BELLINZAGO NOVARESE – Due ore di sciopero e un presidio di protesta davanti ai cancelli della sede di Bellinzago dell’azienda. È la risposta immediata dei sindacati dopo la tragica scomparsa di Antonio Fasciani, l’operaio varesino di 57 anni schiacciato e ucciso dalla caduta di un pezzo meccanico di una gru.
La mobilitazione è fissata per oggi, venerdì 6 novembre, dalle 14 alle 16: le sigle Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil Piemonte, Filctem e Femca Cisl, insieme alla Cgil Novara e Vco e alle Rsu, incrociano le braccia e si ritrovano per un presidio in via della Libertà, nel piazzale antistante la sede novarese della M.C. Prefabbricati, che ha il suo stabilimento “storico” a Cardano al Campo
La tragedia e la mobilitazione
L’incidente si è consumato all’interno del polo petrolchimico di Trecate, nello stabilimento della MacDermid, dove Fasciani si trovava in missione per conto della ditta per cui lavorava da decenni. La vittima lascia nel dolore i familiari e il fratello Gabriele, rappresentante sindacale della Fillea Cgil nella stessa impresa.
In attesa che la magistratura e gli organi ispettivi facciano piena luce sulle dinamiche ed eventuali responsabilità, i lavoratori scendono in piazza per trasformare il cordoglio in una ferma richiesta di tutela.
«Non è una fatalità: è una strage quotidiana»
«Nel dolore per quanto accaduto ad Antonio, ribadiamo con forza che questa non è fatalità. È una vera e propria strage silenziosa e quotidiana che deve finire», attaccano duramente i sindacati, ricordando come nella sola giornata di giovedì si siano registrati ben cinque infortuni mortali in Italia.
Una dura presa di posizione che arriva a due settimane dalla Giornata internazionale per la sicurezza sul lavoro. Le organizzazioni puntano il dito contro le criticità strutturali del comparto delle costruzioni e dei montaggi: ritmi di lavoro serrati, catene di appalti e subappalti, controlli insufficienti e una formazione troppo spesso ridotta a mera prassi burocratica.
«Siamo stufi di esprimere solidarietà dopo ogni incidente. La sicurezza è un diritto e non un costo. Spesso la normativa vigente viene vissuta come un intralcio burocratico e non come tutela della salute. Anche la formazione non può ridursi a qualche ora virtuale davanti a uno schermo solo per mettere una firma su un registro».
Le richieste alle istituzioni
Dall’astensione dal lavoro e dal presidio di Bellinzago parte dunque un appello corale rivolto alle istituzioni e al Governo per pretendere un cambio di passo immediato sul fronte della prevenzione.
Tra le misure ritenute fondamentali, i sindacati sollecitano un incremento netto dei controlli nei cantieri con maggiore agibilità per i rappresentanti della sicurezza, la definizione di responsabilità chiare e trasparenti lungo tutta la catena degli appalti e l’istituzione di una Procura nazionale del Lavoro per perseguire con efficacia i reati contro la vita dei lavoratori.
