NOVARA – L’intesa tra Piemonte e Lombardia per ripristinare il collegamento ferroviario diretto Novara-Malpensa segna una svolta attesa da anni. Una notizia accolta con favore corale, che tuttavia non spegne il dibattito politico locale.
Per le forze di minoranza in Consiglio regionale e in Municipio a Novara, infatti, il via libera all’opera non è un “miracolo” della Giunta Cirio, bensì il coronamento di una lunga battaglia condotta dalle opposizioni, dalle comunità locali e dal mondo associativo.
La battaglia politica di Rossi (Pd): «La Giunta non intesti a sé anni di lavoro»
A ricostruire con precisione il retroscena politico dell’opera è Domenico Rossi, consigliere regionale novarese del Partito Democratico, che esprime soddisfazione per il traguardo raggiunto ma ci tiene a rimettere in ordine i fatti. Per il rappresentante dem si tratta infatti di una vittoria del territorio, maturata superando lo scetticismo e le resistenze iniziali dell’esecutivo regionale.
Rossi ricorda come già ad aprile 2022, attraverso un’interrogazione, avesse chiesto conto dell’assenza della bretella tra i progetti del PNRR, ricevendo dall’assessore ai Trasporti Marco Gabusi la risposta che le priorità del Piemonte erano altre. Un mese dopo, nel maggio 2022, il Pd sostenne con una mozione la necessità di recuperare il “baffo” di Busto Arsizio, l’infrastruttura realizzata per i Giochi Olimpici di Torino 2006 e poi colpevolmente lasciata in disuso, come denunciato da Legambiente. Quell’atto venne approvato all’unanimità nel gennaio 2023 soltanto grazie al pressing unitario dei consiglieri del territorio, costringendo la Giunta a rivedere il proprio parere iniziale.
Nemmeno un anno fa, nel dicembre 2023, l’assessore Matteo Marnati definiva ancora il treno diretto per Malpensa un «sogno difficile da realizzare», storcendo il naso di fronte al confronto con il collegamento già attivo per l’aeroporto di Caselle.
Oggi che l’opera si avvia a diventare realtà, garantendo connessioni rapide ed ecologiche per i pendolari del Piemonte orientale, il Partito Democratico assicura che il proprio impegno non si fermerà alla firma del protocollo d’intesa, ma proseguirà con un’attenta vigilanza su tutti i passaggi tecnici e burocratici necessari per l’effettiva messa in servizio dei treni.
Il Movimento 5 Stelle in Comune: «Ora Novara adegui stazioni e sicurezza»
Dal piano regionale la discussione si sposta poi ai contraccolpi sulla viabilità cittadina. I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, Mario Iacopino e Francesco Renna, accolgono con favore la prospettiva di un treno diretto a beneficio di lavoratori e turisti, sottolineando però l’urgenza di garantire orari adeguati, frequenza delle corse e tariffe accessibili.
Secondo i pentastellati di Palazzo Cabrino, spetta adesso all’amministrazione comunale farsi trovare pronta con un piano concreto per il nodo stazioni di Novara. Le priorità indicate dal M5S riguardano la realizzazione di una velostazione videosorvegliata e la riqualificazione del percorso pedonale e del sottopasso tra Novara FS e Novara Nord, garantendo un tragitto ben illuminato e accessibile anche a chi viaggia con valigie o ha ridotta mobilità.
A questo si devono affiancare parcheggi dedicati, una rete di piste ciclabili sicure e una reale integrazione con il trasporto pubblico locale, affinché la velocità dei nuovi treni non sia vanificata dai ritardi nei servizi collegati.
