Congresso Lega, Reto ha le firme. Candiani: «C’è chi minaccia i militanti»

Reto mostra le firme raccolte

VARESE – Occorrevano 60 firme per la candidatura alla segreteria provinciale e sui fogli excel ce ne sono molte di più. Mirko Reto è ufficialmente candidato al congresso di domenica 8 novembre e alla cena che ha organizzato per serrare le fila sono presenti un’ottantina di militanti. E Reto li saluta così: «Questa è la Lega che vorrei. Questa sera – lunedì 2 novembre – qui ci sono militanti che sono venuti a sostenere la mia candidatura e militanti che sono venuti per ascoltare e poi decidere. Qui c’è la Lega che chiede di confrontarsi e di essere coinvolta».

Odio le ingiustizie

Apertura soft del discorso, dopo di che il sindaco di Casciago tira la prima mazzata al rivale Cassani: «Io odio le ingiustize. E convocare un congresso, con solo 9 giorni di tempo è una mancanza di rispetto per i militanti e per chi aveva voglia di candidarsi. In 9 giorni è difficile farlo. Io sono un kamikaze? Forse, ma sono soprattutto un leghista che ha voglia di ascoltare la base della Lega e soprattutto che ha voglia di ascoltare le esigenze dei nostri militanti». E ancora: « Per me non esiste il salviniano o l’anti salviniano, qua ci siamo messi in gioco per il bene della Lega».

Reto poi mette a segno l’altra stoccata al “Cas” nel finale d’intervento: «Io non vivo per avere un ruolo politico. Lavoro e non ne ho bisogno. Il mio impegno è solo per il nostro partito e perché mi sento leghista».

I presenti

In sala a mangiare salumi e gnocco fritto ci sono un’ottantina di militanti. Militanti ignoti e altri noti. Il senatore Stefano Candiani;  Andrea Mascetti, punto di riferimento di Terra Insubre; Max Ferrari, Maurilio Canton, Marco Praderio; i sindaci, tra questi Giuseppe Iocca (Bardello con Malgesso e Bregano); Giancarlo Frigeri (Castiglione); Giuseppe Gabri (Castronno); Massimo Porotti (Biandronno), Simone Castoldi presidente della Comunità Montana Valli del Verbano e il coordinatore di Busto Mauro Baldasserre. Leghisti storici come Gladiseo Zagatto, Sergio Ghiringhelli, Paolo Besozzi, Fabrizio Nova, Marco Leoni.

E militanti rappresentanti delle sezioni di Besozzo, Valbossa, Laveno, Gavirate, Induno Olona, Varese (con un buon numero di defezioni o assenze tattiche), Tradate, Olgiate Olona, Castronno-Morazzone, Clivio. Da segnalare anche la presenza di Carlotta Bozzolo, l’ex coordinatrice provinciale della Lega Giovani che qualche settimana fa si era dimessa con l’intenzione di passare in Futuro Nazionale e che è stata convinta a rimanere proprio da Matteo Salvini. Il Capitano, infatti, una volta appresa la notizia – pochi giorni prima del federale – ha chiamato la leghista varesina e l’ha convinta a restare nel partito.

Le assenze

Lampanti le assenze dei leghisti gallaratesi e bustocchi. Scarna anche la presenza della sezione varesina.

Eccesso di protagonismo gallaratese

Stefano Candiani ha spiegato le ragioni: «Ho chiesto a Reto perché si candidava. E lui mi ha risposto “Mi candido perché sono della lega e perché occorre cambiare sul modo di fare. La Lega vive sul “noi” e non sull’io. Poi ne ho parlato con Bianchi e tanti altri militanti e ho percepito che esiste una carenza del “noi” è c’è un eccesso di protagonismo troppo gallaratese. E queste cose le ho dette in faccia a Cassani. Credo che con Reto si possa tornare al “noi”».

Matteo Bianchi, esempio da seguire

E ancora: «Non pochi militanti mi hanno chiamato e mi hanno detto che stanno subendo minacce nel caso di sostegno a Mirko Reto e questa cosa non mi piace. Come non mi piace vedere gente messa nei cda e poi sparire. Quelle sono scelte di rappresentanze e non sono stati messi lì per rappresentare se stessi, ma la Lega. Scoprire che c’è qualcuno che è stato nominato in qualche organismo istituito ad hoc non mi è piaciuto, questo non è lo spirito del militante ignoto. Bianchi lo porto come esempio contrario. Qualche settimana fa avrebbe dovuto entrare in parlamento al posto di Umberto Bossi e lui ha detto di no a fronte del suo impegno per il territorio. Un esempio che dovrebbe caratterizzare il segretario provinciale».

L’endorsement di Bianchi

Presente, quindi, anche Matteo Bianchi, che per primo ha fatto l’endorsement a Reto: «Esserci è per me doveroso. Prima di tutto ringrazio Reto perché un congresso convocato in 8 giorni non esiste. Questo è un congresso ordinario e poteva essere convocato con tempi più larghi. Il congresso non è un palcoscenico per un candidato, ma è un momento di discussione per il bene del movimento».

Bianchi poi ha citato Giorgetti:  «Abbiamo visto il nostro Giancarlo che ha parlato di terra e marcato la differenza semantica con il termine territorio. Una comunità, un gruppo di persone che stanno in una terra comune restano insieme perché mettono sopra tutto il bene collettivo. Se questo non riusciamo a innestarlo nel nostro movimento e nelle nostre città e sacrifichiamo tutto all’interesse personale ci dimentichiamo che siamo al servizio per qualcosa di più importante dei singoli interessi e vince la logica di essere funzionali solo per se stessi. Ora, avere una candidatura contrapposta a quella dell’attuale segretario serve per aprire un dibattito e un confronto per il bene della Lega».

Cassani con i pantaloncini corti

Sergio Ghiringhelli è stato durissimo nei confronti di Cassani: «Reto non è Cassani. E sono deluso dell’attuale segretario provinciale. Da quattro anni sono consigliere provinciale e sono stato lasciato solo. Ho subito una serie di tradimenti (da Barcaro a Forza Italia) e la segreteria provinciale è stata muta. Cassani non ha mai detto nulla su tutte queste situazioni. Io sono entrato in Lega quando Cassani portava ancora i calzoncini. Eppure Cassani ha fatto carta straccia dei regolamenti che reggono la Lega. Le nostre regole dicono che il capogruppo in Provincia deve essere regolarmente convocato, ecco io non sono mai stato invitato da Cassani. Quanto accade sui tavoli che riguardano la Provincia lo vengo a sapere da Premazzi e da Mulas, ma mai da Cassani. La segreteria Cassani ha cancellato la Lega da Gallarate in su. Al signor Cassani bisogna ricordare che la Lega è nata a Varese, abbiamo un segretario di Gallarate, un vice segretario che è di Saronno e un responsabile degli enti locali che è di Tradate. E il Nord della Provincia è stato cancellato».

Che soffiavano venti di guerra sul Carroccio lo si era capito. Ma nel locale di Masnago dove si è tenuta la cena di Reto il clima è da guerra civile.

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