Busto, centrodestra bollente: dopo le elezioni la resa dei conti. E il rimpasto

BUSTO ARSIZIO – Si va alle urne e scatta il countdown per la resa dei conti nella maggioranza di centrodestra. Dopo il voto non ci sarà solo da affrontare la questione del rimpasto di giunta, tema sempre rimandato “a dopo le elezioni”. Ma anche da rimettere insieme i cocci di una maggioranza in subbuglio, reduce da una campagna elettorale senza esclusione di colpi e da una serie di tensioni sopite dal clima agonistico delle elezioni.

I derby di Busto

Il derby tra i due candidati di Busto Arsizio – la leghista Isabella Tovaglieri e Marco Reguzzoni in corsa con Forza Italia – ha acceso la competizione interna al centrodestra, con il “Fratello” Mario Mantovani terzo incomodo più volte presente in città. Ma anche all’interno delle sezioni di partito non è stata una passeggiata. Se in casa Lega l’uscente Tovaglieri ha ricevuto un sostegno compatto, almeno ufficialmente, anche dalla vecchia guardia (figure come Francesco Speroni e Giuseppe Gorini, seppure storicamente legate a Reguzzoni, si sono schierate per “Isa”), in Forza Italia la candidatura di Reguzzoni ha paradossalmente avuto la capacità di dare un obiettivo comune ad un partito che a Busto è diviso tra la segreteria guidata da Laura Rogora e Orazio Tallarida e la “corrente” dei cavalli di ritorno di Alberto Riva, Alberto Armiraglio e Franco Castiglioni, rientrata alla base alle amministrative del 2021 ma rimasta esclusa dalla spartizione dei posti in consiglio comunale. Più complessa la situazione di Fratelli d’Italia, dove il sostegno ai vari Fidanza, Mantovani, Sofo e Colombo ha fatto affiorare qualche tensione, tra ordini di scuderia e manifesti coperti, mentre è pronta ad affacciarsi sulla scena la nuova associazione culturale “Oltre” lanciata dagli ex coordinatori cittadini Checco Lattuada e Massimiliano Nardi.

I “casi” elettorali

Ma le cronache di quest’ultimo mese narrano anche di veri e propri screzi, come quello che si è consumato una domenica mattina tra i militanti di Forza Italia e Fratelli d’Italia sulla collocazione dei gazebo in via Milano, ma soprattutto di chat che ribollono. I casi più chiacchierati sono stati dalle parti della Lista Antonelli: prima con gli assessori civici Maurizio Artusa e Salvatore Loschiavo, “impallinati” dopo che non hanno fatto niente per nascondere il loro sostegno al candidato di Fratelli d’Italia Mantovani, poi con il capogruppo Marco Lanza che, con l’associazione Libertas di cui fa parte, è stato protagonista ad un evento di Azione, partito che formalmente a Busto sarebbe in opposizione.

L’ombra del rimpasto

Basterà il “rompete le righe” del voto a far rientrare i vari “casi”? L’impressione è che l’estate della maggioranza sarà assai calda. Anche perché la delicata pratica del rimpasto di giunta, prima o poi, andrà riaperta. Lo sa anche il sindaco Emanuele Antonelli, notoriamente allergico a questo tipo di trattative politiche. Saranno i numeri del voto europeo a dettare la linea: Fratelli d’Italia non sarà più disposta ad aspettare il suo secondo assessore (Claudia Cozzi e Luca Folegani sono i nomi in pole position), con la Lega indicata per sacrificarne uno dei suoi (sempre che Isabella Tovaglieri sia riconfermata a Bruxelles oppure, in caso di non rielezione, ricollocata in Regione Lombardia), mentre in Lista Antonelli ci sono diversi consiglieri che “scalpitano” per la promozione nell’esecutivo, a partire da Matteo Sabba. E se i primi indiziati per uscire dalla giunta rimangono il leghista Giorgio Mariani e l’antonelliano Mario Cislaghi, il rischio è che, senza un definitivo chiarimento, la “guerriglia” fratricida contro gli assessori Artusa e Loschiavoil dibattito in consiglio comunale sulla sicurezza ne è stato un esempio palese – possa continuare.

La riscossa dell’opposizione?

In tutto questo scenario turbolento, l’opposizione starà a guardare? In campagna elettorale a Busto Arsizio è stata praticamente assente, fatta eccezione per un passaggio in centro dell’europarlamentare uscente Brando Benifei, e per qualche iniziativa di Azione (il cui segretario provinciale, non a caso, è il bustocco Franco Binaghi), ma in consiglio sta rialzando la testa. Nelle ultime settimane si percepisce un maggior attivismo dalle parti del PD, sotto forma di mozioni e interrogazioni a raffica, oltre che dal consigliere del gruppo misto Emanuele Fiore, che gioca a fare la spina nel fianco in sala esagonale ma non nasconde la sua vicinanza a Forza Italia (era presente alla festa di chiusura della campagna elettorale di Marco Reguzzoni, per dire). Ora l’estate calda del centrodestra può essere l’occasione per rialzare la testa.

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