BUSTO ARSIZIO – Rimpasto, è giunta l’ora? Dopo le elezioni europee, il conto alla rovescia per il restyling della squadra del sindaco Emanuele Antonelli (nella foto) è iniziato sul serio. Con un grattacapo in meno, grazie alla riconferma di Isabella Tovaglieri in Europa, che toglie un nome pesante dal mazzo dei papabili. Ma con tanti punti di domanda, soprattutto per il sindaco, chiamato a fare delle scelte delicate anche dal punto di vista umano oltre che politico. Sono tre le caselle degli assessori che potrebbero cambiare, e non è un criterio di merito a guidare le decisioni. Un rebus da sciogliere in tempi ancora non definiti.
Da dove si comincia
Il punto di partenza è quello che è stato rimandato da un anno e mezzo, ovvero il riequilibrio dei posti in giunta tra Fratelli d’Italia, che invoca un assessore in più (oggi ne ha uno), e la Lega, chiamata a sacrificare uno dei suoi tre. Una sostituzione che qualcuno starebbe (timidamente) provando a mettere in discussione, a partire dalla dichiarazione di voto dei due civici Artusa e Loschiavo per il “Fratello” Mantovani alle europee, ma che in realtà è ormai data per certa. Il voto per Bruxelles di sicuro ha tolto una grossa castagna dal fuoco al sindaco Antonelli: la rielezione all’Europarlamento di Isabella Tovaglieri evita ogni rischio di una sua ricollocazione a Busto, anche se in campagna elettorale sembrava più un problema che sarebbe stato “appaltato” ad Attilio Fontana e alla sua giunta regionale.
Le “intoccabili”?
In casa Lega la patata bollente è evidente. Ed è tutta nelle mani della sezione di via Culin, chiamata a decidere chi dei tre assessori dovrà fare le valige. In realtà la scelta sembra piuttosto scontata. Perché è vero che l’assessore all’urbanistica Giorgio Mariani può rivendicare i successi della Hydrogen Valley e della vagonata di milioni ottenuti da Regione Lombardia (15 per la rigenerazione dell’area mercato e 26 per il restyling della stazione Nord) per risolvere l’annosa questione dell’area delle Nord, ma rispetto alle due colleghe Manuela Maffioli e Paola Reguzzoni appare il classico “vaso di coccio”. Intoccabili? Politicamente, la prima ha sicuramente più appoggi ai piani superiori del partito (ed è anche l’unica ad essersi personalmente esposta per sostenere la campagna elettorale di Isabella Tovaglieri), ma la seconda controlla ancora un pezzo significativo della base di via Culin. E una sua eventuale destituzione rischierebbe di provocare un terremoto che in questo momento non gioverebbe ad un partito non ancora in salute in termini di consensi, a maggior ragione dopo che il flop elettorale del fratello (non d’Italia, ma di Forza Italia) Marco ha raffreddato anche i possibili propositi di “vendetta” trasversale per lo strappo di quest’ultimo, con tanto di dichiarazione di voto del “Vecchio Capo” Umberto Bossi, nei confronti della Lega. E se è vero che il bis in Europa di Tovaglieri la rafforza anche a Busto (è l’unico suo “uomo” di riferimento è l’amministratore unico di Agesp Attività Strumentali Alessandro Della Marra), il direttivo di sezione è ancora per metà espressione reguzzoniana, nel senso di Paola.
I Fratelli che “scalpitano”
Anche in Fratelli d’Italia però la soluzione non è così semplice e immediata come ci si potrebbe aspettare. Perché c’è da tempo in corso un forte pressing di una parte del Circolo per un cambio in corsa anche dell’attuale assessore in quota meloniana, la titolare delle politiche educative Daniela Cerana, che non ha più il suo principale sponsor (e marito) Massimiliano Nardi al vertice del Circolo, anche se alle europee ha sostenuto anche lei Mantovani. Per un posto in giunta infatti sono pronti sia il capogruppo Luca Folegani che la vicepresidente del consiglio comunale Claudia Cozzi, ma il sindaco Antonelli non sarebbe del tutto convinto di affidarsi a due elementi alla prima esperienza. E c’è anche da considerare il fatto che un eventuale ingresso in giunta di due attuali consiglieri provocherebbe un domino che stravolgerebbe un gruppo consiliare in cui già c’è la “mina vagante” Max Rogora, facendo rientrare in consiglio Francesco Attolini, già amministratore unico dimissionario di Agesp Energia, ma anche la seconda non eletta Francesca Schettino (o in subordine lo storico militante Roberto Blanco).
C’è fermento tra i civici
Ma c’è anche la Lista Antonelli che ribolle. Perché tra i consiglieri in carica c’è chi è pronto a candidarsi per una promozione in giunta. A partire da Matteo Sabba e da Alex Gorletta, ma anche Libertas, che esprime il capogruppo della civica Marco Lanza, non ha nascosto nei mesi scorsi le mire per un posto in giunta (schiererebbero l’ex consigliere di amministrazione Agesp Mario Bottigelli), mentre invece il delegato alle partecipate Roberto Ghidotti, uomo di fiducia del sindaco sui tavoli sovracomunali, ha più volte smentito anche sul tavolo della maggioranza di avere mire di ingresso nell’esecutivo. E se gli assessori più controversi (e già più volte nel mirino di “fuoco amico” anche in sala esagonale), Maurizio Artusa e Salvatore Loschiavo, si sarebbero “messi in sicurezza” sostenendo Mantovani alle urne su input dello stesso sindaco Antonelli, il terzo esponente in quota alla civica Mario Cislaghi avrebbe incassato appoggi all’interno della lista per poter rimanere in sella. Insomma, un bel rebus. Che in questo caso solo il sindaco potrà risolvere. Adesso si attende solo che il tema arrivi anche formalmente all’ordine del giorno della maggioranza di centrodestra.
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