BRUXELLES – Un’alleanza europea senza precedenti per il commercio della moda e una vetrina internazionale per i Fashion Days della provincia di Varese. La missione a Bruxelles del Consiglio nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, culminata nella firma di un Protocollo d’Intesa con la Fédération Nationale de l’Habillement (FNH) francese, ha rappresentato un passaggio importante anche per ConfCom provincia di Varese. A far parte della delegazione italiana, in qualità di consigliera nazionale, Cristina Riganti, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio, che ha presentato i risultati e il modello organizzativo dei Fashion Days, raccogliendo l’apprezzamento dei rappresentanti francesi, interessati a sviluppare iniziative analoghe nel proprio Paese. «Vogliamo costruire una voce europea più forte e autorevole per le imprese della moda», ha dichiarato il presidente nazionale Giulio Felloni. «I Fashion Days dimostrano quanto il lavoro di squadra possa dare forza al commercio e creare nuove opportunità per i territori», ha sottolineato Riganti.
Italia e Francia insieme per rafforzare il commercio della moda
La firma del Protocollo d’Intesa tra Federazione Moda Italia-Confcommercio e la Fédération Nationale de l’Habillement rappresenta il primo passo verso una collaborazione strutturata tra le due organizzazioni, con l’obiettivo di rafforzare la rappresentanza del dettaglio moda nelle politiche europee. L’accordo nasce dalla volontà di affrontare congiuntamente le sfide che interessano i negozi di abbigliamento e gli operatori del settore, portando ai decisori politici una posizione condivisa sulle condizioni di competitività delle imprese. «Il nostro principio guida è chiaro: non subire le decisioni, ma partecipare al dialogo», ha ribadito Felloni, evidenziando la necessità di una rappresentanza sempre più autorevole a livello comunitario.
Il modello varesino presentato a Bruxelles
Tra i momenti significativi della missione anche la presentazione dei Fashion Days, illustrati da Cristina Riganti all’intero Consiglio nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio e alla delegazione francese. L’iniziativa, promossa da Federmoda Confcommercio provincia di Varese e Uniascom, con il sostegno di Regione Lombardia, ha saputo trasformare un progetto dedicato al commercio della moda in un’esperienza diffusa sul territorio, coinvolgendo negozi, imprese, associazioni e comunità locali attraverso eventi, formazione e iniziative di promozione. A raccontarne il valore sono innanzitutto i numeri. La prima edizione del 2025 ha coinvolto 185 attività commerciali, registrando oltre 25mila presenze e più di 717mila visualizzazioni sui social. La seconda, svoltasi il 16 e 17 ottobre 2026, ha visto la partecipazione di 180 attività, con 144 eventi organizzati e oltre 585mila visualizzazioni digitali. Nel complesso, le due edizioni hanno prodotto 365 adesioni, 293 eventi e oltre 1,3 milioni di visualizzazioni, contribuendo inoltre all’ingresso di più di 60 nuovi associati nel sistema ConfCom. L’esperienza varesina aveva già raccolto l’interesse del presidente nazionale Giulio Felloni. A Bruxelles è arrivato un ulteriore riconoscimento: un rappresentante della Federazione francese ha manifestato particolare apprezzamento per l’iniziativa, dichiarandosi interessato a prenderne spunto per sviluppare esperienze analoghe in Francia.
Concorrenza equa, innovazione e futuro dei negozi
La missione europea ha permesso di ribadire alcune delle principali priorità di Federazione Moda Italia-Confcommercio, a partire dalla necessità di garantire condizioni di concorrenza eque tra commercio fisico e operatori digitali. Tra i temi al centro dell’azione della Federazione figurano il contrasto alle asimmetrie competitive e all’ultra fast fashion, il sostegno alle micro e piccole imprese nei percorsi di digitalizzazione e sostenibilità, oltre alla richiesta di strumenti concreti per favorire la rigenerazione commerciale dei centri urbani. Questioni che interessano direttamente anche il tessuto imprenditoriale varesino e che richiedono politiche capaci di riconoscere il valore economico e sociale dei negozi di prossimità.
Ritardi di pagamento
La trasferta a Bruxelles è stata accompagnata anche da una notizia di particolare rilievo per le imprese della moda. Il 4 novembre la Commissione europea ha annunciato il ritiro dalla propria agenda della proposta di Regolamento sui ritardi di pagamento (Late Payment Regulation), che prevedeva un limite generalizzato di 30 giorni anche per le transazioni commerciali tra imprese.
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