Busto, è braccio di ferro in maggioranza. E il sindaco chiude la porta a Forza Italia

BUSTO ARSIZIO – La quiete dopo la tempesta. Il “day after” della bagarre in sala esagonale sul bilancio è senza strascichi evidenti, ma in maggioranza i nervi sono scoperti e il clima è da tutti contro tutti. Il sindaco Emanuele Antonelli, apparso scuro in volto nelle uscite pubbliche post-seduta di commissione (Alzheimer Cafè e Lampi Blu), non fa retromarce e nemmeno rilascia dichiarazioni: ieri mattina il segretario di Forza Italia Alberto Riva ha provato a bussare al suo ufficio ed è stato rimandato indietro. La porta per gli azzurri è chiusa.

Sindaco e Azzurri ai ferri corti

È proprio l’atteggiamento di Forza Italia, ma anche di alcuni consiglieri del suo stesso partito, ad aver indispettito il primo cittadino fino a fargli partire la “brocca”. «Votino contro» ha detto Antonelli in commissione, e lo avrebbe ripetuto anche al presidente del circolo di Fratelli d’Italia Alberto Falciglia, con cui si è confrontato nelle ore successive alla seduta di commissione. Il sindaco non ha gradito in particolare l’uscita degli Azzurri sull’addizionale Irpef, una delle proposte messe sul tavolo nelle ultime settimane che per Antonelli sarebbero «regali» che metterebbero a rischio i conti di Palazzo Gilardoni a soli scopi elettorali.

Le proposte “scomode”

Il neo-costituito gruppo di Forza Italia aveva avanzato una serie di proposte finanziariamente pesanti, tra cui quella delle rette degli asili nido gratuite (che costerebbe 3 milioni di euro alle casse comunali), e di abbassare dello 0,1% l’addizionale Irpef (dallo 0,8 allo 0,7%, per un importo superiore al milione di euro). Ma Antonelli, che ritiene quest’ultima «uno sconto di cui non si accorgerebbe nessuno» (così lo avrebbe definito in maggioranza), ha reagito con irritazione alle parole del consigliere azzurro Roberto Ghidotti che la ha ricordata pubblicamente in commissione. Irritazione ulteriormente accresciuta quando l’ex sindaco Gigi Farioli ha chiesto i dati sugli incassi dell’addizionale: per Antonelli una provocazione bella e buona.

Il messaggio agli alleati

Così quando sempre Farioli si è fatto portavoce della richiesta di spiegazione sulla delibera sull’esenzione della tassa di occupazione del suolo pubblico in occasione degli eventi – motivata di fatto come una “partita di giro” rispetto alle sponsorizzazioni dei privati al Comune – il sindaco ha unito i puntini, tra l’azione di Forza Italia e gli altri consiglieri di maggioranza, anche di Fratelli d’Italia, che volevano prendere di mira l’assessore Matteo Sabba che aveva promosso il provvedimento, e non ci ha visto più. A questi “giochetti” – questo in sostanza il messaggio che Antonelli ha voluto lanciare agli alleati ma anche ai colleghi di partito in consiglio comunale – non ci sta: le elezioni amministrative sono lontane, il 2026 è l’anno in cui mettere a terra i progetti strategici del mandato e non è il momento di “sbracare” per anticipare la campagna elettorale. E se non va bene «votino contro», il sindaco di certo non si schioda dalla sua posizione. Costi quel che costi.

Tutte le tensioni sotto traccia

Attorno all’inflessibilità del sindaco Antonelli, che nel “day after” della bagarre in aula oltre a chiudere la porta in faccia al segretario di Forza Italia avrebbe anche evitato di rispondere alle numerose telefonate ricevute, ruotano poi tutta una serie di movimenti che già guardano al voto 2027. In Fratelli d’Italia, dove sono attesi nuovi ingressi, c’è una corsa sempre più affollata ai posti in lista per la riconferma, ma anche l’ambizione di strappare un secondo assessorato (in rampa di lancio ci sarebbe la vicepresidente del consiglio Claudia Cozzi che era già stata protagonista del toto nomi ai tempi del rimpasto), che però il sindaco non ha intenzione di assecondare. Anche perché aprirebbe le porte ad una revisione degli equilibri che legittimerebbe anche le richieste di Forza Italia di un posto in giunta. E in Lega, dove si sgomita per il toto sindaco tutto al femminile, c’è una corsa al posizionamento interno che genera momenti di tensione, come un botta e risposta (quest’ultima sopra le righe) immortalato dallo streaming tra il presidente Simone Orsi e l’assessore Alessandro Albani. Insomma, sotto una compattezza quasi granitica e una maggioranza ormai extralarge covano una serie di fibrillazioni che alla prima scintilla possono deflagrare. Come successo in commissione bilancio. E che rischiano di trasformare l’ultimo anno di mandato in una “via crucis” per il centrodestra.

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