Giovani alla Stecca di Sesto, FdI: «Non diventi uno spazio politico di sinistra»

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SESTO CALENDE – Era stato annunciato nel corso dell’ultimo consiglio comunale dal sindaco Betta Giordani e immediatamente aveva fatto discutere, scatenando la reazione indignata della Lega. Ora, a prendere posizione sulla realizzazione di uno Spazio Giovani alla Stecca, nell’area ex Avir di Sesto Calende è la sezione cittadina di Fratelli d’Italia. «Il centrodestra – recita la nota diffusa da Marco Limbiati – aveva progettato uno spazio culturale multifunzionale, recuperato grazie a finanziamenti esterni. La giunta Giordani ne cambia la destinazione senza un confronto con la città. Bene investire sui giovani, ma non a scapito delle altre realtà del territorio».

Uno spazio per tutti

«L’ex portineria della storica vetreria Avir appartiene alla memoria industriale di Sesto Calende, ed è stata recuperata grazie a un importante intervento di rigenerazione urbana», spiegano i Fratelli. «Un risultato che porta la firma dell’amministrazione guidata da Giovanni Buzzi, realizzato senza gravare sulle tasche dei sestesi». Un dettaglio «da ricordare», secondo il gruppo, soprattutto alla luce «dei tre mutui a cui la giunta Giordani ha fatto ricorso in appena trenta mesi». Nello specifico: «La destinazione originariamente immaginata era uno spazio culturale multifunzionale. Un luogo certamente aperto ai giovani, ma non esclusivamente riservato a loro. La scelta era maturata attraverso l’ascolto delle esigenze di una città in cui associazioni, realtà culturali e aggregative rappresentano un patrimonio prezioso. L’obiettivo era creare un contenitore di opportunità, favorire la cultura, la partecipazione e l’incontro fra generazioni differenti». Insomma «non un luogo per qualcuno, ma uno spazio per tutti». Ciò non significa che il gruppo consiliare sia contrario alla nascita di un centro di aggregazione giovanile. «Riteniamo fondamentale – spiegano – che Sesto sappia offrire ai propri ragazzi luoghi nei quali incontrarsi. Ma siamo convinti che questa esigenza non debba essere soddisfatta sacrificando al vocazione multifunzionale di questo spazio pubblico. Soprattutto, ci domandiamo se questa scelta sia davvero il risultato di un ascolto delle necessità della città». 

Laboratorio politico o centro ricreativo?

La preoccupazione di Fratelli d’Italia, poi, è che «la Stecca non diventi un laboratorio politico mascherato da centro ricreativo». «Non vorremmo – dicono – che dietro un’operazione presentata come opportunità di aggregazione giovanile si nascondesse la volontà di costruire un laboratorio culturale e politico vicino alle sensibilità dell’attuale maggioranza». Anche perché «la veste civica con la quale l’amministrazione ama presentarsi sembra spesso lasciare spazio a scelte riconducibili a una precisa impostazione politica. Uno spazio pubblico non deve diventare il luogo nel quale coltivare appartenenze e costruire consenso. Deve essere il luogo nel quale tutti possano riconoscersi, indipendentemente dalla proprie idee».

La proposta di FdI

Secondo il partito di Giorgia Meloni, dunque, «la Stecca deve tornare a essere ciò per cui era stata immaginata: uno spazio multifunzionale aperto alla città e capace di accogliere esigenze differenti. La Stecca deve essere di tutti, non di pochi, non di una generazione e tantomeno di una parte  politica». La richiesta rivolta all’amministrazione Giordani è di «chiarire pubblicamente quale sia il progetto definitivo, quali soggetti saranno coinvolti nella gestione e quali garanzie verranno offerte affinché rimanga accessibile all’intera comunità. Soprattutto, chiediamo che venga aperto un confronto con le associazioni e le realtà del territorio». 

Silenzio sulla scelta

Critiche anche sul metodo dell’amministrazione Giordani. «Ancora una volta abbiamo dovuto apprendere importanti orientamenti amministrativi attraverso un’intervista. Una scelta di questa rilevanza avrebbero meritato un confronto preventivo, trasparente e pubblico; invece si è preferito procedere senza promuovere un dibattito con le diverse realtà». E ancora: «Abbiamo un assessorato alla Comunicazione solerte nel raccontare iniziative anche di modesta rilevanza, ma sorprendentemente silenzioso quando si tratta di informare i cittadini su scelte che riguardano il futuro del patrimonio pubblico. Una comunicazione che sembra privilegiare la visibilità rispetto alla trasparenza». 

L’ultimo chilometro

La Stecca, inoltre, sarebbe «soltanto uno dei diversi interventi che l’attuale amministrazione ha ricevuto in eredità dal precedente Governo cittadino». Un’eredità che, secondo FdI, «sembra essere diventata quasi un problema». Sarebbe il caso «dell’asilo nido, della mensa scolastica dell’Ungaretti, ma anche della sala civica della Marna». Da qui l’affondo: «Sembra che questa amministrazione non riesca a compiere l’ultimo chilometro di progetti già concepiti, avviati e finanziati da altri. Un ultimo chilometro che dovrebbe essere il più semplice, e invece pare trasformarsi in un percorso a ostacoli, nel quale la ricerca di giustificazioni sembra prevalere sulla capacità di trovare soluzioni». 

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