BUSTO ARSIZIO – «Ci lascia un politico vero» afferma il governatore Attilio Fontana. «Era nato per fare il sindaco e ha dedicato tutta la sua vita alla nostra città, alla quale era legato da un amore autentico e viscerale» fa notare il sindaco Emanuele Antonelli, che ha proclamato il lutto cittadino per domani, 7 novembre, giorno dei funerali di Gigi Farioli. Continuano ad arrivare da ogni dove le manifestazioni di affetto nei confronti del sindaco emerito di Busto Arsizio, scomparso all’età di 70 anni.
Antonelli proclama il lutto cittadino

Il sindaco Emanuele Antonelli, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera Città di Busto Arsizio, esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Gigi Farioli, già sindaco della città per due mandati, dal 2006 al 2016.
«La notizia della scomparsa di Gigi, del nostro “Gigione” come tutti lo definivano, mi addolora profondamente. Se ne va una persona che ha dedicato tutta la sua vita alla nostra città, alla quale era legato da un amore autentico e viscerale. Gigi era un politico appassionato, un amministratore che ha vissuto il suo ruolo con entusiasmo, energia e una straordinaria capacità di coinvolgere le persone, realizzando progetti significativi per la nostra Busto.
Posso affermare che era nato per fare il sindaco di Busto, era sindaco da tutta la vita, ha anche rinunciato a incarichi prestigiosi per continuare a lavorare per la sua città.
Abbiamo condiviso tanti anni di impegno amministrativo, in ruoli diversi e anche con sensibilità differenti, ma sempre con Busto Arsizio nel cuore. Gli riconosco il merito di aver servito la città con tutto se stesso e di aver lasciato un segno importante nella sua storia istituzionale e politica. Oggi lo ricordiamo per la sua personalità esuberante, la sua vasta cultura, la sua acuta intelligenza, la sua ironia pungente, la sua inconfondibile capacità dialettica e di stare tra la gente.
Capacità che ho molto ammirato nel corso di questi dieci anni, cercando ispirazione dalla sua passione e dal bene che ha sempre voluto alla nostra Busto: Gigi amava la politica più di se stesso, più di ogni altra cosa al mondo. Studiava e leggeva fino a notte fonda per essere preparato su ogni aspetto, era in grado di confrontarsi ad alti livelli anche su materie che non erano nel suo bagaglio culturale, così come dimostrava vicinanza ed empatia con le persone più semplici.
Mi auguro che il suo esempio sia un faro per tutti i giovani che hanno l’ambizione di affacciarsi alla politica cittadina e non solo. Per lui Busto era caput mundi, quante volte lo abbiamo sentito affermare la grandezza di Busto in ogni ambito: nessuno come lui è riuscito a essere ambasciatore della bustocchità in Italia e nel mondo.
Per tutti questi motivi gli dobbiamo un grazie infinito: oggi ci lascia un vuoto immenso, ma anche il ricordo di una persona speciale, che continuerà a vivere nella memoria e nell’affetto di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.
In questo momento di profondo dolore, il mio pensiero va alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutte le persone che gli hanno voluto bene. A loro rivolgo, a nome mio personale e dell’Amministrazione comunale, le più sentite condoglianze”.
In segno di cordoglio e di partecipazione al dolore della comunità, il sindaco ha proclamato il lutto cittadino in occasione delle esequie, che saranno celebrate domani sabato 7 novembre alle ore 15.30 nella Basilica di San Giovanni. Alle 13.00 sarà allestita la camera ardente al Tempio Civico, luogo che l’ex sindaco ha voluto fortemente valorizzare come punto di riferimento per tutta la Città, facendolo diventare un “centro di educazione permanente alla pace”».
L’Amministrazione comunale invita i cittadini, le istituzioni, le associazioni e le attività del territorio a unirsi al ricordo di Gigi Farioli e a rendergli omaggio nella maniera più consona.
Fontana: «Farioli politico vero»
Il tributo del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, che condivise con Farioli prima una parte della sua esperienza in consiglio regionale e poi il decennio come sindaco (lui a Varese): «Oggi perdiamo prima di tutto un amico. Gigi Farioli è stato per oltre quarant’anni un protagonista indimenticabile della politica regionale e bustocca. Un uomo di grande cultura, generoso, appassionato, capace di vivere la politica con entusiasmo autentico e con un amore straordinario per la sua Busto Arsizio.
Ci lascia un politico vero e, soprattutto, un grande testimone di cosa significhi amare e servire la propria città. Alla sua famiglia e all’intera comunità bustocca va il mio abbraccio e il cordoglio di tutta la Regione Lombardia».
Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, commenta così la scomparsa di Gigi Farioli, con cui ha condiviso l’appartenenza a Forza Italia e di cui è stata per tanti anni coordinatrice regionale: «Mi addolora profondamente. Con lui perdiamo un amico, un liberale autentico, un amministratore competente e un uomo delle istituzioni, che ha saputo interpretare la politica con passione, serietà e spirito di servizio. Per me è stato un compagno di viaggio in tante battaglie, un interlocutore prezioso e una presenza importante nel mio percorso politico. Per anni ha guidato Busto Arsizio come sindaco, sempre in prima linea sul territorio, vicino ai cittadini e attento alle esigenze della sua comunità.
Alla sua famiglia e all’intera comunità di Busto Arsizio rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia sincera vicinanza in questo momento di grande dolore».
Tovaglieri: «Ha lasciato il segno»
L’europarlamentare della Lega Isabella Tovaglieri rivela i ricordi che la legano alla figura di Gigi Farioli: «Era sindaco quando entrai per la prima volta sui banchi del Consiglio comunale: era un gigante, ma sapeva mettere chiunque a proprio agio. Ricordo che chiese a me, che ero la più giovane tra i consiglieri, di scoprire insieme a lui la targa con cui veniva intitolata la sala esagonale ad Angioletto Castiglioni, deportato nei lager e figura autorevolissima per la nostra città.
Quando fui nominata vicesindaco, lui rientrava in giunta. Ogni volta che prendeva la parola, con quella sua straordinaria dialettica e le citazioni sempre azzeccate, c’era qualcosa da imparare. Mi scontrai con lui una volta soltanto, quando difesi in Europa il Grana Padano dai dazi di Trump. L’eloquenza e la maestria oratoria con cui seppe rispondermi suscitano ancora oggi in me una grande ammirazione. Era impossibile volergli male, anche quando ti dava torto.
Per tutti noi, a Busto Arsizio, Gigi Farioli è un concentrato di aneddoti e ricordi, perché ha segnato come pochi altri gli ultimi quarant’anni di storia della nostra città.
Ave atque vale, caro Gigi. Ci mancherai molto».
Moratti: «Gigi punto di riferimento»
L’europarlamentare di Forza Italia ed ex sindaco di Milano Letizia Moratti ricorda Gigi Farioli, con cui condivise la battaglia elettorale delle regionali 2023: «Con profonda tristezza saluto Gigi Farioli, protagonista della vita politica e istituzionale lombarda, liberale autentico e figura storica di Forza Italia.
Per dieci anni sindaco di Busto Arsizio e due volte consigliere regionale, ha dedicato la propria vita al servizio della comunità, interpretando la politica con passione, competenza e un profondo senso delle istituzioni. Con lui perdiamo un punto di riferimento importante, un uomo che ha contribuito a costruire e rafforzare Forza Italia, sempre vicino al suo territorio e alle persone.
Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Busto Arsizio rivolgo il mio più sincero e affettuoso cordoglio. Ciao Gigi, grazie per il tuo impegno e per la tua testimonianza».
Cattaneo: «Quando parlava, l’Aula si fermava»
Il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, che ha avuto una carriera politica quasi parallela a quella di Gigi Farioli, lo ricorda con queste parole: «Con Gigi Farioli se ne va un grande liberale, un uomo delle istituzioni e un protagonista della vita politica del nostro territorio. Lo ricordo con particolare affetto e sincera amicizia, coltivata grazie al tanto tempo passato insieme a causa del comune impegno politico, in particolare negli anni condivisi in Consiglio regionale, dove la sua capacità oratoria rappresentava un tratto distintivo e raro. Quando prendeva la parola, l’Aula si fermava ad ascoltarlo: i suoi interventi, appassionati, profondi e sempre ricchi di cultura, sapevano lasciare il segno.
In Regione Lombardia, dove ha guidato il gruppo di Forza Italia, così come in Provincia e Comune, ha dedicato oltre quarant’anni al servizio delle istituzioni. Ma è soprattutto a Busto Arsizio, la sua città, che Gigi ha legato il proprio percorso umano e politico. Da sindaco, per dieci anni, ha saputo costruire un rapporto autentico con la comunità, fatto di presenza, ascolto e vicinanza alle persone. Un legame che era già cominciato prima ed è andato ben oltre la fine del suo mandato, facendone una figura rimasta nel tempo un punto di riferimento per tanti cittadini.
Di lui resteranno il rigore delle idee, la passione per la politica e la cultura, la capacità di interpretare le istituzioni con autorevolezza e umanità. Nel mio cuore porterò il ricordo di un amico caro, che affettuosamente si lasciava chiamare dai miei figli, allora piccoli, “Zio Gigi”, insieme al rammarico di non aver compreso fino in fondo la gravità della situazione e di non essergli stato vicino in questi ultimi tempi.
Alla sua famiglia e a tutta la comunità di Busto Arsizio rivolgo il mio abbraccio più sincero. A Gigi il mio arrivederci nella vita più vera che ora ha potuto incontrare. A Dio, Gigi!».
Allam e la morte di Oriana Fallaci
Lo scrittore e giornalista Magdi Cristiano Allam, che sostenne la ricandidatura a sindaco di Gigi Farioli per un secondo mandato nel 2011 con il suo movimento “Io amo l’Italia”, rivolge le sue «più sincere condoglianze alla famiglia di Gigi Farioli, che ho avuto il piacere di conoscere, stimare e volergli bene. Ricorderò sempre il giorno in cui presentavo un mio libro in sua compagnia al teatro di Busto Arsizio. Era il 15 settembre 2006. Vent’anni fa. Arrivò all’improvviso la notizia della scomparsa di Oriana Fallaci.
Decine di giornalisti mi cercarono per intervistarmi dato che sono stato amico di Oriana e condivido le sue valutazioni sull’islam, l’immigrazione e la decadenza dell’Occidente. Gigi, con una sorprendente rapidità e in modo mediaticamente magistrale, trasformò il palcoscenico in una tribuna giornalistica nazionale dove commemorai a caldo la Grande Oriana».
«Per la sua straordinaria empatia con la gente, la sua innata generosità nel prodigarsi per la sua gente, per la sua non comune dote di affrontare e superare le difficoltà, Gigi è stato un Grande in un contesto politico di tutt’altra connotazione. Ti ricorderò sempre con affetto, stima e gratitudine. Addio Grande Gigi!».
«Lascia un vuoto incolmabile»: commozione a Busto (e non solo) per “Gigione”
