BUSTO ARSIZIO – A Beata Giuliana sta sorgendo una sorta di “PizzAut” dell’agricoltura. È ColtivAbile, il nuovo orto inclusivo che l’associazione Madonna Regina APS ha inaugurato ufficialmente domenica scorsa, 15 giugno, in via Corelli. Su un terreno da circa 3000 metri quadrati ottenuto in comodato d’uso gratuito per tre anni grazie alla disponibilità di un generoso benefattore, Osvaldo Delle Curti. Per ora sono una decina i ragazzi diversamente abili che l’associazione presieduta da Eloise Davanzo ha già coinvolto, e una quindicina i volontari, soprattutto genitori, che si sono rimboccati le maniche, ma sono tante le collaborazioni che si stanno aprendo.
L’orto inclusivo
Orti, frutteti, permacultura, arnie, un laghetto bio, orti rialzati per permettere di lavorare anche a chi ha difficoltà motorie e una zona sensoriale con le erbe aromatiche per stimolare i diversi sensi e tante luci a energia solare. ColtivAbile è un vero spazio inclusivo, accessibile senza barriere architettoniche e pensato per accogliere tutti. Ma proprio tutti, senza distinzioni di fragilità. «Stiamo preparando i cartelli in comunicazione alternativa aumentata per le persone con autismo e in caratteri Braille per i non vedenti» annuncia Eloise Davanzo, madre di una ragazza autistica e presidente di Madonna Regina Aps, associazione che si occupa anche di pet therapy. È lei il “motore” di questa iniziativa: «Mi sono resa conto di quanto la natura sia importante per valorizzare le abilità di questi ragazzi e mi sono formata come ortoterapista – racconta – coltivare l’orto serve ad incrementare l’autonomia e l’autostima, ma soprattutto a costruire un progetto di vita per ragazzi che hanno abilità differenti. Anche chi ha una disabilità grave, qui può trovare il suo spazio e la sua dimensione e dire “ci sono e valgo anch’io”».
Le prospettive
Dopo una prima esperienza all’interno del Mai Paura Camp, l’associazione ha iniziato la ricerca di un terreno da coltivare: «A marzo è spuntata questa bellissima opportunità, per tre anni siamo qui a titolo gratuito e poi speriamo di poter acquistare l’area – rivela Eloise – stiamo curando l’orto e i frutti della terra che sono a disposizione dietro offerta libera per coprire le spese». Il sogno, in futuro, è di «strutturare l’orto per renderlo sostenibile e poter assumere i ragazzi» così da diventare un’esperienza simile alla più celebre “PizzAut”. ColtivAbile per ora è aperto tre volte alla settimana, il martedì, il giovedì e il sabato, ma l’idea è di farlo diventare un punto di riferimento anche per eventi e iniziative di aggregazione. A luglio sono già in agenda le prime visite all’orto inclusivo: un asilo nido, lo spazio educativo Il Filo di Samarate, la cooperativa sociale Solidarietà e Servizi. Ed è aperto il dialogo con le scuole per attivare delle esperienze di “alternanza scuola-lavoro” (PCTO) rivolte agli studenti.
Uno spazio per tutti
Elvira, anche lei madre di una ragazza con un ritardo linguistico e cognitivo, spiega in poche parole cosa rappresenta per un genitore ColtivAbile: «Da mamma? È quello che manca. Senza un’occupazione si sente che le manca un pezzo per completarsi». A sua figlia Beatrice, 36 anni, piace soprattutto mettere a dimora le piantine, ma non sopporta la vecchia carriola che “fischia”. «Noi siamo aperti a tutti – sottolinea Eloise Davanzo – se qualcuno ha degli attrezzi o delle piante da donare, ma anche da adottare. O anche sedie e tavoli da giardino. Vorremmo che questo spazio possa crescere e diventare sempre più bello e funzionale, con l’aiuto di tutti». Un luogo di natura, socialità e inclusione, ma soprattutto di speranza per chi ha tante potenzialità da offrire ma non sempre adeguate occasioni per poterle dimostrare.
Il taglio del nastro
«Abbiamo voluto inaugurare per rendere protagonisti i nostri ragazzi. Sono loro il nostro scopo» afferma la presidente dell’associazione. Al taglio del nastro erano presenti i rappresentanti delle associazioni del territorio che si occupano di persone con disabilità – Cuffie Colorate, Triade e Liberi di Crescere – con cui già c’è collaborazione, ma anche il consigliere Vincenzo Marra per l’amministrazione comunale e don Fabrizio Barlozzo per la benedizione. Non c’era fisicamente, ma sta aiutando molto questa iniziativa l’altro consigliere comunale Paolo Geminiani, che ha preso a cuore da tempo l’associazione. Nel corso della cerimonia c’è stato un minuto di silenzio per Luca Rusconi, il volontario delle Cuffie Colorate deceduto settimana scorsa in un tragico incidente in moto a Solbiate Olona.
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