BUSTO ARSIZIO – Potrebbe essere il palco di Zelig e invece è una galleria d’arte, lo Spazio Arte Farioli di via Silvio Pellico. “Mattatori” della serata: Stefano Chiodaroli in versione di artista e Leonardo Manera in versione di collezionista ed appassionato di arte. Sullo sfondo i quadri di Chiodaroli – originario di Albizzate ma ormai “adottato” da Busto Arsizio anche se vive a Vigevano – della mostra “Battaglie d’Occidente” e attorno a loro una platea in cui spiccano l’assessore al bilancio Alessandro Albani, amico di tante “battaglie” (non solo d’Occidente…) di Chiodaroli, e il presidente di Agesp Spa Alessandro Della Marra, ma anche Maurizio Castiglioni, direttore artistico e anima del Caffè Teatro di Verghera di Samarate.
La strana coppia
La comicità è arte ma per una sera l’arte si è presa la scena al posto della comicità. Perché Chiodaroli e Manera, oltre ad aver calcato i palcoscenici più celebri del cabaret, hanno in comune la passione per l’arte. Le opere di Stefano sono esposte sulle pareti, invece Leo – anch’egli dipingeva per diletto – le buttava via. «Le facevo di notte, le attaccavo e la mattina non mi piacevano più, così ricominciavo – racconta Manera – era come un coitus interruptus. E dipingere toglieva spazio al mio lavoro». Però, da artista «rinnegato», come lo definisce l’amico Chiodaroli, è diventato collezionista d’arte: «Ero in Friuli per uno spettacolo e in albergo mi sono imbattuto in una televendita di quadri di Emilio Vedova, mi sono appassionato e ho iniziato prima a passare le serate a seguire le televendite di quadri, poi a frequentare fiere d’arte e mostre, e infine ho iniziato a comprare. Allora come forma di compensazione dall’assenza dell’amore. Adesso che mi sto per sposare ho smesso di comprare quadri». Però come divulgatore d’arte sa decisamente il fatto suo: in passato ha messo in scena lo spettacolo “I migliori quadri della nostra vita” insieme al critico Carlo Vanoni.
Dipingere rende liberi

I due comici condividono anche l’idea della pittura come spazio di libertà. «Finché non devi vendere i quadri» ammonisce Manera. «Ho ricominciato a dipingere dopo che mi avevano rifiutato il personaggio di un babysitter degli assassini, dicendo che la casalinga di Cagliari non l’avrebbe capito – racconta il comico reso celebre dal “panettiere” a Zelig – il segreto? Cito Van Gogh ma non ho niente che ricordi Van Gogh, nemmeno la pistola nel cassetto:non dipingere la realtà, ma ciò che attraversa la mente». Per visitare la mostra allo Spazio Arte Carlo Farioli di via Silvio Pellico c’è tempo fino a domenica 23 novembre (dal giovedì al sabato dalle 16.30 alle 19, alla domenica dalle 10.30 alle 12 e dalle 16.30 alle 19, ingresso libero).
Un Chiodaroli mai visto a Busto: in mostra le sue “Battaglie” su tela
