Baveno, bufera sul sindaco Monti: indagato per l’ampliamento di un hotel

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Il sindaco di Baveno Alessandro Monti, riconfermato alle ultime elezioni con larga maggioranza

BAVENO – Sulla sponda piemontese del Lago Maggiore si apre un caso politico e giudiziario. Alessandro Monti, sindaco di Baveno (riconfermato alla guida della cittadina con una netta vittoria alle elezioni della scorsa primavera), sarebbe indagato per corruzione nell’ambito di un’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Verbania.

Al centro degli accertamenti degli inquirenti ci sarebbe l’iter legato all’ampliamento di una struttura ricettiva di altissimo profilo: il “Bosco Palace“, hotel di lusso al centro di un imponente progetto di riqualificazione che fa capo a una società riconducibile al miliardario russo Mikhail Kusnirovich.

Il progetto del “Bosco Palace”

La vicenda giudiziaria si inserisce in uno dei piani di investimento immobiliare e turistico più ambiziosi del Verbano. L’operazione ruota attorno alla storica area dell’ex hotel Lido Palace (nella storica Villa Durazzo), acquistata nel 2021 dal magnate russo  numero uno del gruppo di lusso Bosco di Ciliegi – con l’obiettivo di trasformarla nel primo albergo a 5 stelle di Baveno.

Il piano di rilancio del resort, la cui apertura è attesa per i prossimi mesi, prevede standard di lusso elevatissimi: 93 camere, spa, piscine, ristoranti e un beach club privato. Proprio attorno ai passaggi autorizzativi per l’espansione e i volumi della struttura – che comprendono la possibilità di ulteriori ampliamenti della capacità ricettiva – si sono concentrate le attenzioni della magistratura di Verbania, culminate negli avvisi di indagine.

La replica del sindaco Alessandro Monti

Il primo cittadino di Baveno, raggiunto e interpellato dall’Agi, ha rotto il silenzio affidando la propria posizione a una nota ufficiale, in cui esprime piena fiducia nella giustizia e rivendica la correttezza del proprio operato amministrativo.

Di seguito la dichiarazione integrale del sindaco Alessandro Monti:

“Desidero esprimere il mio rispetto per il lavoro degli inquirenti e della magistratura, nei cui confronti ho fiducia. Ho ricevuto un avviso di avvio indagini dal mese di luglio e ne ho preso atto con il senso di responsabilità che il mio ruolo impone.

Voglio però sottolineare, con la serenità di chi ha sempre agito in questo modo, che il mio operato è sempre andato nella direzione del rispetto delle regole e delle leggi.

Ho operato in ogni momento per l’interesse della comunità che mi onoro di rappresentare, e continuerò a farlo con lo stesso impegno di sempre.

Nel rispetto delle indagini, ho messo a disposizione della magistratura ogni elemento utile a chiarire la vicenda, convinto che gli accertamenti in corso lo consentiranno”

Gli sviluppi dell’inchiesta della Procura di Verbania sono ora attesi nelle prossime settimane, mentre sul territorio l’attenzione resta altissima sia per le ripercussioni politiche che per il futuro del maxi-investimento turistico sul lago.

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