BUSTO ARSIZIO – «Siamo ripartiti, siamo sereni, ragioniamo sui programmi». È il segretario cittadino Alberto Riva ad aprire le danze della prima cena di Natale della “nuova” Forza Italia di Busto Arsizio dopo il congresso della scorsa primavera. Ma è il “padre nobile” della sezione, l’ex sindaco Gigi Farioli, a guidare la riscossa, dopo le recenti tensioni in commissione bilancio: «La nostra presenza è non dico tollerata ma attenta. Non abbiamo chiesto nulla, ma non siamo né cane da salotto né cane da guardia». E il segretario provinciale Simone Longhini lo dice in modo più politico: «Sosteniamo Antonelli ma agli alleati chiediamo pari dignità».
La “nuova” sezione

Una cinquantina i militanti al ristorante “Da Mario”, sugli oltre 200 tesserati della sezione bustese, e soprattutto il sostegno dei “big” provinciali: il vicesegretario regionale Giuseppe Taldone, il segretario provinciale Simone Longhini, il responsabile organizzativo Giuseppe Anselmo e la leader provinciale di Forza Italia Giovani (nonché vicesegretaria regionale) Giada Martucci, che è anche assessore nella vicina Solbiate Olona. Forza Italia a Busto guarda ad «un 2026 da protagonisti – fa il motivatore il segretario Riva – propositivi, amministrativi. Il nostro capogruppo Marco Lanza è carico, Gigi Farioli primo tra i pari è il padre nobile, i giovani si integrano e i “vecchi” sono ritornati a pieno titolo».
Il ruolo degli Azzurri
E con il partito che a livello nazionale cresce – lo fa notare Taldone richiamando l’«obiettivo straordinariamente ambizioso del 20%» fissato dal leader Antonio Tajani, per cui «dobbiamo darci da fare» – anche a Busto si percepisce entusiasmo. «Solo un anno fa non era scontato» ammette il segretario provinciale Longhini. «Siamo partito di contenuti e proposte, non solo parole al vento. Sosteniamo il sindaco Antonelli ma chiediamo pari dignità agli alleati. Abbiamo la nostra storia e le nostre idee, la sintonia con gli alleati c’è, ma c’era bisogno di fare da stimolo e da pungolo». Un modo per dire, anche se velatamente, che certe risposte del primo cittadino in sala esagonale non sono appropriate. Ed è anche stavolta Gigi Farioli, reduce da una seduta di consiglio comunale in cui «per la prima volta in 46 anni – rivela – non ho aperto bocca», a dire chiaramente che gli Azzurri non si tireranno indietro dal giocare la propria partita anche a livello amministrativo.
Gigi da battaglia
Del mai fin troppo esplicitato rimpasto di giunta – Forza Italia a Busto Arsizio non ha assessori e quando prova a farlo notare riceve risposte non proprio amichevoli dal sindaco – non se ne parla, ma gli Azzurri vogliono fare la propria parte in maggioranza. «Sono orgoglioso di essere nel centrodestra, ma a Busto Arsizio la nostra presenza non dico che è tollerata, ma è attenta. Non abbiamo chiesto nulla, ma non siamo né un cane da salotto né un cane da guardia». Né supini né feroci, quindi. «Abbiamo il dovere di riaffermare che serve più centrodestra – l’appello del “Gigi” in vista del 2026 – sosteniamo la giunta con proposte, sperando di essere ascoltati, e operiamo sui grandi temi nella società civile. Sussidiarietà, Pgt, giovani, politica della casa. Ma anche tassazione». Tema che ha già surriscaldato il dibattito con il sindaco Antonelli. «Solo perché abbiamo osato proporre la diminuzione dell’Irpef siamo stati trattati come se volessimo regalare soldi, ma questa non è una concezione liberale». E Farioli promette che sarà in prima linea: «Non voglio non essere battagliero». Soprattutto per i giovani – «una cosa che mi sta a cuore» – anche con la “sua” Officina delle Idee.
Busto, è braccio di ferro in maggioranza. E il sindaco chiude la porta a Forza Italia
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