Varese celebra il 4 Novembre: omaggio alle Forze Armate e appello alla pace

VARESE – Una cerimonia per ricordare i caduti, rendere omaggio a chi serve il Paese e riflettere sul valore della pace in un mondo attraversato da guerre e tensioni internazionali. Oggi, mercoledì 4 novembre, Varese ha celebrato il Giorno dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate con le commemorazioni promosse dalla Prefettura nel cuore della città, in piazza San Vittore, davanti all’Arco Mera.

La cerimonia

All’appuntamento hanno partecipato le massime autorità civili e militari della provincia, insieme ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche, d’Arma e partigiane. La mattinata è stata scandita dall’alzabandiera e dalla deposizione degli omaggi floreali all’Arco Mera e al monumento ai Caduti di piazza Repubblica.
A rendere particolarmente significativa la commemorazione è stata la partecipazione degli studenti dell’Isis Newton e dei giovani del Centro NAI, ragazzi arrivati da poco in Italia che hanno accompagnato la cerimonia con il canto dell’Inno di Mameli e, al termine, con Amazing Grace. Un momento di condivisione e integrazione, attraverso il quale i giovani hanno manifestato il proprio legame con la comunità che li ha accolti.

Il pensiero ai militari caduti in Bosnia

La commemorazione è stata anche l’occasione per ricordare i quattro militari morti in Bosnia lo scorso 29 ottobre. A rivolgere un messaggio di cordoglio alle famiglie e ai corpi di appartenenza sono stati il prefetto Salvatore Pasquariello, il sindaco Davide Galimberti, il presidente della Provincia Marco Magrini, il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo e il generale di Brigata Fulvio Menegazzo, nuovo comandante della Brigata di Supporto al NRDC-ITA.

La riflessione sul ruolo delle Forze Armate

Tra i momenti della mattinata anche l’intervento di Giulio Facchetti, docente ordinario di Glottologia e Linguistica all’Università dell’Insubria, che ha proposto una riflessione dal titolo «Il ripudio della guerra, la difesa della Patria, lo spirito democratico: cardini attualissimi delle Forze Armate della Repubblica Italiana». Al centro della relazione, i principi costituzionali che regolano il ruolo delle Forze Armate e il loro rapporto con i valori democratici della Repubblica.

Galimberti: «La pace non è mai scontata»

Nel suo intervento, il sindaco Davide Galimberti ha richiamato l’attenzione sui conflitti che continuano a insanguinare diverse aree del mondo, a partire dall’Ucraina e dal Medio Oriente. Guerre che, oltre a riportare la minaccia della violenza alle porte dell’Europa, hanno conseguenze drammatiche soprattutto sulle popolazioni civili.
Il primo cittadino ha sottolineato che la pace «non è un risultato acquisito una volta per tutte», ma un obiettivo da difendere attraverso il confronto diplomatico, il dialogo e il rispetto delle regole internazionali. Un passaggio è stato dedicato anche al voto negli Stati Uniti, interpretato come un possibile segnale per il futuro degli equilibri e delle relazioni tra gli Stati. Galimberti ha quindi espresso riconoscenza alle Forze Armate per l’impegno nelle operazioni internazionali e negli interventi di emergenza. Infine, un messaggio rivolto alle nuove generazioni: conoscere la storia e custodire la memoria significa acquisire gli strumenti necessari per interpretare il presente e costruire il futuro.

Magrini: «Dietro ogni uniforme c’è una persona»

È partita invece da una considerazione personale, quella di un padre che si interroga sul futuro dei propri figli, la riflessione del presidente della Provincia Marco Magrini. La domanda posta è stata quale Paese le generazioni adulte stiano lasciando ai giovani. Magrini ha reso omaggio agli uomini e alle donne impegnati al servizio dello Stato, invitando a non dimenticare che «dietro ogni uniforme c’è una persona». Da qui l’appello a rafforzare il rapporto di fiducia tra i ragazzi e le forze dell’ordine, evitando che incomprensioni e distanze possano trasformarsi in divisioni profonde. Il presidente ha parlato delle difficoltà del presente e della necessità di costruire un nuovo umanesimo fondato sul diritto al cibo, alla salute e alla dignità. Ha inoltre evidenziato come il rispetto verso i militari non debba essere confuso con l’approvazione dei conflitti armati, ribadendo che «nessuna guerra può essere definita giusta».
In conclusione, Magrini ha ricordato che l’unità nazionale è un patrimonio collettivo, che non può essere rivendicato in esclusiva da alcuna parte politica. Un valore che, secondo il presidente, deve continuare a unire cittadini e generazioni differenti.

Cattaneo: «Non celebriamo la guerra»

«Chi e cosa celebriamo davvero oggi?». Con questo interrogativo il sottosegretario di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha aperto il proprio discorso, invitando i presenti a riflettere sul significato della ricorrenza del 4 novembre. La risposta è stata netta: non si celebra la guerra, bensì il sacrificio e l’impegno delle Forze Armate e di tutti coloro che, al servizio dello Stato, hanno scelto «di andare là dove il pericolo è maggiore» per garantire la sicurezza della collettività.
Cattaneo ha ricordato le vittime dei conflitti, soffermandosi in particolare sulla Prima guerra mondiale, definita una inutile strage che provocò milioni di morti. Richiamando anche il pensiero di Papa Leone, ha ribadito come la guerra non possa essere considerata uno strumento per risolvere le controversie tra i popoli, né una strada attraverso la quale immaginare il domani. Cattaneo ha quindi sottolineato il lavoro svolto quotidianamente dalle Forze Armate, tanto nelle missioni internazionali di pace quanto nelle attività di sicurezza e tutela dell’ordine pubblico in Italia.

Spazio anche al ruolo della scuola, considerata fondamentale per trasmettere alle nuove generazioni il significato della democrazia e dei suoi principi. Cattaneo ha ringraziato il dirigente scolastico provinciale per aver favorito la presenza degli studenti varesini alla manifestazione. «Insieme possiamo costruire questo futuro», è stato il messaggio conclusivo rivolto ai cittadini.

Le parole del presidente Mattarella

A concludere la parte istituzionale della cerimonia è stato il prefetto Salvatore Pasquariello, che ha dato lettura dei messaggi inviati per la ricorrenza dal ministro della Difesa e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il corteo attraversa il centro di Varese

Terminati gli interventi, le celebrazioni sono proseguite con il corteo lungo le vie del centro cittadino. Alla sfilata hanno preso parte le forze dell’ordine, i rappresentanti delle istituzioni, i gonfaloni comunali e quelli delle associazioni combattentistiche e dei reduci. Numerosi gli amministratori presenti, tra cui diversi sindaci del territorio insieme al primo cittadino di Varese. Alla commemorazione hanno partecipato anche i consiglieri regionali Samuele Astuti e Romana Dell’Erba e l’assessore regionale Francesca Caruso. Tra i presenti anche rappresentanti del mondo politico, studenti universitari e una delegazione del Liceo Classico Cairoli, accompagnata dalla professoressa Luisa Zilio.

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