NOVARA/VERBANIA – L’avanzata del cemento e dell’asfalto in Piemonte ha toccato una velocità mai vista prima. I dati del Rapporto sul consumo di suolo 2026 elaborati da ISPRA e diffusi da Arpa Piemonte tracciano un quadro allarmante per la regione.
Nel 2025 record negativo di terreno consumato
Soltanto nel corso del 2025 sono stati inghiottiti 781 ettari netti di terreno naturale, registrando il valore più alto di sempre dall’inizio delle misurazioni storiche.
Una spinta record sostenuta principalmente dalla proliferazione dei grandi impianti fotovoltaici a terra e dall’espansione sfrenata dei poli logistici, settore che vede il Piemonte al primo posto in Italia per consumo di nuovo territorio.
Complessivamente le superfici artificiali occupano ormai quasi il sette per cento del suolo regionale.
Pur rimanendo leggermente sotto la media nazionale, il Piemonte conquista il primato di prima regione del Nord Italia per velocità di incremento, superando anche la Lombardia. Ma all’interno dei confini regionali si consuma un vero e proprio paradosso geografico e sociale, ben visibile mettendo a confronto l’area novarese e l’estremo nord della regione.
La pressione della logistica e il record negativo del Novarese
Se la provincia di Cuneo guida la classifica per quantità assoluta di terreno persa, è la provincia di Novara a conquistare la maglia nera per densità e intensità di cementificazione. Con oltre l’undici per cento di territorio già artificializzato, l’area novarese presenta la percentuale di suolo consumato più alta dell’intero Piemonte, superando di gran lunga sia la media regionale che quella nazionale.
La densità dell’impatto sul territorio raggiunge qui il valore record di oltre sei metri quadrati per ettaro, un dato che equivale a quasi il triplo della media piemontese.
A spingere questa trasformazione è soprattutto la vocazione industriale e di stoccaggio merci dell’hinterland. Il capoluogo Novara si piazza infatti al terzo posto assoluto in regione per superficie cementificata, affiancato da nodi critici come Cameri, condizionata dai cantieri della maxi-area logistica Due Fontane e dagli ampliamenti delle infrastrutture dell’aeroporto militare. Un quadro completato da comuni come Trecate e San Pietro Mosezzo, anch’essi presi d’assalto dai nuovi insediamenti dedicati alla movimentazione delle merci. E sullo sfondo ci sono i dossier non ancora definiti, a cominciare dal discusso insediamento di Pernate, da tempo oggetto di una battaglia politica e legale.
E sul territorio si affaccia ora una nuova minaccia, quella dei data center: nel novarese si cominciano ad ipotizzare insediamenti di questo genere, un nuovo moltiplicatore di consumo di suolo.
Il caso del Verbano Cusio Ossola tra conservazione e spopolamento
All’estremo opposto del panorama piemontese si colloca la provincia del Verbano-Cusio-Ossola, che rappresenta un esempio di tutela e conservazione ambientale.
Complice la conformazione prevalentemente montana del territorio e la tutela garantita da aree protette come il Parco Nazionale della Val Grande, il VCO registra la percentuale di suolo cementificato più bassa della regione, fermandosi ad appena il 2,80 per cento complessivo.
L’incremento annuo di nuovo asfalto si attesta su cifre minime, comprese tra i sette e gli undici ettari netti in un anno. Ciononostante, i dossier ambientali evidenziano anche in questa oasi verde una piccola perplessità legata alla dispersione urbana residenziale, poiché il lieve consumo di terreno prosegue in controtendenza rispetto a una popolazione locale in costante calo demografico.
Le opportunità di riuso e le attese sul nuovo PRG di Novara
La strada per invertire la rotta esiste ed è tracciata dallo stesso rapporto Arpa, che individua in Piemonte ben 243 chilometri quadrati di superfici potenzialmente recuperabili, tra aree dismesse da riqualificare, tetti fruibili per l’energia solare e zone destinate alla forestazione urbana.
Come ricordato dai vertici di Arpa Piemonte, la vera sfida della pianificazione territoriale risiede oggi nel bloccare il consumo di capitale naturale per privilegiare la rigenerazione dell’esistente.
Una linea guida che suona come un appello diretto proprio al Comune di Novara, che ha avviato il percorso per la redazione del nuovo Piano Regolatore Generale.
L’auspicio di molti è che il nuovo strumento urbanistico accolga pienamente le indicazioni dei tecnici, ponendo un freno definitivo all’espansione dei capannoni sui campi agricoli e scommettendo sul riuso delle tante aree dismesse del territorio.
Novara Verbania consumo suolo MALPENSA24
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