Tradate, il cantiere diventa museo: riapre l’ex Koh-I-Noor nel segno di Griffini

TRADATE – Un cantiere che diventa mostra per riscoprire uno dei protagonisti, ancora poco valorizzati, del Razionalismo italiano. È stata inaugurata il 29 ottobre, nell’ex stabilimento Koh-I-Noor di Tradate la mostra Enrico A. Griffini. Costruire modernamente, aperta al pubblico fino al prossimo 20 dicembre. L’esposizione inaugura il programma di 155 Tradate, nuovo spazio dedicato alla cultura e ai processi creativi legati alla musica e all’arte, promosso da Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records, e curato da Alessia Interlandi, di in.circle.

Il protagonista

Enrico Agostino Griffini (Venezia, 1887 – Milano, 1952), architetto, ingegnere, docente e autore, è stato tra i progettisti del Palazzo dell’Arengario di Milano, oggi sede del Museo del Novecento. La mostra, curata dallo storico dell’architettura Massimiliano Savorra in collaborazione con l’architetta ed erede Valeria Griffini, nasce con l’obiettivo di riportare la figura del progettista all’attenzione degli addetti ai lavori e del grande pubblico. Il percorso si sviluppa attraverso documenti riprodotti da originali conservati nell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia.

L’architettura come metodo

Al centro del progetto espositivo il metodo progettuale di Griffini, riletto alla luce delle questioni che attraversano oggi il mondo dell’architettura: la costruzione, l’impiego delle risorse, la durata e l’efficacia degli edifici. L’intento è spostare lo sguardo dal moderno inteso come linguaggio al moderno come procedura, recuperando un modo di pensare l’architettura che, secondo i curatori, conserva una forte attualità.

Il cantiere come spazio espositivo

La scelta della sede non è casuale. Progettato da Griffini tra il 1942 e il 1943, l’edificio razionalista fu costruito per lo stabilimento Koh-I-Noor e, dal 1957 al 2001, ospitò il Calzaturificio Romano Martegani 1891. Un’opera che rappresenta uno degli episodi più significativi dell’attività dell’architetto nel campo dell’architettura industriale. Oggi l’edificio rinasce come 155 Tradate ed è al centro di un intervento di restauro architettonico e ristrutturazione, su progetto dell’architetto Giorgio Giani, con direzione lavori di Lucio Giudici. La mostra è allestita durante questa fase di cantiere, consentendo ai visitatori di confrontarsi direttamente con un’opera di Griffini e con le trasformazioni che hanno interessato il luogo nel corso del tempo. Il progetto espositivo diventa così un punto d’incontro tra ricerca storica e attualità.

Disegni, fotografie e documenti

Il percorso ricostruisce la complessità dell’attività di Griffini, che nel corso della carriera si è occupato di abitazioni, edifici industriali, strutture sanitarie, spazi pubblici, arredi e insegnamento. In mostra disegni, tavole costruttive, manuali, pubblicazioni, fotografie d’epoca, documenti di cantiere e materiali d’archivio, per approfondire il rapporto tra ricerca teorica e pratica progettuale. L’allestimento, firmato da Lola Ottolini, Matteo Andreoletti e Lucia Emma Avolio, si confronta con la natura transitoria dell’edificio, attraverso elementi e dispositivi ispirati al linguaggio del cantiere. Il colore blu costituisce il filo conduttore del percorso.

Il futuro di 155 Tradate

«La mostra dedicata a Enrico Agostino Griffini segna l’inizio del percorso di 155 Tradate. L’apertura del cantiere al pubblico rappresenta il primo capitolo della trasformazione dell’ex stabilimento Koh-I-Noor e anticipa la futura identità di questo luogo destinato a evolversi nel rispetto della sua storia e del territorio», spiega Titti Santini, fondatore di Ponderosa Music Records. L’iniziativa segna dunque l’avvio di un progetto di rigenerazione culturale che punta a valorizzare l’eredità architettonica dell’edificio, aprendolo a nuove forme di fruizione e produzione culturale.

Tradate museo Griffini – MALPENSA24