dell’opposizione. Carolina Toia sembra da tempo dedicare una parte considerevole delle proprie energie politiche a contestare Fratelli d’Italia, quasi che il principale avversario da contrastare non fosse più l’amministrazione Radice, ma il nostro gruppo. Eppure, gli argomenti su cui concentrare l’attenzione non mancano: sicurezza, bilancio, cantieri, servizi pubblici e problemi quotidiani dei cittadini. Se tutta questa determinazione fosse rivolta alle scelte della giunta anziché agli altri consiglieri di minoranza, il confronto politico cittadino ne trarrebbe beneficio. Perché, a forza di voler fare opposizione all’opposizione, si finisce per offrire un vantaggio politico a chi governa; mentre le minoranze discutono tra loro, l’attenzione si sposta dalle scelte dell’amministrazione. E Radice ringrazia.
La questione, però, non riguarda soltanto Fratelli d’Italia, che ha le spalle larghissime. Riguarda anche i tanti legnanesi che, pochi mesi fa, hanno votato per cambiare amministrazione e che oggi meritano un’opposizione concentrata sui problemi della città, non sulle beghe di cortile. Tornando a noi, vogliamo rassicurare Carolina Toia su un punto. Non abbiamo bisogno di certificazioni di opposizione rilasciate da lei o da chicchessia. La nostra opposizione si misura negli atti che discutiamo, nelle interrogazioni, nelle votazioni e nelle posizioni che assumiamo in consiglio comunale. Non attraverso i comunicati polemici di altri gruppi.
Lasciamo il Palio fuori dall’agone politico
Infine, una doverosa considerazione sul Palio. Mario Almici ha dedicato molti anni della propria vita a questa manifestazione, ricoprendo anche gli incarichi di Gran Priore e Capitano della Contrada Sant’Erasmo. Il Comitato di indirizzo ha responsabilità concrete sulle scelte strategiche della Fondazione, il contributo di chi ne fa parte va valutato nel lavoro che svolge. Il Palio rappresenta la storia e l’identità di Legnano e non può diventare il terreno sul quale consumare le contrapposizioni tra partiti e liste, dentro o fuori dal consiglio comunale. Da questo uso strumentale prendiamo le distanze.
Fratelli d’Italia continuerà a fare opposizione all’amministrazione Radice, chi preferisce fare opposizione a Fratelli d’Italia è libero di farlo. Ma abbia almeno la coerenza di riconoscere quale avversario politico abbia scelto e di comunicarlo al proprio elettorato.
Fratelli d’Italia Legnano
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