A Busto il centrodestra si scalda: Fratelli d’Italia apre la stagione dei congressi

L'attuale "squadra" dei segretari di centrodestra: Laura Rogora (FI), Alessandro Albani (Lega) e Alberto Falciglia (FdI)

BUSTO ARSIZIO – C’è chi va a congresso e chi si prepara a cambiare segretario: per i partiti di centrodestra che governano a Busto Arsizio si preparano mesi caldi, caratterizzati da cambi (o conferme) al vertice. A dare il via ad una stagione di riflessioni interne nelle sezioni è Fratelli d’Italia, che ha convocato per il prossimo sabato 1° marzo il congresso cittadino del Circolo “Almirante”, nell’inedita location dei saloni dell’ACLI di via Pozzi, in centro: scontato il mandato-bis per l’attuale presidente Alberto Falciglia. In Forza Italia invece cresce l’attesa per l’appassionante “disfida” per la segreteria tra le correnti che fanno capo a Orazio Tallarida e Alberto Riva, mentre in casa Lega si riflette su come (e quando) risolvere il caso del doppio incarico del segretario-assessore Alessandro Albani.

Qui Fratelli d’Italia

Il congresso cittadino di FdI è stato convocato per sabato 1° marzo nella sala Verdi di via Pozzi 7, negli spazi di proprietà della parrocchia di San Giovanni. Scelta obbligata visto che la sede di via Daniele Crespi non c’è più e quella “inaugurata” nei mesi scorsi a Sant’Edoardo è a disposizione solo su chiamata. Appuntamento dalle 15.30 alle 18.30 per scegliere il nuovo direttivo del circolo cittadino intitolato a Giorgio Almirante. A presiederlo – appare ormai scontato – sarà ancora Alberto Falciglia, l’attuale presidente nominato dopo le dimissioni di Massimiliano Nardi, che era già stato di fatto “incoronato” per il bis ai tempi dell’inaugurazione della sede. Del resto l’input dall’alto è quello di un congresso unitario e dalla base non sembrano arrivare indicazioni di altro segno, anche perché la minoranza legata a Mario Mantovani non ha i numeri per interferire.

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Qui Forza Italia

Ben più suspense si attende dal congresso di Forza Italia, che dovrebbe svolgersi, stando alle ultime indicazioni, tra marzo e aprile. Dopo la corsa ai tesseramenti sono due le principali fazioni che si contendono la guida del partito, da “separati in casa”: da un lato c’è quella che fa riferimento agli attuali vertici della sezione, presieduta dal commissario Laura Rogora, e al capogruppo in consiglio comunale Orazio Tallarida, dall’altro quella che si è radunata attorno all’ex assessore Alberto Riva. Ma sono attivamente in campo anche gruppi organizzati come quello dell’associazione Libertas e del movimento L’Italia c’è di Gianfranco Librandi, che si è federato con Forza Italia a livello nazionale e che in città ha come riferimento l’ex sindaco Gigi Farioli. Per la segreteria cittadina i possibili candidati che circolano sono lo stesso Riva e la consigliera di Prealpi Gas Stefania Natoli per il gruppo Rogora-Tallarida, mentre un possibile nome di compromesso – dato che l’input dall’alto è quello di arrivare a congressi unitari – è quello di Alessandro Chiesa, già segretario e assessore.

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Qui Lega

Non ci sarà un congresso, almeno per ora, ma è destinata ad un cambio al vertice anche la Lega. Effetto della norma non scritta – resa celebre dall’espressione “Un culo, una sedia” coniata dal compianto governatore e segretario federale Roberto Maroni – secondo cui chi fa l’assessore non può fare anche il segretario. Situazione in cui attualmente si trova Alessandro Albani, che con il rimpasto è entrato nella giunta Antonelli e che scade alla guida del partito cittadino solo nell’estate del 2025. Così nella sezione di via Culin, senza troppa fretta, sono iniziate le riflessioni su quale possa essere la figura ideale per traghettare il movimento fino al congresso, che si terrà a data da destinarsi, con un commissariamento “pilotato” da un accordo tra le varie anime della sezione. Qualche nome è circolato – il vicesegretario Maurizio Scuri, l’ex presidente di Agesp Energia Giusy Basalari, l’ex assessore Giorgio Mariani – ma c’è anche l’ipotesi che al segretario provinciale Andrea Cassani possa essere chiesto un commissario da fuori città, sull’onda di una tradizione che in passato aveva già portato ad occuparsi di Busto personaggi come Marco Colombo, allora sindaco di Sesto Calende, e Marco Pinti, che era consigliere comunale a Varese.

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